Da Venezia ad Amatrice, il cammino di Giorgio Andreotta Calò

di - 12 Settembre 2019

Lasciare il segno del proprio passaggio, seguire una traccia, osservare ciò che cambia e ciò che è simile. Il viaggio di Giorgio Andreotta Calò è iniziato il 24 agosto, a Venezia e, proseguendo a piedi e in solitaria, arriverà ad Amatrice. Ma Senza Titolo (Gloria), progetto presentato da Fondazione Nomas e curato da Raffaella Frascarelli, vincitore del Bando Regione Lazio Arte Sui Cammini, racchiude una radice di trasformazione e, oltre all’atto dell’attraversamento, si declinerà in una forma tangibile, lasciata a Leonessa, sul tradizionale Cammino di San Benedetto, e infine in un libro d’artista.

Il percorso seguirà idealmente la Faglia Gloria, che unisce a livello geologico la zolla europea e quella africana, delineando quindi un confine diverso rispetto a quello geografico, come appare in superficie e corrispondente al bacino del Mediterraneo. Questa frattura è lunga circa 400 chilometri, si estende dalle Azzorre, supera Gibilterra e prosegue verso la Sicilia, risalendo intorno alla Calabria e fino alle Alpi, seguendo la catena degli Appennini. Dall’Italia, poi, la Faglia scende di nuovo, segue le coste croate, albanesi e greche, attraversa Cipro e arriva in Turchia, dove prende il nome di Faglia Est Anatolica. In questo viaggio sinuoso, la placca smuove energie primordiali e profondissime, responsabili non solo degli eventi tellurici che spesso colpiscono la Penisola ma anche di una peculiare conformazione antropologica e culturale dei popoli che vi vivono in corrispondenza.

Giorgio Adreotta Calò, Pirelli Hangar Bicocca, 2019

«In ogni epoca, le rotte segnalano la necessità di trovare spazi di libertà: attraverso questi itinerari, nei secoli, i popoli hanno definito e condiviso aspetti culturali relativi al sacro, alle tradizioni, all’episteme, alla memoria, hanno esplorato e si sono confrontati con la storia, il tempo e l’ignoto. Nella Francigena Meridionale del Lazio, l’unione tra Roma e Gerusalemme, ma anche la costruzione di una cultura mediterranea condivisa che ha prima incluso il continente africano e quello asiatico e poi per via marittima le Americhe», spiega Frascarelli.

Giorgio Andreotta Calò, Biennale d’Arte di Venezia, 2017

Il cammino di Giorgio Andreotta Calò ripercorre al contrario la direttrice di trasmissione delle onde sismiche, per dare vita a un’azione rituale e apotropaica, personale e collettiva, che rifletta sullo stato di crisi generato dal terremoto. Partendo da Venezia, città natale dell’artista, luogo indagato anche in altri momenti della sua ricerca e dove, peraltro, ha avvertito il sisma del 24 agosto 2016, Andreotta Calò, che abbiamo recentemente visto in una bella personale all’Hangar Bicocca di Milano, si dirige verso il suo epicentro, trasformando l’evento luttuoso del terrae motus in un motus di scoperta, conoscenza e scambio, con il paesaggio e con le altre persone che lo attraversano.

Giorgio Andreotta Calò. Courtesy of the artist; Nomas Foundation and Pirelli Hangar Bicocca. Photo: Agostino Osio

«Il 24 agosto 2016 mi trovavo a Venezia (lì stavo lavorando alla realizzazione del padiglione italiano). Con lo studio avevamo progettato di spostarci all’Aquila – lì avremmo studiato le architetture emergenziali, fatte di puntelli e strutture di sostegno. Ma quel 24 Agosto in studio, nella notte, sentii una scossa che proveniva da qualche luogo imprecisato e lontano. Poche ore dopo già si sapeva che quella scossa giungeva da Amatrice», spiega Andreotta Calò.

Articoli recenti

  • exibart.prize

exibart prize incontra Alessandro Pavone

Il mio mestiere è un incessante sbagliare e ricominciare, un disorientamento nutrito dal coraggio, dalla responsabilità e dall'autodisciplina di avventurarsi…

21 Gennaio 2026 9:12
  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Ceramic Brussels 2026 porta in fiera la ceramica come linguaggio globale

Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…

20 Gennaio 2026 18:39
  • Musei

Fondazione Torino Musei: è aperto il bando per i nuovi direttori del MAO e Palazzo Madama

Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…

20 Gennaio 2026 18:29
  • Personaggi

È morto Klaus Rinke, maestro del tempo e del corpo nella Scuola di Düsseldorf

Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…

20 Gennaio 2026 17:40
  • Architettura

Dal Messico a Londra: Lanza Atelier firmerà il Serpentine Pavilion 2026

Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…

20 Gennaio 2026 17:03