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fino al 16.I.2011 | Paul Cézanne | London, The Courtauld Gallery

di - 10 Dicembre 2010
Ci sono i
blockbuster e ci sono le piccole mostre come Cézanne’s Card Players. Un’idea semplice quanto geniale, quella del
curatori di The Courtauld Gallery: riunire tre delle cinque versioni esistenti
de I giocatori di carte, insieme ai
numerosi schizzi, ritratti individuali e disegni preparatori che illustrano la
genesi del capolavoro di Paul Cézanne
(Aix-en-Provence, 1839-1906). Il risultato è un gioiello di concisione che, pur
non svelando il segreto di questo artista straordinario, riesce tuttavia a
rendere più consapevoli della complessità del suo genio.
Cézanne aveva circa
cinquant’anni quando decise di dedicarsi all’analisi di un soggetto così
popolare nella tradizione iconografica francese come il gioco delle carte. Ma
Cézanne non è il Le Nain o il Courbet dei suoi giorni, così come i
suoi contadini non sono quelli rappresentati dalla pittura di genere del XVII
secolo o della tradizione del Realismo ottocentesco. L’intento moralizzante dei suoi predecessori è assente nei suoi
quadri.
Dimentico dei
problemi sociali del suo tempo, Cézanne abita un mondo tutto suo, fatto di
pittura. Una pittura che, negli anni in cui si dedica a I giocatori di carte (tra il 1893 e il 1896), si evolve, si
perfeziona in nome di una monumentalità semplice e austera e della ricerca di
un’armonia spaziale ancora da raggiungere nella versione del Metropolitan
Museum, un dipinto non completamente riuscito perché troppo denso, troppo
affollato, troppo colorato.

Quando arriva a
dipingere le tele del Musée d’Orsay e del Courtald, Cézanne ha capito che la
soluzione del problema sta nel limitare i colori a pochi, essenziali blu, grigi
e ocra, e nel ridurre il numero di figure da quattro a due.

Ed è questa
continua ricerca dell’unità spaziale l’elemento centrale dell’arte di Cézanne,
quello che (forse) l’ha portato a scegliere un tema come I giocatori di carte, in cui due uomini, calmi come filosofi, solidi
come montagne, siedono a un tavolo davanti a uno specchio – le grandi mani che
stringono le carte in un’immobilità quasi religiosa – affrontano il rituale del
gioco con lo stesso impegno che mettono nel lavoro. Non parlano, non si
muovono, non guardano: immobili come una natura morta, immutabili nella
mutevole confusione del mondo moderno.
Uomini con la
pipa tra i denti e il cappello in testa: gli stessi solidi contadini che
lavorano nella proprietà di Cézanne ad Aix-en-Provence e che, dietro un modesto
compenso, accettano di prestare i loro volti a L’uomo con il camice blu (1896-97) del Kimbell Art Museum di Fort
Worth, al Fumatore di pipa (1892) dallo
sguardo obliquo di sapore “modiglianesco” del Museo dell’Ermitage di San
Pietroburgo, e all’inquietante Uomo con
la pipa
(1893-96) del Courtauld, la cui impossibile anatomia precede di
almeno un decennio certe idee cubiste.

Nati come studi
per i personaggi de I giocatori di carte,
queste opere sono di per sé capolavori di sublime bellezza. Per questo,
alla fine poco importa se non c’è nulla di particolarmente rivoluzionario nella
mostra del Courtauld. Perché si esce comunque con la consapevole certezza di
aver assistito a qualcosa di straordinario.

video correlati

Cézanne
a Firenze

paola cacciari

mostra visitata il 25 ottobre 2010


dal 21 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011

Cézanne’s Card Players

a cura di Barnaby Wright

The Courtauld Gallery – Somerset
House (zona Strand) – London WC2R 0RN

Orario: tutti i giorni ore 10-18 (ultimo ingresso alle ore 17.30)

Ingresso: intero £ 6; ridotto £ 4,50; libero il lunedì fino alle ore 14

Catalogo £ 25

Info: tel. +44 02078720220; www.courtauld.ac.uk


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