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fino al 29.VI.2008 | Blood on Paper | London, Victoria & Albert Museum

di - 27 Maggio 2008
In un’epoca in cui il concetto della parola su carta diventa sempre più obsoleto, il V&A Museum sfida lo strapotere del computer e di internet con una mostra ambiziosa, dall’intrigante titolo Blood on paper: the Art of the Book.
Curata da Rowan Watson, della National Art Library del Museo, e da Elena Ochoa Foster, moglie dell’architetto Sir Norman Foster e direttrice della Ivory Press, prestigiosa casa editrice che produce solo libri d’artista, la rassegna esamina attraverso sessanta opere, organizzate in quattro sezioni, ciò che accade quando trentotto tra gli artisti più carismatici della nostra epoca -da Paula Rego a Damien Hirst, da Francis Bacon a Joseph Beuys– rivolgono la propria attenzione al libro.
In tutti i suoi formati, il libro continua a essere un potente mezzo d’espressione. E ciò è particolarmente vero nel caso dei libri d’artista. Affermatosi dopo la Seconda guerra mondiale, il genere del livre d’artiste nasce in Francia tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Diversamente dal comune libro illustrato, in esso illustrazioni, testi e pagine sono create direttamente sul materiale di cui il libro si compone.
Fra i primi a dimostrare che il libro possiede una miriade di altre funzioni oltre alla trasmissione del testo, Picasso e Matisse produssero esempi d’incredibile livello creativo, che non a caso trovano spazio nella prima sezione della mostra, dedicata alle icone sacre del XX secolo, unendo Miró e Giacometti con artisti come Rauschenberg e Sol LeWitt.

A indicare la distanza spazio-temporale coperta dalla mostra, all’ingresso domina un imponente lavoro di Anselm Kiefer, The Secret Life of Plants. Kiefer torna nella quarta e ultima sezione, accanto ad Anthony Caro. Il suo Open Secret (2004) contiene una raccolta di poemi di Hans Magnus Enzensberger e un passo tratto dal Mercante di Venezia scritto a mano dall’artista nascosti in compartimenti segreti.
Libri di lusso, spesso di grandi dimensioni, molti dei quali prodotti in edizione limitatissima, se non unica. Libri tagliati, violentati, persino bruciati, anche se (fortunatamente) solo in video, come nel caso di Cai Guo-Qiang con Danger Book: Suicide Fireworks, che contiene disegni realizzati in polvere da sparo la cui esplosione, opportunamente video-registrata, è proiettata accanto al libro.
Intellettualmente e visivamente stimolante, Blood on Paper non è una mostra rilassante. E non intende esserlo. Troppe e troppo provocatorie sono le collaborazioni fra artisti e scrittori che vi trovano spazio (come quella di Howard Hodgkin con Susan Sontag o di Louise Bourgeois con Arthur Miller) e le opere che la popolano.

Lo testimonia il lavoro di Anish Kapoor, che si compone di quattro parti e contiene una scultura formata da una fenditura seghettata, tagliata col laser, attraverso 261 pagine bianche. Il titolo, Wound (2005), non potrebbe essere più pertinente, rimandando in modo letterale, quasi sacrale, al titolo della mostra. Un riferimento alle ferite aperte nel costato di Cristo, alla sofferenza del corpo e dell’anima del Cristianesimo. Ma anche al sangue come forza rigeneratrice e simbolo di rinascita. E, più semplicemente, un omaggio alla fatica e alla passione che da sempre sono legate all’arte della stampa, dal momento in cui è apparsa all’orizzonte del mondo moderno.

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dal 15 aprile al 29 giugno 2008
Blood on Paper: the Art of the Book
a cura di Elena Foster e Rowan Watson
Victoria and Albert Museum
Cromwell Road – SW7 2RL London
Orario: tutti i giorni ore 10-17.45; venerdì ore 10-22
Ingresso libero
Catalogo £ 45
Info: tel. +44 02079422000; vanda@vam.ac.uk; www.vam.ac.uk

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