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fino al 13.II.2011 | Philippe Parreno | London, Serpentine Gallery

di - 7 Febbraio 2011
Il tempo e la percezione sensoriale sono gli elementi
attorno ai quali ruota la mostra di Philippe
Parreno
(Oran, 1964; vive a Parigi), la sua prima personale in
un’istituzione pubblica britannica.

Quattro film, in quattro sale, strettamente connessi l’un
l’altro tramite l’audio di 160 altoparlanti che l’artista ha posizionato nei
bianchi spazi della galleria. Tramite il sonoro dei video, il visitatore viene
guidato da una sala all’altra. Al termine di ogni film si cerca di carpire la
provenienza dei suoni in lontananza per trovare il video successivo. Si crea
pertanto un flusso continuo di pubblico, che lentamente viene condotto da un
film all’altro. Il percorso è ciclico, non c’è inizio e non c’è fine nella
riproduzione continua dei video. Le luci si spengono, le tende oscuranti
accuratamente progettate per l’occasione si abbassano, ed ecco che compare il
video proiettato a grandi dimensioni su tutta la parete; video i cui contenuti
spesso affrontano tematiche sociali.

Il primo per datazione tra quelli esposti, No more reality del 1991, mostra alcuni bambini francesi di 7-8 anni che
manifestano in un cortile urlando ripetutamente lo slogan della manifestazione,
per l’appunto titolo del film. In June 8,
1968
l’artista ripropone il viaggio del trasferimento da New York a
Washington della salma di Robert Francis Kennedy, morto in un attentato due
giorni prima. Ma il visitatore, assorbito completamente dalle dimensioni del
video, è costretto a rivivere la vicenda dal punto di vista della salma che viaggia
in treno. Tutto si blocca al suo passaggio, anche i giocatori di baseball
interrompono la partita per ossequiare il defunto.


In Invisible boy,
presentato in questa occasione per la prima volta, il protagonista è un bambino
cinese immigrato con la sua famiglia a New York, il quale entra in contatto con
una presenza inquietante dalle forme mutevoli, sua unica compagnia nella
societĂ  assorbita dal lavoro. Parreno in questo caso mette in luce una storia
di disagio solitamente ignorata, non a caso “invisible”.

Sempre a Londra, ma presso la Pilar Corrias Gallery,
Parreno espone Your Days, My Nights. In questo caso installa una porta
ad apertura automatica che si frappone tra il vero ingresso della galleria e lo
spazio espositivo. Il visitatore deve obbligatoriamente varcare – e così
esperire – la soglia di Parreno sormontata da forti luci intermittenti per
raggiungere le opere degli altri artisti esposti in mostra.


Recentemente Parreno è intervenuto anche al Castello di
Rivoli, ricoprendo i soffitti di tre ampie sale del museo con palloncini a
forma di nuvoletta fumettistica (gli speech
bubble
) gonfiati con elio. Il rapporto con la temporalitĂ  in questo caso si
rende esplicito nel titolo stesso dell’opera, From November 5 Untill They Fall. E in un’intervista al Guardian, l’artista si domanda
provocatoriamente: “E se non si
sgonfiassero mai? La mostra non avrebbe fine
“. Lo stesso principio
della mostra alla Serpentine Gallery, in cui i visitatori potrebbero inseguire
l’audio dei video in un percorso ciclico senza fine.

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dal 25 novembre 2010 al 13 febbraio
2011

Philippe Parreno

Serpentine Gallery

Kensington Gardens – W2 3XA Londra

Orario: tutti i giorni ore 10-18

Ingresso libero

Info: tel. +44 02074026075; information@serpentinegallery.org; www.serpentinegallery.org

[exibart]

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