Biennale dell’Umorismo, a Tolentino l’arte parla delle crisi di oggi

di - 9 Novembre 2023

Le guerre scoppiate come focali sempre più accesi, il cambiamento climatico in agguato, l’intelligenza artificiale con i suoi dilemmi etici. Basterebbe così per farsi prendere da un pizzico di sconforto ma il mondo è meglio affrontarlo con un grano di sale. Quello che aggiunge la Biennale dell’Umorismo di Tolentino, la manifestazione ideata da Luigi Mari nei primi anni ’60 e interamente dedicata al saper ragionare e riflettere attraverso il riso, che ha anticipato il numero degli artisti finalisti del concorso Umorismo nell’Arte. 2400 le opere analizzate dalla giuria, che sono state selezionate fino ad arrivare a 70 finalisti che saranno in mostra a Tolentino nelle sale espositive di Palazzo Mari a partire dall’inizio di dicembre.

La giuria era composta dal presidente Michael Rocchetti, fumettista noto con lo pseudonimo di Maicol e Mirco; Mara Amico, dirigente I. C. Lucatelli; Matteo Catani, Digital Art; Fabrizio Cotogno, caricaturista; Marco D’Agostino, caricaturista; Giorgio Leggi, grafico; Piero Massimo Macchini, comico; Carla Sagretti, ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale; Daniele Taddei, collezionista e critico d’arte; Mirella Valentini, direttrice UniTre Tolentino.

La Giuria

«L’umorismo sta virando verso il pessimismo – ha detto il presidente di giuria Michael Rocchetti – la novità è che il registro comico è ridotto al minimo, lasciando intatta la ferocia, si è ridotto il livello di umorismo. Il tema libero ha permesso agli artisti di dare il meglio ed è interessante perché permette di allargare il campo dei partecipanti e far emergere opere più interessanti. Pur non avendo tema, tutti hanno scelto lo stesso tema, che è, alla fine, banalmente, la morte. Ed è interessante guardare queste opere con lo sguardo del sociologo. Ad un concorso dove il tema è l’umorismo, da tutto il mondo gli artisti parlano solo di guerra e morte. È l’agghiacciante fotografia dei nostri tempi».

Per la prima volta dopo diversi anni, il regolamento lasciava liberi gli artisti di interpretare l’umorismo senza assegnare un tema prestabilito, come accadeva perle scorse edizioni, quando vignettisti, grafici, fumettisti e illustratori hanno proposto le loro interpretazioni grafiche di tematiche quali l’invidia e l’odio. Ampia la varietà dei temi affrontati dai candidati, che arrivano da molto lontano: il primo premio Città di Tolentino è andato ad un iraniano, mentre per il secondo posto la giuria ha assegnato un ex aequo fra due artisti provenienti da Italia e India. Ex Aequo anche per il premio Luigi Mari alla caricatura, assegnato a partecipanti provenienti da Perù e Spagna. Sarà poi attribuita una segnalazione per il secondo classificato. Riconoscimenti con una targa al merito saranno invece assegnati agli artisti individuati come espressione dei “Nuovi linguaggi dell’arte”. I loro nomi saranno annunciati nella serata di premiazione in programma venerdì, 24 novembre.

«E dal termometro della sensibilità degli artisti emerge la preoccupazione e l’ansia sociale per i grandi mutamenti in atto», spiegano dall’organizzazione. Questioni che sono state rappresentate attraverso varie tecniche «La maggior parte delle opere sono di carattere grafico pittorico, ma sono pervenute anche sculture, meme, fotografie e perfino alcuni video».

In totale sono 745 gli artisti che hanno partecipato alla Biennale dell’Umorismo, per un totale di 2400 opere, una partecipazione che ha sforato ogni record. Artisti presenti da tutto il mondo per un totale di 40 nazionalità, di cui solo un terzo sono italiani. Tra i Paesi più rappresentati, spiccano l’Iran, la Cina, la Romania, la Serbia, la Spagna, la Turchia. La giuria ha effettuato un lavoro di analisi e valutazione di tutto il materiale pervenuto operando una prima selezione di 700 opere, ridotte poi a 70, decretando infine i vincitori.

«La longevità di questo concorso è legata all’intelligenza delle persone che hanno fatto vivere la Biennale per questi 64 anni ha detto il sindaco Mauro Sclavi – e parlo dei direttori artistici che si sono alternati, il comune che ha sempre creduto in questo progetto. E quest’anno abbiamo raggiunto numeri mai raggiunti prima. Da un lato perché abbiamo chiesto agli artisti di partecipare su un tema libero e in secondo luogo perché abbiamo impostato la comunicazione tutta sul mondo digitale e per la prima volta abbiamo raggiunto il traguardo di 2400 opere».

«Le opere arrivate sono fortemente connotate da ciò che l’umorismo rappresenta per la società. Una Biennale che ha imboccato con convinzione ‘il tema libero’», ha detto il direttore artistico Evio Hermas Ercoli. «Abbiamo coinvolto ancora di più il popolo della rete e la risposta è stata entusiasmante. Un record assoluto di opere e di artisti rispetto a tutte le passate edizioni. Un risultato che viene da lontano. Dal lavoro continuo di questi dieci anni, che, edizione dopo edizione, grazie alla sinergia con il Festival della Popsophia dell’Umorismo, ha spinto e promosso il concorso di Tolentino al di là di ogni più rosea aspettativa».

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