49 artisti per la cover dell’ultimo numero di Vogue Italia

di - 10 Marzo 2021

Un anno, fa durante il lockdown causato dalla pandemia da Covid-19, Vogue Italia usciva in edicola con una copertina bianca. Un messaggio di rispetto e auspicio di rinascita, diventato subito simbolo internazionale del periodo che stavamo (e stiamo) vivendo.

In quei giorni, la curatrice Valentina Ciarallo, ha deciso in autonomia di comprare diverse copie del giornale e chiedere a un gruppo di artisti italiani di usare la cover come una tela su cui dare forma a idee, speranze, paure, sogni.

«Quel bianco che ha rappresentato un buio nella nostra storia ma anche principio della fase vitale e simbolo di speranza si trasforma in opportunità. Un progetto tutto italiano, 49 artisti che hanno lavorato da aprile a giugno 2020 materialmente sulla pagina bianca e sulla rivista. Ho chiesto loro cosa ci aspetta, come ricostruire i propri desideri e tradurli, come rimettersi in gioco. Una storia da raccontare, una storia per ricominciare, una storia per il domani (…) L’idea era proprio di far lavorare gli artisti nuovamente su qualcosa di materiale, in un momento virato al digitale. Per molti è stato un periodo di riflessione e anche smarrimento e per molti quel bianco ha anche spaventato. Bisognava creare qualcosa nata in quel momento, quando tutti noi abbiamo guardato il mondo con occhi diversi e maggior consapevolezza. Non era semplicemente inserire il lavoro dell’autore sopra la copertina ma far nascere da quel bianco un’opera. Spedire il magazine bianco ad ognuno e riaverlo indietro per posta trasformato in opera è stato sempre un gran sorpresa!», racconta la curatrice.

Così, mesi dopo, la redazione di Vogue Italia si è ritrovata con 49 opere di straordinaria qualità che ha deciso di includere e raccontare nel numero in edicola dal 6 marzo, rendendo omaggio ai lavori realizzati sullo spazio bianco della cover.

Mario Airò The elegy of whiteness, 2020 assemblaggio Courtesy l’artista e Galleria Studio SALES di Norberto Ruggeri, Romamore
Giulia Andreani Le monde d'après, 2020 acrilico su copertina Courtesy l’artista e Galerie Max Hetzler, Parigi, Londra, BerlinoGiulia Andreani Le monde d'après, 2020 acrilico su copertina Courtesy l’artista e Galerie Max Hetzler, Parigi, Londra, Berlinomore
Salvatore Arancio Untitled, 2020 collage su copertina Courtesy l’artista more
Francesco Arena Senza titolo, 2020 stampa su adesivo trasparente su copertina Courtesy l’artistamore
Stefano Arienti Senza titolo, 2020 traforatura su copertina Courtesy l’artista e Studio SALES di Norberto Ruggeri, Romamore
Romina Bassu Vague, 2020 acrilico su copertina Courtesy l’artista e Studio SALES di Norberto Ruggeri, Romamore
Jacopo Benassi Brutal Casual vs Vogue, 2020 tecnica mista su copertina Courtesy l’artista e Galleria Francesca Minini, Milanomore
Silvia Camporesi Un solco, una strada, 2020 stampa fotografica su copertina Courtesy l’artista e z2o Sara Zanin Gallery, Romamore

Gli artisti coinvolti:

Mario Airò, Giulia Andreani, Salvatore Arancio, Francesco Arena, Stefano Arienti, Romina Bassu, Marco Basta, Elisabetta Benassi, Jacopo Benassi, Manfredi Beninati, Riccardo Beretta, Simone Berti, Bea Bonafini, Goldschmied & Chiari, Silvia Celeste Calcagno, Silvia Camporesi, Letizia Cariello, Guglielmo Castelli, Fabrizio Cotognini, Maria Crispal, Giovanni De Angelis, Federica Di Carlo, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Mauro Di Silvestre, Matteo Fato, Flavio Favelli, Ludovica Gioscia, Corinna Gosmaro, Invernomuto, Giovanni Kronenberg, Diego Miguel Mirabella, Davide Monaldi, Matteo Nasini, Marina Paris, Alessandro Piangiamore, Donato Piccolo, Giuseppe Pietroniro, Gianni Politi, Marco Raparelli, Pietro Ruffo, Alice Schivardi, Vincenzo Simone, Sissi, Giuseppe Stampone, Lamberto Teotino, Eugenio Tibaldi, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei.

Nelle pagine del numero si raccontano anche i talenti degli artisti che più di frequente hanno lavorato con Vogue Italia in questi mesi in cui la creatività è stata una scelta per molti versi obbligata, come Falk Gernegross, Delphine Desane, Tschabalala Self, Cassi Namoda, Paolo Ventura, Andrea Rossi, Vanessa Beecroft e Allison Zuckerman.

La copertina e i servizi di moda sono tutti dedicati a modelle e modelli che, oltre al lavoro di fronte alla macchina fotografica, hanno uno speciale talento creativo. C’è chi dipinge, chi suona il piano, chi scrive, chi recita, chi fotografa: Saskia de Brauw, Binx Walton, Lily Aldridge, Dilone, Lulu Tenney, Tao Okamoto, Julia Nobis, Hanne Gaby Odiele, Toni Smith, Jessie Li, Soo Joo Park, Benzo e Sasha Pivovarova. L’iconica modella danese Freja Beha Erichsen debutta anche nei panni di fotografa, firmando per Vogue Italia una serie di autoritratti.

«Per noi di Vogue Italia creatività vuol dire costruire progetti di cui la moda, con la sua capacità di parlare a un pubblico immenso, è mezzo e non fine. Progetti che hanno un senso nella misura in cui portano significato, e se possibile danno un piccolo contributo concreto a formare una società più giusta, più sostenibile, autenticamente inclusiva. Poiché proviamo a farlo ogni mese, ogni giorno sui nostri canali digitali, questa volta abbiamo voluto invece mettere al centro e rendere il giusto merito alla creatività non nostra, ma di amici e collaboratori del giornale», ha scritto nel suo editoriale il direttore Emanuele Farneti.

Valentina Ciarallo, una biografia:

Valentina Ciarallo, romana di nascita, è storica dell’arte e curatrice indipendente, specializzata in linguaggi del contemporaneo. Laureata all’Università ‘La Sapienza’ di Roma in lettere con indirizzo storico-artistico è docente presso IED Roma (Ultime tendenze delle arti visive) e tutor all’Istituto Marangoni di Firenze (Curatorial practice). Da oltre vent’anni cura progetti sperimentali sostenendo la giovane arte con mostre e performance in spazi istituzionali, musei e gallerie, focalizzate sull’integrazione tra arte classica e contemporanea.

Qui potete ascoltare il podcast, con la voce della curatrice, dedicato al progetto.

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