Categorie: Arte antica

Da Roma alla Spagna e ritorno: gli affreschi di Annibale Carracci in mostra a Palazzo Barberini

di - 21 Novembre 2022

Un ciclo di magnifici affreschi dalla illustre paternità – staccati da una chiesa romana caduta in disgrazia e finiti in ombra nei magazzini del Prado di Madrid – oggi torna al centro dell’attenzione. È questa la storia che vuole raccontare la mostra “Annibale Carracci. Gli affreschi della cappella Herrera”, inaugurata recentemente alle Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Palazzo Barberini, a cura di Andrés Úbeda de los Cobos, vicedirettore del Museo del Prado, laddove l’itinerario espositivo ha avuto la sua prima tappa a marzo, anticipando la seconda, allestita presso il Museu Nacionale d’Art de Catalunya.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

«Qui si conclude il progetto che riunisce per la prima volta, dopo quasi duecento anni, gli affreschi realizzati a Roma da Annibale Carracci per la cappella di famiglia del banchiere spagnolo Juan Enriquez de Herrera», ha spiegato Flaminia Gennari Santori, direttrice delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma. Si tratta di una cappella ubicata all’interno della chiesa romana di San Giacomo degli Spagnoli, ora nota con il nome di Nostra Signora del Sacro Cuore, situata nel rione Parione, tra corso Rinascimento e piazza Navona. Fino all’Ottocento luogo di grande prestigio, proprio per la qualità artistica degli affreschi che vi si trovavano oltre che per l’influenza degli spagnoli a Roma.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

«Fu nel 2011, quando ero ancora curatore della pittura italiana al Prado, che ho cominciato ad avviare un lavoro di ricerca e di restauro di questi affreschi», ricorda Andrés Úbeda de los Cobos, sottolineando come ricostruire la storia di questo ciclo parietale abbia messo in luce i legami tra i pittori bolognesi del seicento romano. Assieme al Carracci infatti si riconoscono fra gli altri, il tocco del Domenichino e di Francesco Albani. Quella rosa di grandi maestri sorti dall’Accademia dei Desiderosi o degli Incamminati che all’alba del VXII secolo trassero le fila dei loro celebri predecessori cinquecenteschi.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

La mostra romana di Palazzo Barberini raccoglie – oltre a una selezione di disegni e una video su iconografia, autori e restauro – la ricostruzione a grandezza naturale della cappella Herrera, entro la quale i 16 affreschi protagonisti sono collocati secondo l’ordine originario. Pareti e soffitto della Sala Marmi accolgono ovali, mezzelune e immagini trapezoidali entro nicchie precise, consentendo al pubblico di capire quale fosse la prospettiva del fruitore del tempo.

Sebbene non si abbiano notizie dello stato di conservazione degli affreschi quando, nel 1830, furono staccati dalla cappella romana, una loro attenta disamina permette di comprendere quali fossero le dinamiche del cantiere messo in piedi per la loro realizzazione ed anche di mettere a fuoco un momento fondamentale per la storia della pittura italiana: il passaggio dall’ultimo Carracci al primo Albani.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

Le biografie di Bellori e Malvasia raccontano di un delicato aneddoto secondo cui Sisto Badalocchio, partecipe dell’impresa Herrera, non fu ritenuto all’altezza dell’opera dal maestro Annibale che incaricò Albani di cancellare i suoi contributi agli affreschi. Albani però, non volendo umiliare l’amico Sisto, ne corresse soltanto gli snodi più grossolani, passandoci sopra col pennello. Tanto che in ogni frammento, perfino nella pala d’altare, sembrano riconoscersi mani diverse.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

D’altronde la volontà del Carracci, in antitesi con l’individualismo pittorico odierno, era tesa proprio a una omogeneità pittorica in virtù della quale i tratti del singolo dovevano convogliare in un’armonia d’insieme. Una congettura è che il maestro ritoccasse ogni affresco, per un finissage volto alla resa di uno stile collettivo.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

Secondo alcuni carteggi, nell’Ottocento – dopo che gli affreschi subirono la delicata operazione di strappo – gli spagnoli caldeggiarono la necessità di conservarli riuniti, per poter vedere e studiare la pittura bolognese, così ricca di storia, dettagli, velature e suggerimenti in filigrana.

In continuità con quel minuzioso interesse la mostra di Palazzo Barberini rappresenta una grande svolta, anche solo rispetto agli studi che negli anni ’70 del Novecento, che lamentavano la distruzione degli affreschi Herrera e l’impossibilità di conoscere gli ultimi lavori del grande maestro Annibale Carracci.

Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli
Cappella Herrera, Sala Marmi, Ricostruzione Della Cappella, Foto Alberto Novelli

Condividi
Tag: Annibale Carracci Flaminia Gennari Sartori Gallerie Nazionali di Arte Antica museo del prado palazzo barberini roma

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Ahuva Zeloof trova l’arte nella nuda pietra: libro e mostra a Milano

A Milano, il lancio del volume FAITH e una mostra dedicata alle nuove sculture di Ahuva Zeloof, nate da pietre…

2 Giugno 2026 14:30
  • Arte contemporanea

La Galleria Latina riapre con Soglie: ventidue artisti italiani per un nuovo inizio

Lo storico spazio fondato negli anni Ottanta inaugura un nuovo corso con una mostra che indaga il concetto di soglia…

2 Giugno 2026 13:30
  • Personaggi

È stata trovata morta a San Paolo Hilde Lynn Helphenstein in arte Jerry Gogosian, voce critica dell’arte

È giallo sulla morte di una delle voci più taglienti del sistema dell’arte internazionale. Il suo corpo è stato ritrovato…

2 Giugno 2026 13:03
  • Arte contemporanea

Festa della Repubblica: la storia delle partigiane torna alla luce nella mostra di Gaia De Megni

Gaia De Megni presenta alla Casa degli Artisti di Milano una mostra dedicata alle figure femminili rimaste ai margini della…

2 Giugno 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Costruire comunità 2026: al Madre di Napoli una giornata per il dialogo interdisciplinare

Fare del museo un luogo di confronto aperto tra arte, scienza e spiritualità: con questa premessa il museo Madre presenta…

2 Giugno 2026 10:30
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 2 al 7 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 2 al 7 giugno, in scena nei teatri…

2 Giugno 2026 9:30