Categorie: around

fino al 20.XI.2004 | Julian Schnabel | Zurigo. Galerie Bruno Bischofberger

di - 2 Novembre 2004

Il gallerista Bischofberger ritorna prepotente sulla scena zurighese, dedicandosi, come al solito, a quegli artisti apprezzati e incoraggiati fin dal principio della loro carriera. Questa volta tocca a Julian Schnabel, altro nome di punta della sua scuderia. L’artista newyorkese divenne molto noto negli anni ‘80; meno modaiolo del suo amico Basquiat, fu apprezzato subito dal gallerista svizzero, che insieme al suo amico Andy Warhol si dedicava ai quei giovani talenti, freschi e selvaggi. La sua formazione, più classica rispetto ai coetanei della Grande Mela, lo colloca fin dal principio in una posizione di maggiore distacco rispetto alla caotica vita/arte urbana. I viaggi in Europa ne affineranno le capacità oltre che la personalità, e si ritroverà, tra gli altri paesi, anche in Italia e in Spagna, dove conoscerà la futura moglie Olaz, immortalata e inneggiata in tutte le opere degli ‘80. Nel Vecchio Continente acquisisce quella componente caotica, irruenta e affascinante propria dei paesi latini, insieme alla tipiche simbologie tratte dall’iconografia ecclesiastica italiana o dalla tradizione rurale spagnola, che caratterizzeranno tutta la sua produzione.
In mostra oggi una serie di lavori giovanili, datati tra il ‘76 e l’80, appartenenti alla collezione privata di Bischofberger; grazie a quei primi, originali lavori Schnabel si conquistò la stima di Bruno, che lo portò in galleria già a partire dal 1980-81. Bischofberger li tira fuori adesso, quasi per rivivere e far rivivere quello che provò lui, quando si recò a New York per vedere il lavoro di un ragazzotto texano appena laureato in fine arts.
Opere come Landscape of my young mind (1979) e First Italian abstract painting (1977), e poi Padua in November is beautiful and depressing (1978) e The Conversion of St. Paul (1980), mostrano un pittore giovane ma già maturo, legato a quel simbolismo mediterraneo che si ritrova anche nelle opere di un Mimmo Paladino o di un Antoni Tapies.
La matrice simbolica si sposa con l’impostazione Abstract Painting: grosse tele in cui i tratti corposi si mescolano ai segni sottili, il frammento fotografico si affianca al graffio denso del pastello, la precisa stesura si alterna al dripping di vernice da una paletta dai colori caldi e solari. Fu la vera rottura con il decennio dell’arte concettuale e minimale. Compaiono già le opere dedicate ai suoi amici (da Gianni Versace a Warhol) come Paintings for the salvation of Ross Bleckner’s leg (1979), un’abitudine ancora viva e rivelatrice della vanità di un certo milieu. La trasversalità dell’opera di Schnabel lo colloca perfettamente in ambienti più intellettuali così come tra i graffitari metropolitani.

fabio antonio capitanio
mostra vista il 4 ottobre 2004


Julian Schanbel– Paintings from 1976 to 1984.
Galerie Bruno Bischofberger, Utoquai 29, 8008 Zurich, Svizzera.
Tel +41-12624020, Fax +41-12622897
http://www.brunobischofberger.com
Aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 18, Sabato fino alle 16


[exibart]

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