Christine Corday, Sans Titre/Material Phases of Suns, 2021. Venice Edition. Real-time, long-form 4k digital projected simulation. Duration: Six rotations with our Sun / 13824000 seconds 92 x 163in. Current live capture: 49 seconds, third week, first revolution. [New captures featured every Friday until completion 21 November 2021]
In concomitanza con la Biennale dâArchitettura di Venezia, a Palazzo Mora apre una mostra dal titolo âTime Space Existenceâ: qui anche unâopera sorprendente di Christine Corday che simula lâandamento particellare di un componente creato con stelle antiche.
Ma partiamo dalle origini. Per farlo scomoderò Italo Calvino che, ne Le Cosmicomiche, racconta in maniera ironica (ma estremamente didattica e puntuale) come siamo arrivati fin qui. Ecco, câè stato un momento in cui il buio ha fatto spazio anche alla luce, grazie alla comparsa di una grossa sorgente di energia: il sole. ÂŤIl piĂš dunque era fatto: il cuore della nebula, contraendosi, aveva sviluppato calore e luce, e adesso câera il Sole. Tutto il resto continuava a ruotare lĂŹ intorno diviso e aggrumato in vari pezzi, Mercurio, Venere, la Terra, altri piĂš in lĂ , e chi câera câera. E oltre tutto, faceva un caldo da crepareÂť, rivela Qfwfq, protagonista della parabola calviniana sulla nascita del cosmo.
Siamo abituati, a ragion veduta, a considerare il sole come una massa incandescente lontana da noi a una distanza media di 149,60 milioni km, ed in effetti è cosĂŹ. Ma câè anche chi, sulla Terra, sta tentando ricreare la produzione energetica solare attraverso la fusione nucleare. Il progetto ITER â International Thermonuclear Experimental Reactor, a cui prendono parte 35 Paesi e che ha sede a Saint-Paul-Lez-Durance (Francia), sta tentando di realizzare un sole su suolo terrestre, o almeno qualcosa che funzioni âcomeâ il sole. Per la costruzione del reattore, chiamato tokamak, è necessario lâapporto di tutti gli Stati contribuenti attraverso la fabbricazione di componenti specializzati: a questa iniziativa ha partecipato anche lâartista Christine Corday, che collabora con ITER da ben cinque anni.
Non a caso, gran parte della produzione dellâartista americana si concentra sui materiali, sulla loro natura e reazione quando sottoposti a particolari trattamenti fisici. Ha giĂ lavorato con varie organizzazioni scientifiche, tra le quali si segnalano: NASA, ITER, UCLA Galactic Center Group, e SETI. Per lâITER ha realizzato specificamente un componente, Sans Titre, dal peso di 1 kg, dalla forma di un bullone M30 e forgiato dal materiale di antiche stelle. Questo è stato installato nel tokamak il 13 novembre 2019 e da lĂŹ integrato nel grande progetto.
Arriviamo ora a Venezia. A Palazzo Moro, dal 21 maggio fino al 21 novembre 2021, apre la mostra âTime Space Existenceâ, quinta edizione di un appuntamento annuale organizzato da European Cultural Centre. In mostra anche Sans Titre / Material phases of suns, ovvero la simulazione del campo di particelle che forma proprio lâoggetto di cui abbiamo parlato. Il loro movimento va alla stessa velocitĂ del sole, ruotando in tempo reale con lui ogni 26 giorni. In questo modo, il componente che alimenta il sole sulla Terra verrĂ a ricrearsi nel giro di 6 mesi, terminando contestualmente alla chiusura della Biennale. ÂŤLâopera sfida il limite stesso della percezione oculare, poichĂŠ puoi stare davanti al lavoro per ore e vedere lâoggetto da due libbre che a malapena si muove. Eppure un minuto con questâopera è un minuto nella scala del nostro Sole â il suo assorbimento sensoriale e la sua traslazione âattraverso lâoggetto situato sulla Terra. Una scala interconnessa allâinterno del materialeÂť, spiega la stessa Corday. Lâandamento di Sans Titre è monitorabile in un sito creato per viverne lâesperienza passo passo.
E adesso chi va a dire a Qfwfq che sta per nascere un altro sole sulla Terra?
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterĂ lâUruguay alla Biennale di Venezia 2026, con unâinstallazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
Lâinchiesta di Reuters sull'identitĂ di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Unâanalisi del suo…
Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…