Nel 2002 Rem Koolhaas scriveva sul progetto Utopia Station della Biennale di Venezia: ‘It is the dirty secret of all architecture, (…): deep down all architecture ,(…), claims to make the world a better place’. Come Koolhaas traduce le sue idee e come funziona l’OMA (The Office for Metropolitan Architecture, un laboratorio nato a Rotterdam per analizzare architettura ed urbanistica), ce lo fa capire la mostra CONTENT, Rem Koolhaas- OMA-AMO presso la Kunsthal di Rotterdam, uno dei suoi edifici i più famosi in Olanda, costruito nel 1992.
Nella mostra si evidenzia come ogni progetto di OMA sia preceduto da una ricerca ampia, economica, sociologica, iconografica, storica.
All’inizio del percorso una grande quantità di atlanti del mondo sono esposti con diagrammi, grafiche, cifre sul ‘external debt’ e ‘oil consumption’, ma anche cifre di dove sul mondo vivono i ‘very happy people’ e dove si trovano i ‘right wing think tanks’. Questo lavoro è stato eseguito insieme al team di ricerca AMO (altro pensatoio architettonico koolhaasiano).
Poi si entra in una struttura chiara e aperta. E’ come essere nel cervello delle organizzazioni OMA/AMO. Sulle pareti basse sono stati appesi dei cartelli che si riferiscono ai progetti OMA, come Lagos, Da una parte c’è un carrello da supermercato con piantine della mostra. Ogni tanto si sente il suono di un classico campanello da registratore di cassa. E in una gabbia d’acciaio, come quelle da festival di musica pop, si possono comprare delle magliette con i logo di OMA AMO e progetti come il CCTV di Pechino, il Prada Epicenter.
Tra le pareti che sono tappezzate con testi ed immagini di tutti i progetti ci sono modelli e modellini sopra cui sono sospesi specchi tondi e bombati come quelli che, nei supermercati, vengono usati per controllare i clienti. Qui invece danno al publico una visione dall’alto. Tutti questi modellini mostrano una interessa quasi sculturale per il materiale. Koolhaas paragonava gli edifici di OMA agli Schiavi di Michelangelo ‘We have liberated an eloquent, communicative, original form from the prismatic volume that is the raw material of all contemporary architecture’.
Contemporaneamente il Nederlands Architectuurinstituut (l’ Istituto Olandese di Architettura) a Rotterdam ha organizzato la mostra ‘START’, un deposito aperto dove i visitatori possono consultare pezzi dell’archivio di OMA, in parte già acquistati dall’istituto nel 1984. Adesso costituiscono la parte più preziosa della collezione di archivi del NAi. Nel deposito si puo’ vedere come gli impiegati del NAi lavorano con il materiale, insomma come funziona un archivio.
patricia pulles
mostra visitata il 29 aprile 2004
Fino al 20 aprile, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti e con testi in catalogo di Andrea Bellini, la galleria…
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