Jermay Michael Gabriel, Cose Bizzarre, 2024, ArtNoble Gallery. Installation view. Ph. Michela Pedranti
Ad un anno dalla collettiva nella Galleria ArtNoble, a Milano, Jermay Michael Gabriel torna in occasione di Cose Bizzarre, a cura di Elisa Giuliano. Nella sua prima personale in Italia, l’artista italo-etio-eritreo approfondisce la sua ricerca sull’archivio coloniale italiano, con un taglio critico verso la simbologia che lo riguarda. Lo stesso titolo della mostra rimanda alla definizione usata dall’Istituto Luce nei propri documentari per descrivere usi e costumi dei popoli dell’Etiopia e dell’Eritrea. Ma cosa si intende tradizionalmente con bizzarro? «La stranezza, l’originalità e la stravaganza di un pensiero “selvaggio”—agile, rapido, energico e imprevedibile come una fata che incute un certo timore», per usare le parole della curatrice. Agendo su questo concetto, l’artista sceglie di lavorare su ideologie e simboli correlati, rileggendoli in chiave contemporanea.
La multidisciplinarietà è tra le caratteristiche del lavoro di Jermay Michael Gabriel ed è ben visibile nella personale da ArtNoble, tra segni rossi, correzioni e soggetti nascosti. Trenta opere inedite, realizzate con tecniche diverse, corrono in parallelo con le numerose testimonianze esposte. Ma queste “prove”, materializzatesi sotto forme differenti, non intendono fornire elementi stabili e fermi nel tempo. Lo si nota nelle diciassette fotografie d’archivio installate a parete e custodite da cornici trasparenti. Impresse sulla carta, figure di donne e bambini risultano quasi irriconoscibili, celate dalla corrosione delle intemperie.
La stessa atmosfera aleatoria si rintraccia all’interno degli altri scatti in mostra, in cui è difficile distinguere i soggetti. Ed è in questo contesto sfumato e stratificato che Gabriel chiede di scoprire e completare il quadro. Se la fotografia, infatti, è da sempre stata concepita come elemento di ricostruzione e testimonianza di un istante storico, personale o collettivo, l’azione dell’artista nasconde in parte le scene. «Questi gesti, espressi per occultare o rivelare, fanno emergere un dubbio: é meglio seppellire la memoria sotto la polvere del tempo oppure è il caso di farla riaffiorare sotto gli occhi di tutti?». Cose Bizzarre è, quindi, una vera e propria chiamata per il pubblico, testimone di questa riemersione dal passato e invitato ad abbandonare il pensiero radicato per cercare di abbracciare una prospettiva differente.
La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2025 presso la Galleria ArtNoble a Milano.
Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…
Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…
Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…
Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…
Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…
Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione l’arte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…