CUBO apre a Milano: arte e impresa nella nuova sede alla Unipol Tower

di - 16 Aprile 2025

Un museo che parla il linguaggio identitario dell’impresa ma con le parole trasversali della cultura, per ridefinire la propria responsabilità sociale. Dopo i due spazi a Bologna, CUBO, il museo d’impresa del Gruppo Unipol, inaugura la sua terza sede a Milano, al piano terra della scenografica Unipol Tower firmata da Mario Cucinella, affacciata su piazza Gae Aulenti. Uno spazio pensato per accogliere arte contemporanea, percorsi educativi e progetti di innovazione culturale, con uno sguardo attento alle giovani generazioni e ai temi della cittadinanza attiva.

CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, Milano, installation view

Il Gruppo Unipol possiede una collezione d’arte frutto di un processo non pianificato derivante da diverse vicende collezionistiche e fusioni con altre compagnie assicurative. Questa collezione comprende circa un centinaio di opere di autori prevalentemente italiani, che attraversano più di un secolo, dal Novecento fino ai giorni nostri, includendo anche acquisizioni di opere di artisti delle ultime generazioni. Il patrimonio artistico è periodicamente valorizzato attraverso mostre organizzate da CUBO.

CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, Milano

Fondato a Bologna nel 2013 e ampliato nel 2021 con una seconda sede nella Torre Unipol, CUBO nasce come luogo in cui raccontare l’impresa attraverso arte, musica, design, tecnologia e cultura. L’approccio è multidisciplinare e aperto: tra mostre temporanee, rassegne, attività didattiche e archivi digitali, il museo intende promuovere una narrazione condivisa, accessibile e partecipativa del proprio patrimonio immateriale.

CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, Milano

La cerimonia di apertura, che si è tenuta il 16 aprile 2025, ha visto la partecipazione di Matteo Laterza, AD Unipol, Vittorio Verdone, Direttore Comunicazione, e Giulia Zamagni, responsabile di CUBO. A inaugurare lo spazio è stato il concerto Sulle corde del cuore, con protagoniste due prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, l’arpista Luisa Prandina e la violinista Laura Marzadori, a sottolineare l’intenzione del museo di farsi ponte tra epoche e linguaggi.

Beverly Pepper (Brooklyn, 1922 – Todi, 2020), Virgo, scultura in acciaio a specchio stainless still sculpture, 1967

Dal 17 aprile, infatti, il pubblico potrà visitare la mostra Sliding, un percorso tra fisico e digitale, che mette in relazione le sculture di Beverly Pepper, le sperimentazioni algoritmiche di Quayola, le composizioni di Larry Rivers, le installazioni di Stefano Ronci e il lavoro multimediale del collettivo fuse*. Un insieme di sguardi trasversali che raccontano l’identità fluida della contemporaneità.

Quayola (Roma, 1982), PP_T011.A12 – 3D scans Series print, 2016

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