Antonio Grulli nuovo direttore del CAMeC: La Spezia rilancia il suo museo d’arte contemporanea

di - 2 Luglio 2025

Antonio Grulli è stato nominato direttore del partenariato pubblico-privato non istituzionalizzato incaricato della valorizzazione delle attività culturali del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, proseguendo il processo di rilancio del museo avviato poco meno di un anno fa. Ad annunciare ufficialmente il conferimento dell’incarico sono stati il Sindaco Pierluigi Peracchini, Debora Cossu per la Fondazione Carispezia e Giacomo Bei, presidente del Comitato Tecnico del CAMeC – composto da Comune di La Spezia e Carispezia – in occasione di una conferenza stampa svoltasi oggi, 2 luglio 2025. Grulli incontrerà il pubblico per la prima volta come direttore il 4 luglio, in occasione della presentazione del catalogo della mostra attualmente in corso, Morandi Fontana. Invisibile e Infinito.

Cosa succede al CAMeC?

Critico d’arte e curatore attivo sulla scena italiana e internazionale – nel 2024 ha curato il Padiglione Albania alla Biennale d’Arte di Venezia – Antonio Grulli porta con sé una visione museale che affonda le radici nella storia culturale del territorio e punta a un futuro istituzionale di respiro europeo. «È per me un onore poter dirigere il CAMeC», ha dichiarato Grulli, citando le «Radici, che affondano in una storia viva, in cui La Spezia ha svolto un innegabile ruolo di laboratorio del contemporaneo: dal Futurismo ai molti fermenti culturali e controculturali degli ultimi decenni, passando per il prestigioso Premio del Golfo e intrecciandosi indissolubilmente con la presenza costante della poesia e dei poeti in questo meraviglioso golfo».

Che situazione trova al CAMeC? «Anche per la storia recente dell’istituzione museale CAMeC, fatta di importanti lasciti, acquisizioni di livello assoluto, e mostre straordinarie», ha proseguito Grulli. «Ne è un ottimo esempio l’esposizione ora in corso, che mette a confronto due giganti dell’arte mondiale del Novecento, Fontana e Morandi, curata da professionisti indiscussi come Maria Cristina Bandera e Sergio Risaliti. È da questa storia, più o meno recente, dal DNA stesso del CAMeC, che voglio ripartire per costruire assieme a Fondazione Carispezia e al Comune della Spezia il futuro di questa istituzione. Guardando a un territorio sempre più attrattivo e senza dimenticare il ruolo di confine di una città come La Spezia, che può permettere al CAMeC di essere istituzione di riferimento anche per i vicini e dinamici territori toscani, con l’obiettivo di farne un museo stabilmente internazionale e sempre più attivo».

Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1965/66, tecnica mista su tela, 72,5×60, © CAMeC

Antonio Grulli, nuovo direttore del CAMeC: il profilo

Classe 1979, Antonio Grulli è una figura di riferimento nel panorama critico e curatoriale italiano. Attualmente cura il programma di studi della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e dirige il progetto di arte pubblica Luci d’Artista a Torino. Ha lavorato con alcune tra le principali istituzioni pubbliche e fondazioni italiane, come il MAMbo di Bologna, la Fondazione del Monte, il Museo di Castelvecchio, la Match Gallery di Lubiana e la Fondazione Carispezia stessa, per cui ha curato diverse mostre. A ciò si affianca una ricca attività indipendente, che lo ha visto tra i fondatori di spazi e progetti sperimentali come Lucerna con Federico Pepe e FBI nello studio dell’artista Jacopo Benassi.

Ha collaborato con numerose gallerie italiane e internazionali, da Francesca Minini a P420, da Tiziana Di Caro a MAI36 di Zurigo, e ha scritto per testate come La Stampa, Flash Art, exibart, Mousse, ATP Diary.

Antonio Grulli, nuovo direttore CAMeC

Dal Futurismo al restyling: una breve storia del CAMeC

Il CAMeC nasce ufficialmente nel 2004 ma la sua storia risale al clima culturale che animava La Spezia sin dagli anni Trenta, quando Filippo Tommaso Marinetti promosse il Premio del Golfo, formula innovativa di premio-acquisto che, nel corso di varie edizioni, ha portato in città opere di Carla Accardi, Emilio Vedova, Renato Birolli e altri protagonisti della scena artistica italiana. A partire dal secondo Dopoguerra, le raccolte civiche si sono arricchite anche grazie alle donazioni Cozzani e Battolini, che hanno portato al museo opere fondamentali dei movimenti del Novecento: dalla Bauhaus all’Arte Povera, da Fluxus alla Transavanguardia.

Dal 1994, l’edificio che ospita il CAMeC, un ex tribunale ottocentesco, è stato riconvertito per accogliere queste collezioni. Ma è solo nel 2024 che il museo ha ritrovato nuova linfa. Dopo un lungo periodo di chiusura e riflessione, la sinergia tra Comune della Spezia e Fondazione Carispezia ha avviato un ambizioso progetto di rilancio, a partire dal riallestimento della collezione permanente curato da Gerhard Wolf, storico dell’arte di fama internazionale e direttore del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Alberto Burri, Cretto Bianco, 1971, acquaforte e acquatinta su carta,67×96,4, © CAMeC

Wolf ha proposto un percorso espositivo tematico e non cronologico, con oltre 200 opere suddivise tra corpo e performance, architettura, ecologia, Pop Art e gli anni Ottanta. Tra gli interventi più significativi, l’Accessibility Room, una sala dedicata all’inclusività, e una quadreria di grande formato che anima i corridoi del museo, trasformando anche gli spazi liminali in luoghi di esperienza.

La riapertura ufficiale del CAMeC, avvenuta nell’ottobre 2024, ha segnato l’inizio di questa rinascita. A distanza di nove mesi, i numeri tengono traccia di questo cambiamento: come ha messo in evidenza Peracchini, quasi 14mila persone hanno visitato il museo, partecipando a eventi, laboratori e incontri, tra cui la mostra su Fontana e Morandi.

Una visione aperta per il futuro

Come sottolineato dal Sindaco Peracchini, «La nomina di Grulli è la conferma della volontà congiunta di Comune e Fondazione di portare avanti una svolta culturale». Parole rafforzate da Andrea Corradino, presidente della Fondazione Carispezia: «Dopo la riapertura e la mostra inaugurale, questa nomina rappresenta un nuovo snodo in un percorso volto a rafforzare il CAMeC come punto di riferimento culturale, dinamico e aperto al futuro».

Il nuovo museo vuole dunque guardare oltre i confini della città, verso una dimensione internazionale. Un altro capitolo potrebbe aprirsi a La Spezia. E il contemporaneo, troverebbe una nuova casa sul Golfo.

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