La galleria David Zwirner, da sempre attenta al rapporto con le nuove tecnologie e con le piattaforme online, ha da poco inaugurato un nuovo progetto fruibile dal suo sito, intitolato Studio. Lo scopo è quello di presentare, ora che la visita delle gallerie risulta difficoltosa per il pubblico, le ultime opere degli artisti rappresentati. L’idea è però quella di non mostrare solo i capolavori ultimati ma di illustrare il progetto d’ideazione e realizzazione delle opere. Ogni artista avrà infatti a disposizione uno spazio personale dove, con l’ausilio di materiale audiovisivo, potrà guidare il pubblico alla scoperta dei processi di creazione. Studio vuole quindi rappresentare l’artista nel suo luogo di lavoro e contestualizzare così le opere presentate. A inaugurare il progetto, è Jeff Koons che presenta l’opera inedita Balloon Venus Lespugue (Red). Nello spazio Studio sono quindi presenti video, bozzetti e produzioni 3D della scultura, che spiegano la sua realizzazione e il suo significato.
L’opera presentata per il progetto Studio s’intitola Balloon Venus Lespugue (Red) e fa parte della serie Antiquity, dedicata alle divinità e iniziata nel 2008. L’opera rielabora la famosa Venere di Lespugue, reperto paleolitico ritrovato in una cava dei Pirenei nel 1922. Tale opera è stata di fondamentale importanza per molteplici artisti, tanto da essere diventata un modello per Tiziano, Marcel Duchamp, Constantin Brancusi e Koons stesso, appunto. Il tema della Venere, infatti, viene indagato dall’artista fin dagli anni ’70 ed esistono già altre versioni dell’opera presentata ora.
La scultura, come molte altre opere dell’artista, è realizzata in acciaio inossidabile traslucido e colorato in rosso per richiamare il tema dell’amore e della fertilità . Questo tipo di materiale si presta quindi a riflettere lo spazio circostante e a creare così un rapporto tra l’esterno e l’interno, mostrandoli intimamente connessi. Sebbene questo effetto sia meno percepibile tramite la presentazione nello spazio online della galleria, lo scopo di questa opera è quindi di adattare un soggetto archetipo e senza tempo al tema della membrana dei palloncini cara all’artista. In questo modo, l’opera viene continuamente percepita in maniera differente perché dipendente dal contesto nella quale viene esposta.
Nonostante ciò, le dimensioni monumentali, ispirate a Brancusi, e le caratteristiche tecniche dell’opera sono ben percepibili dalle fotografie caricate sulla sezione Studio della galleria. Il progetto, infine, permette di ricostruire, anche da un punto di vista produttivo la realizzazione dell’opera di Jeff Koons, permettendo così di entrare nello studio dell’artista e assistere alla creazione della scultura.
Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. ContinuerĂ a…
L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…
Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…
Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunitĂ …
Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…