È trascorso poco meno di un mese dalla roboante inaugurazione di quello che per definizione è stato considerato l’evento della primavera londinese ed ancora oggi si leggono sui quotidiani notizie che annoverano la Saatchi Gallery tra le nuove attrazioni della città.
L’intraprendente Charles Saatchi, magnate della pubblicità nonché padrino dei Young British Artists , si è conquistato un posto nell’Olimpo artistico londinese collocando la sua discussa collezione niente meno che vis â vis con Westminster. Relegate le due Tate quasi in periferia, il centralissimo palazzo neoclassico, ex sede del municipio, accoglie dal giorno della sua apertura stormi di curiosi ed appassionati, infervorati all’idea di poter finalmente rivedere gli autori della tanto criticata mostra Sensation.
Ben allestite, le opere usufruiscono dello spazio circostante per lasciarsi guardare -a tutto tondo- come nel caso di Some Comfort Gained from the Acceptance of the Inherent Lies in Everything : le sezioni di due bovini vengono scaglionate lungo la diagonale della prima grande stanza, invitando i più audaci ad effettuare un rapido
Anche sculture e dipinti si susseguono nel percorso espositivo, opponendo immagini efferate a pacati e bilanciati accostamenti di colore su tela. Forte è l’ascendente suscitata nel pubblico che in deferente silenzio fa fronte alle inquietudini materializzate dall’artista.
chiara longari
mostra visitata il 14 maggio 2003
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