Nel prossimo ottobre la Biennale Internazionale di Fotografia, in Bulgaria, avrĂ per la prima volta, alla sua sesta edizione, una sezione italiana. Tu ne sarai curatrice. Come hai pensato la tua mostra? Quali fotografi porterai a Plovdiv?
Sì, è un’occasione unica e molto importante per mostrare il lavoro dei nostri bravi artisti all’estero, in una realtà tutta da scoprire e così intrigante come la Bulgaria. Sono stata contattata direttamente dal direttore della Biennale, Nikolai Loutliev, per curare la sezione dedicata all’Italia. L’idea prevista per la mostra corre su un doppio binario: da un lato le fotografie di tre autori “storicizzati”. Dall’altro la presentazione di
Franco Vaccari, Mario Cresci, Silvio Wolf, sono tre importanti autori italiani a confronto sulla tematica relativa al rapporto tra fotografia e sociologia. Tre autori che utilizzano il mezzo fotografico in maniera del tutto autonoma e originale. Il loro sguardo si volge difatti verso ambiti disciplinari non strettamente specifici alla fotografia, quanto piuttosto, sul terreno delle scienze umane, della trasmissione di esperienza nella didattica dell’arte e in una serie di interventi che si possono definire oggi “arte di relazione”. E’ stato molto importante far dialogare questi tre autori, che si conoscono e si stimano reciprocamente fin dall’inizio delle loro carriere: Franco Vaccari, ad esempio, ha scritto il testo introduttivo della prima mostra di Silvio Wolf, insomma l’ha un po’ tenuto a battesimo…..
Si tratta di autori già ampiamente storicizzati. Hai pensato anche a dare spazio alla giovane ricerca della fotografia italiana in un contesto così periferico come la Bulgaria?
Nuovi territori come i Balcani o i Paesi dell’Est, sono argomento di curiosità e di indagine sempre crescente. Pensiamo ai recenti fenomeni di riconoscimento ottenuti in Italia da autori quali Sisley Xafha o Adrian Paci: vorrei che i nostri giovani autori avessero la stessa meritata attenzione anche all’esterno, e non fossero presentati solo in occasioni sporadiche. Perciò ho selezionato una
Come si colloca la sezione italiana all’interno della mostra complessiva? Come è organizzata la rassegna? Avrai a disposizione un padiglione, una galleria, spazi pubblici?
Posso davvero affermare che la sezione italiana è senza dubbio la più numerosa; oltre ai nomi citati abbiamo anche la presenza di due ottimi autori quali Margherita Verdi e Giorgio Barrera, che rappresentano la Scuola Marangoni di Firenze. Non ci sono “padiglioni”, ma tutti gli spazi della città sono coinvolti nella manifestazione: gallerie, biblioteche, musei, sale comunali. La sezione italiana sarà ospitata all’interno del Museo della città . Per quanto riguarda il resto del programma, assai ricco e articolato, vi saranno
mostre personali, dibattiti, proiezioni, un forum sul tema della sociologia nell’arte fotografica, letture di portfoli, incontri con il pubblico. Tra le altre partecipazioni nazionali:
Rafael Navarro, Spain
Carl de Keyzer, Belgium
Darius Liszewski, Poland
Andreas Muller Pohle, Germany
Nelly Gavrilova, Bulgaria
Lisi Gradnitser, Austria
Ari Saarto, Rita Paivalainen, Finland
Ali Borovali, Turkey
Lichtblick Gallery, Cologne
Vevey School of Photography, Suisse
Nizhni Novgorod Festival ” Pro zrenie”, Russia
Bulgarian Photographic Society
Thessaloniki Photosynkiria Festival, Greece
Com’è stato lavorare in un paese difficile come la Bulgaria? Con cosa hai dovuto fare i conti? Sei soddisfatta dell’esperienza?
Gran parte del lavoro di contatti e di organizzazione con la Bulgaria si è svolto via mail. Devo dire che fondamentale è stato l’intervento dell’Istituto Italiano di Cultura di Sofia, in particolare nella persona di Umberto Rinaldi, che è veramente riuscito ad intervenire là dove la Biennale non arrivava. Grazie a questo intervento possiamo inoltre mostrare le opere dei nostri artisti anche nella città di Sofia, nel mese di Novembre, una volta terminata la Biennale di Plovidv. Di tutta l’iniziativa verrà prodotto un catalogo dalla Biennale. Fin ad oggi posso dire di essere più che soddisfatta per questa grande occasione: vedremo alla fine!
massimiliano tonelli
[exibart]
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