Categorie: around

fino al 14.VII.2004 | Maura Banfo | Génève, AP4-ART

di - 13 Luglio 2004

Il fulcro del Mamco a Ginevra funziona piuttosto bene e la zona circostante si arricchisce sempre più di gallerie. L’AP4-ART di Achille Piotti s’instrada in questa scia e inaugura con una personale di Maura Banfo (Torino, 1969) curata da Boris Magrini.
Il lavoro della torinese non è affatto di agevole lettura. La prima impressione è che vi sia una discontinuità nel suo lavoro. Ma si tratta d’una lettura intimamente fraintesa. La ricerca di Banfo non procede mediocremente, in senso etimologico, a periodi o fasi. Non si produce in una navigazione costantemente corretta, secondo l’adagio di un’etica piccolo-borghese della norma. Per quanto le concerne, il discorso è opposto, dunque doppio: da un lato v’è una ricerca che si distende sin dall’inizio della sua pratica artistica, dall’altro v’è una specificità che coinvolge inesorabilmente ogni singola opera o ciclo. Il suo è un percorso che può essere colto in ogni singola manifestazione e al contempo può essere rintracciato sul filo degli anni.
Il secondo punto che preme per una lettura attenta del lavoro di Banfo è la sua collocazione fra strutturalismo e vitalismo. Una posizione che non intende conciliare, ma che fa zampillare ogni “opera”, nella coerenza di un continuo corpo a corpo con la materia del dissidio. Da un lato, l’esigenza di confrontarsi con la struttura portante di ogni soggetto (il che non significa che si tratti del suo fondamento; nel caso di Bill clattering (2004), si tratta del becco delle cicogne e dei loro occhi); si individua un fulcro, una cheville che orchestra l’intera figura e che Banfo talvolta isola, tal altra mette impercettibilmente a fuoco (la scintilla fugace ne La vestizione, 2003). Dall’altra parte v’è un sentire vitalista. Perché Banfo coglie soprattutto l’elemento metodico dello strutturalismo, coniugandolo con uno slancio vitale che ricorda Henri Bergson.
Per comprendere questo connubio, a prima vista paradossale, è sufficiente osservare il trattamento architettonico del corpo delle cicogne e all’opposto il trattamento organico del torinese Palazzo Vela nei disegni a esso ispirati (Segni-d-segni, 2003).
In chiusura, qualche parola per il video Round trip (2004), proiettato al piano inferiore della galleria. Si tratta della seconda prova di Maura Banfo, dopo Seventeen (2003). Qui il gioco degli opposti e dello stridore fra le antinomie, evidentemente e ancora una volta, non viene pacificato. Lo dimostra il silenzio. Lo dimostra l’ossessività che necessita di pochi minuti per invadere lo spettatore. Lo dimostra l’impercettibilità con la quale la rotazione s’inverte. Pur calando come un martello. Un lavoro che non ha nulla di amatoriale e che fa ben sperare in un ulteriore ampliamento degli orizzonti di Maura Banfo, a contatto con i medium più diversi e le tematiche più intimamente universali.

articoli correlati
Personale da nicolafornello
Intervista a Maura Banfo
link correlati
La pagina di Maura Banfo sul sito di “Eco e Narciso”

marco enrico giacomelli
mostra visitata il 7 luglio 2004


Maura Banfo
A cura di Boris Magrini
AP4-ART
Rue du Tir, 1 – CH-1204 Génève
Orario: dal mercoledì al venerdì dalle 15 alle 19; sabato dalle 14 alle 17
Ingresso libero
Info: tel. +41-79-4093934; info@ap4-art.com; www.ap4-art.com


[exibart]

Visualizza commenti

  • ... La ricerca di Banfo non procede mediocremente, in senso etimologico, a periodi o fasi. Non si produce in una navigazione costantemente corretta, secondo l’adagio di un’etica piccolo-borghese della norma

    Anche in questo caso tante belle parole, ma un lavoro francamente inutile.

  • caro nameless,
    gli articoli vengono riletti, te lo assicuro.
    quanto alla poca chiarezza, terrò conto della tua critica, cercando di migliorare.
    quanto infine alla ricezione da parte dell'artista in causa, puoi domandarle direttamente cosa ne pensa, è una pratica più diretta.
    sono comunque lieto che, aldilà delle contnue critiche rivolte ad exibart, continui a leggerlo con tanta assiduità
    ;)

  • Ma li rileggete i testi che scrivete prima di metterli in linea?! Ma vi rendete conto della noia mortale che si prova a leggere simili evoluzioni verbali?! All'artista non fate nessun servizio scrivendo in un modo esclusivamente narcisistico e criptico. Non sembra parliate del lavoro in questione quanto piuttosto della "bella forma" della vostra scrittura accademica. Sapete che impressione si ha leggendo testi come questi? Che li scriviate pensando ai vostri colleghi, come aveste il timore di un confronto, di essere giudicati da altri critici altrettanto incapaci di comunicare con obiettività ed essenzialità un pensiero. Non se ne puo' piu' di questa critica d'arte sterile ed insignificante.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Casa Gràcia, a Minorca il nuovo rifugio creativo ideato da Rashid Johnson

Fondata da Rashid Johnson e Sheree Hovsepian, con la collaborazione di Hauser & Wirth, Casa Gràcia offrirà a Minorca residenze…

6 Giugno 2026 12:30
  • Mostre

La bellezza precaria del mare nella mostra di Daniele Mazzoleni a Palermo

Da Spazio Sintesi di Palermo, la mostra di Daniele Mazzoleni riflette sul rapporto tra esseri umani, mare e ambiente, attraverso…

6 Giugno 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Cultura digitale e formazione: quattro anni di Dicolab in un convegno a Roma

Quattro anni di lavoro e 20 milioni di euro di investimenti: Dicolab racconta il proprio impatto sulla trasformazione digitale del…

6 Giugno 2026 10:30
  • Musica

Riccardo Muti e le 3546 voci di Ravenna: una lezione di musica e comunità

Al Ravenna Festival, Riccardo Muti dirige 3546 coristi da tutta Italia in Cantare amantis est, un’esperienza collettiva di grande trasporto,…

6 Giugno 2026 9:30
  • Personaggi

Parola a Davide Vanin: come 21Art conquista Montecarlo e Jesolo

Con le mostre di Jan Fabre e Mario Ceroli, 21Art sbarca a Montecarlo e apre a Jesolo. In quest'intervista, il…

5 Giugno 2026 23:30
  • Progetti e iniziative

Eredità sovietica, biennali e spazi indipendenti: come la Lituania sta costruendo la sua presenza culturale in Europa

Con Laura Gabrielaitytė-Kazulėnienė, Addetta Culturale della Lituania in Italia, parliamo di diplomazia culturale, nuove generazioni artistiche e del progetto che…

5 Giugno 2026 18:00