Scanavino nel suo studio di Tradate - Milano, 1965, Archivio Scanavino
Ă stata istituita a Milano, con sede in Piazza Aspromonte 17, la Fondazione Emilio Scanavino, un nuovo centro di riferimento per lo studio e la valorizzazione dellâopera di uno dei protagonisti dellâarte italiana del Novecento. Dopo 25 anni di ricerca, catalogazione e promozione condotta dallâAssociazione Amici dellâArchivio Scanavino, la Fondazione raccoglie il testimone di questo impegno, aprendo le sue porte a studiosi, appassionati e pubblico, con lâobiettivo di custodire e diffondere il lascito dellâartista.
Nato a Genova nel 1922, Scanavino si formò presso il Liceo Artistico Nicolò Barabino. Fin dai primi anni Quaranta si dedicò alla pittura, avvicinandosi inizialmente al post-cubismo per poi sviluppare un linguaggio personale che univa astrazione e segno. La sua prima personale risale giĂ a quel periodo, presso il Salone Romano di Genova. Si iscrisse quindi alla FacoltĂ di Architettura dellâUniversitĂ di Milano e, negli anni Cinquanta, entrò in contatto con i principali esponenti dellâavanguardia italiana e internazionale, tra cui Lucio Fontana e Piero Manzoni. Visse a Parigi e Londra per qualche tempo e aprĂŹ il suo primo studio a Milano, in una mansarda di Foro Bonaparte.
La sua ricerca si concentrava sul âsegnoâ come elemento espressivo primario, spesso declinato in opere che spaziano dalla pittura alla ceramica. La produzione ceramica di Scanavino, realizzata prevalentemente ad Albisola, testimonia il suo interesse per la materia e la contaminazione tra arte e design. Nel corso della sua carriera, ha partecipato a importanti esposizioni internazionali, tra cui varie edizioni della Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.
Nel 1971, Emilio Scanavino collaborò con lo scultore Alik Cavaliere alla realizzazione della monumentale opera Omaggio allâAmerica Latina per la Biennale di San Paolo, in Brasile. Lâopera, che riportava i nomi dei desaparecidos in segno di protesta contro il regime militare brasiliano, fu censurata e mai esposta durante lâevento. Oggi è visibile al Museo della Permanente di Milano. Negli anni â80, nonostante il progressivo peggioramento della sua condizione fisica, continuò a lavorare e ad avere unâintensa attivitĂ espositiva in spazi pubblici e privati. Nel 1986 venne invitato a esporre alla Quadriennale di Roma. MorĂŹ nello stesso anno, a Milano, il 28 novembre.
Il primo grande appuntamento della Fondazione sarĂ la mostra Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale, in programma dal 4 aprile al 22 giugno 2025. Curata da Michel Gauthier e Marco Scotini, lâesposizione riporta sotto i riflettori un momento cruciale per lâarte e il design: la partecipazione di Scanavino alla X Triennale di Milano del 1954. Un evento cardine che vide convergere a Milano le avanguardie artistiche europee, pronte a sfidare il rigore del design industriale e del funzionalismo imperanti.
Les Monstres Amis rievoca lâatmosfera visionaria della sala delle ceramiche della Triennale del 1954, dove opere concepite ad Albisola durante lâestate precedente prendevano vita in una scenografia immaginifica ideata da Joe Colombo. Insieme a Scanavino, figuravano nomi di spicco come Enrico Baj, Sergio Dangelo, Corneille, Asger Jorn, Roberto Matta e Lucio Fontana: un circolo creativo che preannunciava la nascita del Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista, embrione dellâInternazionale Situazionista.
La mostra si configura come un viaggio nella tensione dialettica tra arte e design, tra funzionalismo e sperimentazione, restituendo la carica innovativa di un periodo in cui le discipline si contaminavano per dar vita a nuovi linguaggi. Una ricostruzione puntuale che, attraverso opere, documenti e materiali dâarchivio, restituisce al pubblico il fermento culturale di quegli anni.
Ad arricchire il percorso espositivo, il catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, con saggi critici dei curatori Michel Gauthier e Marco Scotini e contributi di Luca Bochicchio, Lisa Hockermeyer e Stefano Setti. Il volume approfondisce il contesto storico e teorico della Triennale del 1954 e il ruolo pionieristico di Emilio Scanavino nellâintreccio tra arte e design.
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