Nel diaciannovesimo secolo erano Félix Tournachon Nadar (1820-1910) e Etienne Carjat (1828-1906) a fotografare i loro contemporanei famosi davanti ad uno sfondo neutrale, contrariamente ai fondali dipinti degli studi fotografici tradizionali. Lo sguardo acuto dei grandi percursori ritrattisti era concentrato sulle particolari caratteristiche del soggetto.
Nel ventesimo secolo August Sander (1876-1964) stesso aveva sviluppato una visione netta e decisa della verità e del carattere dei suoi modelli, rifiutando il ritocco e lo sfumato, insistendo sull’importanza di includere le mani nell’immagine. Aveva progettato il suo immenso lavoro Menschen des 20. Jahrhunderts, uomini e donne del ventesimo secolo, nel 1925/27.
Famosissimi sono i Pugili, 1929, i Contadini, 1914, interessante il rispettivo saggio The suit and the photograph di John Berger nel suo libro About Looking, New York 1980, e la Moglie di un architetto (Dora Luettgen), 1926.
Nel 1929 Sander pubblicò il suo portfolio Antlitz der Zeit, Volto del tempo, con una introduzione di Alfred Doeblin. I nazisti censurarono questa opera, perché non corrispondeva al loro ideale del popolo.
L’opera di Sander ora è presentata in questa mostra in una luce autentica, ordinata secondo i sette gruppi del suo progetto originario: l’agricolo, l’artigiano, la donna, i ceti sociali, gli artisti, la metropoli e gli ultimi, un gruppo di immagini da lui anche nominato vecchiaia, malattia e morte, concluso con l’immagine di suo figlio Erich, morto da prigioniero politico. Il nipote, Gerd Sander, si occupa da tanti anni del fondo, 11.000 lastre di negativi e 4.500 stampe originali. Le circa 200 stampe esposte, in bianco e
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