Dare forma all’invisibile: l’arte monumentale di Gianfranco Meggiato

di - 5 Febbraio 2024

L’arte non è solo contemplazione, ma anche, e sempre di più oggi, azione. Può trasformarsi in un catalizzatore di riflessioni che si insinua nei luoghi pubblici, creando stimoli di riflessione nella comunità. L’artista Gianfranco Meggiato abbraccia questa visione, trasformando spazi urbani in teatri delle sue grandi installazioni, dove l’arte diventa un linguaggio universale per trattare temi scottanti e attuali.

Un approccio, quello alla scultura astratta, che vede una stretta connessione tra antico e contemporaneo, e sottolinea la capacità dell’arte di affrontare le sfide della società. Attraverso opere monumentali, dal ricordo delle vittime di mafia alla ricerca della fratellanza tra diverse culture, l’artista esplora la complessità umana e la necessità di unione in tempi difficili.

Gianfranco Meggiato, Roma, scultura dioscuri

Le sue grandi installazioni in spazi pubblici trattano temi di carattere sociale. Quali sono i temi che ritiene siano piĂą attuali?

«Secondo me l’arte prima di stare nei musei, (dove peraltro l’affluenza è molto ridotta) deve stare tra la gente come elemento di stimolo e di crescita ed è per questo che negli ultimi anni ho dato molto spazio ad installazioni monumentali poste nelle piazze o in luoghi pubblici particolarmente simbolici.

I temi che ho affrontato negli anni sono molteplici e vanno dalla difesa dell’arte e della cultura nel periodo degli attacchi terroristici, 2017 Museo Marca Open Catanzaro: Le muse silenti;  al ricordo delle vittime innocenti di mafia, 2018 Manifesta, Palermo: La spirale della vita; al dialogo Interculturale tra cristiani, ebrei e mussulmani, 2019 Matera Capitale europea della Cultura: I Giardini di Zyz; al tentativo di trovare i punti di contatto tra archeologia e fisica dei quanti, 2021 Valle dei Templi di Agrigento: L’uomo Quantica, non c’è futuro senza memoria; alla mostra realizzata dopo il Covid a Pisa, dove la torre pendente diventa simbolo della resilienza dell’uomo, 2022  Pisa, piazza dei Miracoli e centro città: Il respiro della forma.

Il 24 febbraio 2023, primo anniversario dell’invasione dell’Ucraina, con il Municipio I di Roma in piazza Cavour davanti al palazzo di Giustizia, abbiamo posto in opera un’installazione dedicata alla pace: L’incontro simbolo di pace. Uno dei temi di scottante attualità secondo me più importanti è il rispetto del diverso nella logica che in realtà tutto è uno.»

Gianfranco Meggiato, Roma, scultura disco orione

Come avviene la traduzione di questi temi in arte astratta?

«Mai come in questo momento storico tra pandemie, guerre e cataclismi climatici c’è bisogno di acquisire la consapevolezza che siamo tutti cellule di uno stesso organismo, che siamo tutti foglie di uno stesso albero, che siamo tutti gocce dello stesso mare. Ecco che per tradurre questo messaggio in arte contemporanea abbiamo messo in scena il mito dei Diòscuri: I Diòscuri tornano a Roma, con il Municipio I di  Roma, a cura di Dimitri Ozerkov, ex direttore dell’Ermitage, dal primo dicembre 2023 al primo febbraio 2024, presso Porta Pinciana e via Veneto.

Questo mito ci consente di riferirci alle radici di Roma Antica per trasmettere una visione di estrema attualità: come Castore e Polluce che erano fratelli diversi, l’uno mortale e l’altro divino, così anche noi, oggi, siamo invitati a riflettere sul valore di quello che ci appare diverso da noi stessi, per riconoscerlo come fonte di arricchimento per la comunità, con la consapevolezza che questa è l’essenza della vera fratellanza.

L’arte astratta ci dà il grande vantaggio e al tempo stesso la grande responsabilità di poter rappresentare simbolicamente un concetto, liberi da figurazioni. A Roma per rappresentare il mito ho posto in essere due sculture bianche, eteree: Il Volo h.5 metri (Polluce) e L’Attimo Fuggente h.4 metri. (Castore). Nella scena Il Volo-Polluce allunga dolcemente una sfera lucente di immortalità e consapevolezza da condividere con il fratello mortale L’Attimo Fuggente-Castore. »

Gianfranco Meggiato, Roma, scultura Cubo

In che modo le sue opere riescono a collegare la scultura antica con le urgenze del contemporaneo?

«Il mio modo di fare scultura è istintuale, di getto, modello la cera calda e a mano a mano l’opera appare. Le mie sculture astratte sono collegate alla tradizione della scultura figurativa italiana più che per la forma per la simbologia dei contenuti. Fin dal 1998 ho inventato e utilizzato per le mie opere il termine: Introscultura, modellando le mie sculture ispirato dal tessuto biomorfo e dal labirinto, che simboleggia il tortuoso percorso dell’uomo teso a trovare sè stesso e a svelare la propria preziosa sfera interiore, dove lo sguardo dell’osservatore viene attirato verso l’interiorità dell’opera, non limitandosi alle sole superfici esterne.

Le mie opere ci invitano a guardarci dentro, ad indagare chi siamo, ci invitano a riflettere sul senso del viaggio che è la vita. Indagare il senso di quello che ci circonda e di quello che in realtà siamo è sempre stato alla base della ricerca artistica in qualunque epoca. L’esperienza estetica e quella scientifica hanno entrambe infatti un carattere fondamentalmente cognitivo, anche l’arte contribuisce in effetti a costruire i mondi in cui abitiamo non meno della scienza e della storia. Ora, noi viviamo in una società con uno sviluppo estremo dell’Io e del razionale a scapito dell’inconscio. L’artista, secondo me, attingendo al profondo dell’inconscio (singolare e collettivo) può ricomporre la frattura e compensare questo squilibrio, di cui tutti soffriamo, per realizzare nuovamente l’armonia. »

Gianfranco Meggiato, Roma, Scultura fiore

Quali sono i suoi prossimi progetti su cui stai lavorando? Come sta evolvendo la sua ricerca?

«Uno dei prossimi progetti riguarda una grande mostra con 50 opere, dove circa la metà saranno sculture monumentali, dal titolo: Dare forma all’invisibile dal 16 maggio fino a fine ottobre 2024, presso il museo di arte contemporanea Heydar Aliyev Center di Baku in Arzebaijan, meravigliosa struttura architettonica ideata dalla famosa archistar Zaha Hadid. Questo centro con le sue forme fluide e armoniche definito “l’incredibile trasformazione dell’Arzebaijan” ha reso tangibile un sogno, il sogno di cambiamento e modernizzazione di un paese.

Ecco che l’arte in tutte le sue forme ha una grande missione, quella di rendere visibili i sogni, di ispirare e materializzare quello che si credeva impossibile ed è per questo che l’architettura di Zaha Hadid e le mie sculture condividono gli stessi Ideali di fondo. Allo scopo di valorizzare e conservare il mio lavoro e in generale promuovere l’arte e la cultura, nell’agosto 2023 è stata costituita la Fondazione Gianfranco Meggiato di arte e cultura. Riguardo alla mia ricerca è difficile dire dove mi porterà, come diceva Eraclito: “Se non ti aspetti l’inaspettato non lo troverai, perchè non si raggiunge attraverso una ricerca o un sentiero”. Per certo so solo che l’opera più bella è quella che devo ancora modellare. »

Gianfranco Meggiato, Roma, Scultura volo

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