I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza hanno ritrovato un dipinto a olio del Seicento, trafugato in Francia nel 1944 durante l’occupazione dei nazisti: attribuita al grande artista Nicolas Poussin, conosciuto anche come il “Raffaello francese”, l’opera, di grande formato e intitolata Loth avec ses deux filles lui servant à boire, è stata rintracciata a Padova, nell’abitazione di un antiquario di Milano.
Maestro del classicismo tra virtuosismi barocchi e recupero dell’ordine, apprezzatissimo per le intricate armonie delle sue ariose composizioni, Poussin soggiornò per tanti anni in Italia, rimanendo profondamente suggestionato dalle rovine dell’antica Roma e dalle influenze dei grandi maestri italiani come Tiziano e Raffaello. Dal carattere schivo e riservato, nel corso della sua vita Poussin ebbe modo di lavorare per le commissioni più prestigiose, dalla Basilica di San Pietro, per la quale dipinse un olio su tela per l’altare del transetto destro, il Martirio di Sant’ Erasmo, oggi conservato nella Pinacoteca Vaticana. In Francia fu nominato primo pittore del re Luigi XIII e direttore generale degli abbellimenti dei palazzi reali, oltre che supervisore dei lavori per il Louvre.
L’opera venne requisita dalle truppe naziste a Poitiers, sottratta dalla collezione di una famiglia ebrea, tra il febbraio e l’agosto del 1944. Già nel febbraio del 1946, la famiglia vittima della spoliazione aveva avviato le ricerche dell’opera, che figurava anche nell’inventario del “Répertoire des biens spoliés en France durant la guerre 1939-1945”, compilato tra il 1947 e il 1949 dal Bureau Central des Restitutions, l’ufficio che, insieme alla Commission de Récupération Artistique, è preposto alle indagini sul recupero delle opere d’arte trafugate dai nazisti.
Non si conoscono gli spostamenti dell’opera negli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Da quel momento, l’opera potrebbe aver continuato a circolare attraverso i canali non ufficiali del mercato e dell’antiquariato. In Italia, le indagini sono iniziate il 25 maggio del 2020, quando il legale degli eredi della famiglia francese di Poitiers, una novantottenne svizzera e un sessantacinquenne americano, ha denunciato il furto dell’opera.
Le indagini hanno quindi rivelato che, nel 2017, il bene era stato importato in Italia dalla Francia da un antiquario emiliano, che lo aveva poi esportato temporaneamente in Belgio, per una mostra mercato a Bruxelles. Nel 2019, però, il reale possessore, un antiquario milanese, lo aveva quindi esportato in Olanda in occasione di TEFAF Maastricht, la fiera antiquaria più importante al mondo. Ed è stato proprio in questa occasione che un esperto d’arte olandese, residente in Italia, ha avuto modo di riconoscere l’opera attribuita a Poussin come una di quelle inserite nel registro francese delle opere trafugate e ancora scomparse. I carabinieri sono poi riusciti a localizzare e sequestrare il prezioso dipinto, custodito nell’abitazione dell’antiquario, in provincia di Padova.
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