Due foto di grande formato, decisamente insolenti, sempre accoppiate per una sorta di consecutio temporum o di una coazione a ripetere, ma che prescindono da una precisa contestualizzazione. Strano ma vero, viene da pensare, perché circolano sopra e sotto la città appiccicate ad ogni mezzo di trasporto e contrassegnate semplicemente da una icona ridotta ai minimi termini, quella del Comune di Vienna. Cosa dire: focalizzano il dettaglio di un rendez-vous -o cos’altro mai? ogni ipotesi è ammessa- trasformando, con un tocco di digitale, un sussiegoso gesto di galanteria in un ossessivo gioco di pretenziose avances e di consensuali complicità. Cosa sono? Nulla di che, annunciano semplicemente il più tradizionale evento artistico annuale viennese, le Wiener Festwochen, un festival internazionale dello spettacolo -prosa, concerti, lirica, danza- posto a cavallo tra maggio e giugno a beneficio di un largo pubblico sempre affascinato dal palcoscenico, come è nella sua tradizione.
Demner, Merlicek & Bergman Wien è il rinomato studio pubblicitario, ma, certo, è tutta a carico dell’assessorato alla cultura questa incauta campagna pubblicitaria in stretta connessione con l’es freudiano e che fa tanto venire in mente Eyes Wide Shut (1999), il pruriginoso ultimo film di Stanley Kubrick tratto dal romanzo Doppio sogno (Adelphi) di Arthur Schnitzler: una duplice ossessione erotica ambientata a Vienna. E dove altrimenti?
Ma una certa vena trasgressiva i creativi ce l’avevano messa anche nella scorsa edizione quando per reclamizzare il festival scomodarono due mostri sacri in veste di testimonial: un Mozart e un Freud -ancora lui- entrambi fulminati in una misteriosa identica stralunatissima posa di uomini di genio. Sempre con un tocco di digitale, è ovvio.
Ma non è tutto, perché i doppi sogni, evidentemente, non muoiono all’alba, piuttosto sembrano fatti apposta per sollecitare incessantemente il codice dei sensi e dei doppi sensi. Ed ecco allora. Promotor di un originalissimo oggetto è, ancora e neanche a dirlo, il Comune di Vienna. Motivo: reperire fondi per ammodernare la fruibilità della biblioteca comunale che ha sede proprio all’interno del monumentale municipio neogotico. Ottimo. Insomma, è stata inaugurata in via sperimentale una linea telefonica a pagamento (0930 128 777) a cui ognuno può accedere per farsi leggere brani di letteratura ad orario non-stop. Attenzione, la cosa quanto mai inusuale è che, componendo quel numero, la sensualissima voce di Anne Bennent, attrice di indubbio successo, reciterà a vostra scelta brani tratti da un vasto e selezionato repertorio letterario erotico e hard degli ultimi tre secoli: roba tostissima, da Rétif de la Bretonne a Ferdinand Lasalle, da Hans C. Artman ad Anaïs Nin. Proprio così, una “Erotik-Hotline” (sic!) culturale o, eventualmente, terapeutica ma senza rimborso sanitario. Almeno per ora.
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franco veremondi
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