14 gallerie blue chip per un pop up show nella zona franca di Pechino

di - 8 Ottobre 2021

Sembra proprio che le grandi gallerie d’arte abbiano deciso di trovare strade alternative per sviluppare la propria economia, avviando nuovi mercati, aprendo sedi di frontiera e, in particolare, sperimentando sistemi di aggregazione che, prima della pandemia, potevano trovare l’unica – o quasi – applicazione solo in occasione delle fiere e secondo quelle precise modalità. Abbiamo già scritto nelle scorse settimane come Dominique Lévy, Brett Gorvy, Amalia Dayan e Jeanne Greenberg Rohatyn abbiamo lasciato le loro attività individuali per dare vita a una nuova super galleria, la LGDR, che dovrebbe essere lanciata operativamente il prossimo anno, a partire dal gennaio 2022. Nel frattempo, dal 23 ottobre, altre 14 gallerie blue chip, tra le quali l’italiana Massimo De Carlo, lanceranno un pop up show collettivo, a Pechino, ospitato negli spazi del Blanc International Contemporary Art Space, un nuovo edificio realizzato dalla società Plan Art Group e concepito come un hub dedicato alle gallerie internazionali. Una scelta logistica ben ponderata: il palazzo si trova infatti a Tianzhu, quartiere ben collegato al vicino aeroporto Pechino Capital e, soprattutto, zona di libero scambio. Quindi i galleristi potranno importare ed esportare le proprie opere d’arte esentasse.

A invitare i galleristi, sono stati direttamente i fondatori di Blanc, come ha confermato Greg Hilty, direttore curatoriale della Lisson Gallery. «Crediamo che la loro iniziativa possa aggiungere una dimensione unica alla scena artistica di Pechino», ha affermato. Per il pop up show, la galleria presenterà una serie di opere del pittore francese Bernard Piffaretti. Il progetto andrà avanti fino al 23 gennaio del prossimo anno e, con ogni probabilità, saranno proposte anche altre opere di altri artisti. Tra le gallerie invitate, anche Lehmann Maupin, che aprirà con una presentazione di Marilyn Minter. In questo clima, con i viaggi ancora limitati, questa iniziativa ha rafforzato la nostra fiducia nella forza dei collezionisti locali e regionali», ha affermato al Financial Times il co-fondatore della galleria, David Maupin. Presente anche Simon Lee Gallery, con opere di William McKinnon e poi di Mel Buechner, mentre la Esther Schipper Gallery presenterà il lavoro di Liam Gillick. John Armleder e Lu Song sono invece le scelte di Massimo Di Carlo, che ha dichiarato di aver in programma l’apertura di un punto d’appoggio permanente nella capitale cinese.

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Tag: Esther Schipper Gallery gallerie d'arte Lehmann Maupin lisson gallery massimo de carlo Pechino

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