Categorie: Arte antica

Il Philadelphia Museum of Art ha un’opera di Vermeer abbandonata in deposito. Forse

di - 7 Aprile 2023

La fama di Johannes Vermeer è inversamente proporzionale al numero di opere realizzate. Nella sua vita non particolarmente fortunata – morì lasciando un bel po’ di debiti alla famiglia – non fu certo un autore prolifico. In tutto, colui che oggi è considerato il Maestro della pittura fiamminga, potrebbe averne fatte circa sessanta e oggi ne sono superstiti poco più di 30. Pochissime, considerando la media del periodo. Per dire, si stima che Luca Giordano ne firmò circa mille. Questo per fare un confronto gustosamente paradossale con un autore vicino alle nostre latitudini, coevo con l’olandese – anche se ebbe una vita più lunga – e già famoso ai suoi tempi per la mano tanto rapida quanto accurata e preziosa. Anche per questa estrema rarità, la mostra che il Rijksmuseum di Amsterdam ha dedicato a Vermeer ha potuto incendiare i cuori degli appassionati, mandando in tilt i botteghini con un sold out da rockstar. Dunque, scoprire un suo nuovo dipinto è una notizia clamorosa. Ma anche riscoprirlo non è da meno. Secondo uno studioso, il Philadelphia Museum of Art potrebbe avere nella sua collezione una vera opera di Vermeer, solo che languiva in un magazzino.

Lady with a Guitar, Late 17th century. Copy after Johannes Vermeer (Dutch (active Delft), 1632–1675)

Secondo quanto riportato da The Art Newspaper, a sostenere l’ipotesi è Arie Wallert, ex specialista scientifico del Rijksmuseum, secondo il quale La ragazza con chitarra, datato alla fine del XVII Secolo, potrebbe realmente essere uscito dallo studio di Vermeer. Questa teoria contraddice le informazioni del museo, per il quale l’opera sarebbe invece solo una copia di un altro dipinto dal soggetto simile, conservato alla Kenwood House di Londra. A parte alcune modifiche, come l’acconciatura della donna, la composizione e il soggetto di questo dipinto sembrano quasi identici a quelli del Philadelphia Museum. In effetti, prima che uscisse quest’ultima, nel 1927, si credeva che quella di Philadelphia fosse l’originale.

L’opera statunitense faceva parte della ricca collezione di John Graver Johnson, considerato uno dei più grandi avvocati del mondo anglofono, con la passione per gli artisti italiani del primo Rinascimento, oltre che per gli spagnoli e i fiamminghi, da Botticelli a Luca Signorelli e Tiziano, fino a Pieter Bruegel e Rembrandt. Nel suo testamento, Johnson lasciò la collezione a Filadelfia con la disposizione che fosse esposta in città. Tra le opere, anche quella della Ragazza con chitarra, che prima ancora forse era nella collezione Cremer di Bruxelles, poi identificata come copia di Vermeer. Il dipinto non è mai stato esposto nelle principali gallerie del museo e molto raramente è stato riprodotto a colori. E se fosse di Vermeer?

Wallert ha identificato sulla tela tracce di oltremare, pigmento costoso usato dal Maestro, e di giallo piombo-stagno, non più usato dopo il ‘700. Secondo lo studioso, la combinazione dei pigmenti usati da Vermeer, che non aveva bottega o seguaci, era pressoché unica. Purtroppo, il dipinto di Filadelfia è in quella che Wallert ha descritto come una condizione «Scioccante». Gran parte degli strati superiori di pittura sono stati abrasi, probabilmente a causa di un’eccessiva pulitura, prima che entrasse nella collezione del museo, nel 1933. Il dipinto è stato restaurato l’ultima volta nel 1973, quando furono rimosse vecchie vernici e ritocchi, rivelando notevoli danni superficiali e un vecchio strappo in basso a destra.

La direttrice del museo di Filadelfia, Alexandra Suda, ci va cauta: «Il futuro della Ragazza con chitarra sarà quello di ispirare discussioni e studi, per approfondire la conoscenza di questo misterioso dipinto, quasi 350 anni dopo la sua creazione».

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