65 artisti per la Diriyah Biennale 2026, l’Arabia Saudita epicentro del contemporaneo

di - 22 Dicembre 2025

È stata annunciata la lista completa degli artisti che parteciperanno alla terza edizione della Diriyah Contemporary Art Biennale, in programma dal 30 gennaio 2026 a Diriyah. Intitolata In Interludes and Transitions, la Biennale 2026 sarà diretta da Nora Razian e Sabih Ahmed e si svolgerà nel JAX District, area industriale riconvertita in distretto creativo alle porte di At-Turaif, sito UNESCO e luogo fondativo del primo Stato saudita. Un contesto simbolico che rafforza la dimensione storica e politica del progetto, chiamato a riflettere su movimenti, migrazioni, scambi e trasformazioni che hanno attraversato il mondo arabo e continuano a modificarlo, in relazione al resto del pianeta.

Oltre 65 artisti provenienti da più di 37 Paesi compongono una selezione transgenerazionale e multidisciplinare, che mette in dialogo pratiche visive, sonore, filmiche, architettoniche e testuali, dai lavori di Etel Adnan e Samia Halaby, figure cardine della modernità artistica e intellettuale araba, alle ricerche di artisti come Pacita Abad, Petrit Halilaj, Raqs Media Collective e Elias Sime. Tra genealogie culturali, memorie diasporiche e immaginari collettivi, il progetto curatoriale assume la processione quale chiave interpretativa del mondo contemporaneo, come movimento fisico e intreccio di storie, lingue, ritmi, tecnologie e relazioni multispecie. Una visione che trova riscontro nell’impianto espositivo, affidato allo studio italiano Formafantasma, fondato da Andrea Trimarchi e Simone Farresin, chiamato a concepire la Biennale come una coreografia spaziale in cui opere, suoni, corpi e narrazioni scorrono insieme, senza gerarchie rigide.

JAX District, Courtesy of the Diriyah Biennale Foundation

Fondata nel 2021, la Diriyah Biennale Foundation è diventata in pochi anni uno degli strumenti principali della strategia culturale saudita. Accanto alla Biennale di arte contemporanea, l’istituzione organizza anche una Biennale di arte islamica e coordina programmi educativi e di ricerca che mirano a radicare la produzione artistica nel territorio, favorendo allo stesso tempo un’apertura internazionale. Un segnale che si inserisce in un contesto regionale in continua espansione, nel quale il Golfo si sta affermando come uno dei poli più dinamici del sistema globale dell’arte, grazie alla progettazione di strutture sempre più ambiziose – non solo musei firmati da archistar ma anche avveniristici hub di logistica – e l’attivazione di un dialogo più che fecondo con i grandi player del settore, come dimostrato dall’ormai imminente edizione di Art Basel Qatar, che debutterà a febbraio (ne parlavamo qui, con il direttore Vincenzo De Bellis).

L’annuncio della lista degli artisti per il 2026 conferma dunque una traiettoria chiara: l’Arabia Saudita e, più in generale, l’area del Golfo stanno investendo in modo strutturale sull’arte contemporanea come dispositivo di soft power, ma anche come spazio di riflessione critica sulle grandi questioni del nostro tempo. Migrazione, ecologia, memoria, identità e tecnologia emergono come assi portanti di un discorso che guarda oltre la dimensione spettacolare, cercando di posizionarsi nel dibattito culturale globale con ambizione e consapevolezza.

Qui la lista completa degli artisti partecipanti alla Diriyah Biennale 2026: Pacita Abad, Pio Abad, Rand Abdul Jabbar, Abdullah Miniawy Trio, Etel Adnan, Yussef Agbo-Ola [Olaniyi Studio], Leen Ajlan, Ahaad Alamoudi, Elyas Alavi, Afra Al Dhaheri, Shadia Alem, Mohammad Al-Ghamdi, Mohammed Alhamdan (7amdan), Nouf Al-Harthi, Ramy Alqthami, Abdullah Al Saadi, Ruba Al-Sweel, Lulua Alyahya, Ismaïl Bahri, Taysir Batniji, Dineo Seshee Bopape (Raisibe), Raven Chacon, Ayman Yousry Daydban, Nolan Oswald Dennis, Rohini Devasher, Merve Ertufan, Ivana Franke, Rahima Gambo, Eric Gyamfi, Samia Halaby, Petrit Halilaj, Hazem Harb, Aziz Hazara, Ho Rui An, Alana Hunt, Kamala Ibrahim Ishag, Amaka Jaji, Kayfa ta, Yazan Khalili, Moshekwa Langa, Daniel Lind-Ramos, George Mahashe, Guadalupe Maravilla, Naminapu Maymuru-White, Théo Mercier, Nour Mobarak, Mochu, Nancy Mounir, Hussein Nassereddine, Daniel Otero Torres, Thảo Nguyên Phan, Gala Porras-Kim, Sarker Protick, Abdelkarim Qassem, Raqs Media Collective, K.P. Reji, Faisal Samra, Oscar Santillán, Amina Saoudi Aït Khay, Bogosi Sekhukhuni, Karan Shrestha, Elias Sime, Trương Công Tùng, Rajesh Chaitya Vangad, Wolff Architects, Agustina Woodgate, Müge Yılmaz, Yu Ji.

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Tag: arabia saudita Diriyah Biennale Foundation Diriyah Contemporary Art Biennale etel adnan Formafantasma Petrit Halilaj Raqs Media Collective

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