Filippino Lippi, Angelo Annunziante, 1483-1484. Foto Fabio e Andrea Lensini
Un prezioso augurio tramite la cultura – inestimabile “pane intellettuale” dell’umanità – quello ormai tradizionale di Milano che ogni anno offre gratuitamente un capolavoro alla contemplazione di tutti presso la Sala Alessi a Palazzo Marino, sede del Comune: fino al 12 gennaio 2020, il privilegio tocca ai due magnifici tondi, l’Angelo Annunziante e l’Annunziata, dell’Annunciazione di Filippino Lippi. Il capolavoro fu commissionato al Maestro nel 1482 dai Priori e Capitani del comune guelfo di San Gimignano, dal 1351 sotto Firenze e comunque vivace artisticamente tanto da ospitare diversi artisti del Rinascimento fiorentino, per la Sala dell’Udienza, ora nella Pinacoteca Civica di tale incantevole città, sito Unesco dal 1990, che a sua volta vedrà restaurata da Milano una tavola di Pier Francesco Fiorentino.
Un modo per rafforzare preziose sinergie oltreché indurre a una conoscenza più approfondita del nostro straordinario e vastissimo patrimonio culturale: l’iniziativa, curata da Alessandro Cecchi, in queste feste arricchisce Piazza della Scala di un’ulteriore offerta oltre al Teatro alla Scala vibrante di musica e alle Gallerie d’Italia con la mostra “Canova e Thorvaldsen”.
Un ponte che rinsalda antichi legami con la suggestiva San Gimignano come lo zafferano prezioso anche per la cucina milanese, la Vernaccia alla cui produzione si sono dedicati numerosi milanesi e il piano regolatore della città toscana redatto nel ‘900 dall’architetto milanese Piero Bottoni.
Figlio d’arte, Filippino Lippi (Prato 1457 ca. – Firenze 1504) – nato da una relazione tra il frate carmelitano Filippo Lippi, occupato ad affrescare il Duomo, e la monaca Lucrezia Buti del cui convento Filippo è cappellano: legame prima considerato scandaloso e poi tollerato dalle autorità religiose tanto che i due convivono e hanno un’altra figlia – conduce una vita connotata da rettitudine e bontà. Allievo di Botticelli, a 26 anni mentre sta completando a Firenze la Cappella Brancacci riceve l’incarico (di cui si conserva documentazione completa nell’Archivio Storico Comunale) dell’Annunciazione, tema nodale nella storia della Salvezza e caro a San Gimignano e a Firenze essendo tale festa, il 25 marzo, all’epoca Capodanno nelle due città.
I magnifici tondi di Lippi esposti a Milano per questa occasione, realizzati tra il 1483 e il 1484 e dotati dai committenti nel 1490 di due preziose cornici in legno intagliato decorate da motivi floreali, foglie e frutta, argentate e dorate, opera forse di Antonio da Colle, risplendono grazie al raffinato ed elegante allestimento milanese che riprende i dorati raggi vivificatori dello Spirito Santo, affievoliti nel tondo dell’Annunziata rispetto a quello dell’Angelo, illuminando il nostro mondo bisognoso di Luce.
L’Annunciante in un panneggio quasi gonfiato dal vento è inginocchiato su un pavimento che ricorda quello di Piazza della Signoria a Firenze, il suo pendant è più arioso, ricco di verde con la Vergine inginocchiata e lo sguardo in basso in segno di umiltà e accettazione della volontà divina eppure regale come mostra a destra il trono e ‘sede di sapienza’ come evidenziano i libri dello studiolo.
Un’offerta culturale estesa a vari Quartieri che ospitano due opere d’arte delle Collezioni Civiche del Castello Sforzesco: un tripudio di bellezza rasserenante, fonte di arricchimento culturale.
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