Collectors Night 2024: come è andata la notte dell’arte contemporanea a Pietrasanta

di - 8 Luglio 2024

Segna ormai da nove anni l’inizio della stagione artistica e culturale versiliese la Collectors Night di Pietrasanta, svoltasi in una sola notte, sabato, 6 luglio 2024, dalle 18 alle 24. Evento in cui, nella storica cittadina toscana luogo di elite di studi artistici e gallerie prestigiose, aprono in una unica serata nove gallerie, in un percorso tra opere di autori italiani e internazionali, dedicato alle mostre estive, personali e collettive, inaugurate, o già in corso, in ciascuna galleria. Un progetto che, sia pur dedicato in primis alla figura del collezionista, non può non ricordare e celebrare anche l’assoluta e totale centralità nel sistema arte del gallerista, come promotore, innovatore, custode e garante di tutto questo. Figura che nessun comodo e rapido click on line potrà mai superare, se resta come obiettivo proprio del sistema arte e dei suoi collezionisti, continuare a produrre ricerca culturale e garanzia di altissima qualità.

Quindi è a tutte le nove gallerie che hanno partecipato che va il plauso e l’enorme merito di portare avanti iniziative come la Collectors Night, testimoni anche del patrimonio culturale di un territorio che tanta storia ha nel campo della produzione artistica. Presenti quest’anno la Galleria Accesso che ha presentato Kelly Robert, Deodato Arte con Richard Orlinski, Barbara Paci con una collettiva di opere di Fernando Botero, Javier Marin, Massimiliano Pelletti, Andrea Collesano, Janice Mehlman. The Project Space con The space in between, protagonisti Brice Esso, Rachel Hovnanian e Stefano Russo, Annalisa Bugliani Arte con la Banda Pietrasantina, un ensemble di artisti con la cura di Alessandro Romanini e Annalisa Bugliani, e la Galleria Poggiali, con un group show di artisti, da Barni a Zorio.

Installation views, Vestige, Chris Soal, Pietrasanta, 2024, Photo by Stefano Maniero, Courtesy the Artists and Secci Gallery

Ma l’esperienza della Collectors Night quest’anno è stata particolarmente significativa per la visita in particolare a tre delle nove gallerie presenti e ai loro eventi. Da segnalare, nella sede di via Garibaldi, la mostra della Galleria Secci che ha introdotto l’artista sudafricano Chris Soal con Vestige a cura di Chiara Guidi, mentre, sempre a loro cura e nell’affascinante contesto del Battistero del Duomo di Pietrasanta fino a settembre, Segni elementari, in cui  si potranno ammirare alcune opere monumentali di Giò Pomodoro.

Guardiano della torre, 2023

Degni decisamente di nota, inoltre, l’evento di  MARCOROSSI Artecontemporanea, galleria milanese tra le  prime ad aprire una sede a Pietrasanta  e della Galleria Susanna Orlando, nelle due sedi di Via Stagi e Via Garibaldi. Da MARCOROSSI artecontemporanea la nuova mostra di Medhat Shafik dal titolo Sahara. Intensa, magica e meditativa. Suggestiva unione di forza del colore, di potenza dei materiali ma anche di delicatissimi inviti alla ricerca di un nuovo umanesimo globale, al di là di ogni confine o origine. Qui incontriamo l’artista, di origine egiziana, al quale chiediamo quale sia la poetica di Sahara, delle sue tele, delle carte intelate, dei grandi pannelli scultorei su carta cotone realizzata a mano esposti  che enfatizzano la complessa stratificazione delle civiltà.

I luoghi dell’acqua, 2023

Questa mostra,  è la riflessione su un periodo storico che è quasi una generazione, il racconto di una sorta di guerra mondiale diffusa in questi ultimi vent’anni, in un disordine creativo e mentale che ha creato nel tempo una sorta di diaspora mentale», ci risponde Shafik. «Qualcosa che ci ha messo davanti allo specchio facendoci sentire fragili, in balia di mega sistemi che ci possono travolgere. Qual è quindi il mio gesto oggi? Una rivolta, un gesto, quello solo possibile agli artisti, ai poeti. La rivolta per volere la Bellezza. Spazzando la polvere di un metaforico deserto, sì per cercare Bellezza». «La bellezza etica, di rispetto dell’altro, di valori. Siamo trascinati senza più un atteggiamento etico della Vita. Io in fondo sono un narratore che vuole far trasparire la riflessione sulla contemporaneità partendo da un territorio, il deserto, solo apparentemente lontano», prosegue Shafik. «Con la necessità di una rivolta della coscienza perché io vedo che oggi soprattutto i giovani sono in balia di sistemi che stanno appiattendo la loro personalità. Sanno tutto ma non hanno niente, non avendo il tempo di creare sintesi. La dimensione poetica, invece, ha bisogno di riflessione e in mezzo a questo caos non c’è tempo di riflettere, neanche per accorgersi di quanto sia bella la Vita». «È il pensiero alto ci ha resi umani, prosegue l’artista, Io vedo il mio lavoro come una narrazione della Vita, mi affido allo slancio vitale della poesia che porta ognuno di noi a creare».

Corrispondenze, Bologna, Deodato

È questo poetico desiderio di umana armonia che ritroviamo anche nella mostra di Susanna Orlando Galleria nella sede di via Garibaldi con la doppia personale di Pietro Bologna e Pino Deodato, Corrispondenze. Barlumi, Angeli e altre storie. Opera site-specific frutto di un progetto nato da una conversazione a due voci che unisce fotografia, scultura e pittura.

In mostra le creazioni in terracotta policroma a ingobbio di Pino Deodato – tra le quali Angeli, Deposizione e Porto Salvo – le opere fotografiche, edizione unica, di Pietro Bologna dal titolo Barlumi. A coronamento, i lavori a quattro mani di pittura e gum print, e l’intervento pittorico site-specific di Deodato, eseguito come da tradizione sulle mura della galleria, ideale congiunzione dei due percorsi intesi e generati come un unicum. Sentimentale ed emozionante connubio di due artisti solo apparentemente diversi ma uniti nella ricerca di qualcosa che travalicasse il mezzo stesso sia della pittura e scultura di uno, che della stessa fotografia dell’altro.

«Siamo due milanesi vicini di casa e di studio», ci raccontano  Pietro Bologna e Pino Deodato. «Ci conosciamo da tantissimi anni, entrambi lavoriamo sulla Natura, sulla sua protezione e nel tempo e molto spontaneamente e dal cuore, è nata questa mostra». «Una unione di sensibilità», per Pietro Bologna, «In cui si lavora sulla sottrazione che produce inevitabilmente una espansione del senso».

«Quello che ci unisce è che in fondo siamo due poeti», aggiunge Pino Deodato. «Lui esprimendosi su frammenti della natura con la fotografia io forse più narrativo, in un microcosmo che in piccoli spazi racconta storie universali». Una unione armonica della fotografia quasi mistica di Bologna con le magiche opere di Deodato per raccontare «Quello che c’è e non si vede», come missione prioritaria dell’artista.

Ciulla, Respiri oltre il tempo, Galleria Susanna Orlando. ph by Mattia Taddei

Da non perdere, inoltre, sempre di Susanna Orlando Galleria ma nella sede di Via Stagi, la sontuosa mostra dedicata a Girolamo Ciulla, Respiri oltre il tempo: L’amuri è comu u ventu, nun si po vìdiri, ma si po sentiri, visitabile fino al 10 agosto e dedicata al grande scultore siciliano, scomparso nel dicembre 2023.

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