Da Secci, Omar Mismar trasforma le rovine in linguaggio

di - 9 Novembre 2025

Dopo l’attenzione internazionale ottenuta alla Biennale di Venezia 2024, Omar Mismar approda per la prima volta in Italia con Exercises in Ruins, presentata alla Galleria SECCI, a cura di Marco Scotini. La mostra affronta il nodo tra estetica e politica, tra desiderio e distruzione, tra memoria e distanza.

Con un linguaggio fatto di frammenti, pixel e tessere di mosaico, in cui ogni immagine è al tempo stesso documento e rovina, Mismar rifiuta la retorica della testimonianza diretta, le sue opere non mostrano la violenza, ma la suggeriscono, raccontandone gli effetti silenti. Le rovine di cui parla non sono quelle di un’esplosione visibile, ma quelle dell’assenza, delle eco, dei messaggi mai arrivati a destinazione.

Secci Gallery, Omar Mismar. Installation View

In questo senso, il mosaico diventa per lui una metafora, da un lato materiale archeologico, lento e fragile, dall’altro, struttura digitale fatta di micro-unità che ricordano i pixel dello schermo. La mostra è dominata da mosaici monumentali che raccontano la vicenda di Salman al-Nabahin e di suo figlio, nel campo profughi di Bureij a Gaza. I loro gesti diventano simbolo di una resistenza culturale e affettiva. In Olive in the Sun, l’ombra di un ulivo proiettata sul mosaico rievoca la strategia di occultamento della memoria storica; in Ahmad with the Sponge, la cura del figlio assume un valore sacrale; in Salman in a Squat, la serenità del padre accovacciato sopra il mosaico è quella di chi sa che ogni gesto di preservazione è già un atto di disobbedienza.

Secci Gallery, Omar Mismar. Installation View

Il tema del desiderio attraversa tutta la mostra. Con la serie Torsos, trasforma immagini tratte da app di incontri in reperti archeologici: corpi maschili ridotti a frammenti, come se la distanza digitale avesse già compiuto la sua opera di erosione. È qui che Mismar mostra il volto più intimo del suo lavoro, il legame tra la rovina della guerra e quella del contatto umano, tra la distruzione delle città e quella della comunicazione. Le opere di Mismar parlano del fallimento e ogni tessera ci ricorda il nostro deperimento. A noi non rimane che chiederci, che cosa resta dell’immagine quando tutto può essere frammentato, cancellato e disperso? E cosa resta dell’amore quando l’incontro è sostituito da un algoritmo di prossimità?

In un mondo dove le immagini della guerra scorrono accanto a quelle del desiderio, Exercises in Ruins restituisce all’arte la possibilità di una pausa, di una lentezza che resiste, di un tempo geografico che permane la vita. Le rovine di Mismar non sono monumenti alla distruzione, ma esercizi di sopravvivenza. La loro bellezza nasce dal gesto di chi, pur consapevole del fallimento, continua a comporre, tessera dopo tessera, una fragile immagine del mondo. Ed è forse proprio questo il senso dell’arte oggi: non offrire risposte, ma custodire l’impossibilità della presenza, rendendo visibile l’assenza. La mostra è visibile fino al 20 dicembre 2025.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Quando il marmo parla di noi: legami, resistenze e fragilità nella scultura di Mikayel Ohanjanyan

Un intervento site-specific al mudaC che riflette sulla condizione umana attraverso la materia, trasformando il marmo in metafora delle relazioni…

27 Febbraio 2026 19:07
  • Mostre

Gli Anni: il Museo Madre di Napoli rilegge la storia artistica della città attraverso una grande mostra collettiva

Un percorso tra accumulo e sottrazione, per ripensare la storia dell'arte contemporanea come palinsesto aperto: al Museo Madre di Napoli,…

27 Febbraio 2026 18:08
  • exibart.prize

Arianna Ellero – Movimento incessante

Mestna galerija Nova Gorica presenta la personale di Arianna Ellero Movimento incessante

27 Febbraio 2026 16:15
  • Attualità

Francia, nuovo assetto al Ministero della Cultura: arriva Catherine Pégard

Dopo l'addio di Rachida Dati, dimessasi per candidarsi alle elezioni di Parigi, Catherine Pégard è stata nominata a capo del…

27 Febbraio 2026 13:55
  • Arte contemporanea

Il senso della libertà per Roberto Diago: Cuba alla Biennale di Venezia

Alla 61ma Biennale di Venezia, il Padiglione della Repubblica di Cuba presenterà un progetto di Roberto Diago che, partendo dalla…

27 Febbraio 2026 13:26
  • Architettura

Ultimata la torre della Sagrada Família: il capolavoro di Gaudí è (quasi) completo

A più di 140 anni dall’inizio dei lavori, la Sagrada Família di Barcellona ha ufficialmente completato le opere esterne della…

27 Febbraio 2026 12:33