A Bruxelles, negli studi degli artisti Serena Fineschi, Alessandro Scarabello e Laura Viale, apre le porte MODO, luogo in cui la pratica quotidiana della materia dell’arte assume le declinazioni dell’incontro, del dialogo e della relazione. Il primo appuntamento di questa nuova esperienza si terrà domenica, 8 settembre, e verterà sulla Magnifica ossessione. Questo il titolo del dialogo tra i collezionisti d’arte contemporanea Frédéric de Goldschmidt ed Edoardo Monti,moderati da Marina Dacci.
L’incontro di MODO a Bruxelles avrà come tema principale il confronto tra due generazioni di collezionisti provenienti da ambiti e formazioni diverse. Il primo, Frédéric de Goldschmidt, collezionista stimato e tra i più affermati in ambito europeo e il secondo, Edoardo Monti, giovane collezionista italiano che si è affacciato recentemente ma con grande disinvoltura sulla scena del collezionismo internazionale.
Dopo una carriera nei media e nel settore immobiliare, de Goldschmidt ha deciso, nel 2008, di prendersi un anno sabbatico per viaggiare, visitare mostre, incontrare artisti e comprare opere. Da allora non ha mai smesso. Oggi, oltre a produrre film, è diventato uno dei più importanti collezionisti di arte contemporanea sulla scena europea. De Goldschmidt non segue le tendenze ma fa affidamento sul istinto per scegliere gli artisti e le loro opere. Interessato alle loro idee, ne supporta la produzione per contribuire allo sviluppo e alla valorizzazione della ricerca artistica.
Edoardo Monti è nato e cresciuto a Bergamo e si è trasferito a Londra a 18 anni. Dopo aver studiato arte e design alla Central Saint Martins e alla Middlesex University, ha iniziato a lavorare per Stella McCartney presso l’ufficio Comunicazione dell’azienda. Ha vissuto a New York dal 2013 al 2018 e nel marzo 2017 ha lanciato Palazzo Monti, una fondazione privata che include un museo privato, una residenza per artisti e uno spazio espositivo all’interno del palazzo di famiglia. Nell’estate del 2018 si trasferisce a Brescia per dedicarsi esclusivamente a questa attività.
Il dialogo tra i due diversi punti di vista metterà in evidenza quali siano i criteri di selezione delle opere nelle grandi collezioni private di arte contemporanea, portando al centro della discussione l’importanza dell’opera d’arte come elemento di produzione di valore culturale e non mero oggetto commerciale.
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