Deflagrazione artist’s cut al Museo Spazio Pubblico di Bologna

di - 4 Agosto 2021

Un’inaugurazione in piena estate a Bologna è segno della ripresa, della necessità di recuperare le temps perdu, la vivacità. Quella poi di “Deflagrazione artist’s cut”, personale di Vincenzo D’Argenio (Benevento, 1982) al Museo Spazio Pubblico, è oltretutto l’occasione per riprendere con il racconto affidato alle opere della prima mostra “Deflagrazione” dello scorso settembre 2020, interrotta per cause accidentali quando le stanze in cui era stata appena allestita si sono improvvisamente allagate.

Presentata in una nuova forma e adattata agli ambienti espositivi, la mostra inaugurata il 29 luglio è un concentrato, propriamente un artist’s cut, del più ampio progetto che precede e segue un episodio, nonché l’inizio del racconto, datato al 6 agosto 2018.

MUSEO SPAZIO PUBBLICO Image by Elettra Bastoni

Nel nuovo spazio di via Curiel a Bologna, cofondato dall’ospite Luisa Bravo insieme a City Space Architecture e Genius Saeculi, sono proposte talune opere sopravvissute all’allagamento e vari e multiformi lavori inediti, accompagnati dai testi di C. ed Emilia Angelucci, in un continuum tutto e involontariamente costruito sull’accidentalità e la ricerca tecnica e poetica.

Vincenzo D’Argenio è artista cresciuto col writing e la street art, dal lettering allo stencil alla poster art, e legato nel tempo all’espressione fotografica e video e alle tecnologie digitali con esiti installativi via via sempre più articolati e fantasiosi. D’Argenio è dapprima un instancabile e avveduto narratore, che muove da sponde opposte – pubblico/privatissimo, naturale/artificialissimo – per portare al centro del flusso, del suo flusso condiviso, vivo e profondo, immagini e suggestioni esperienziali. E come ben si evince dalle installazioni, la sua è un’opera calda e viva che riunisce racconti di cronaca a racconti familiari attraverso elementi, botanici quanto sperimentali, che si propongono come veri e propri indizi, più o meno espliciti, costruiti a partire da materiali misti, dalla carta alla resina liquida, con fare artigianale e al contempo l’ausilio concreto della tecnologia.

Elementi naturali, si diceva, in quanto propriamente prelevati dallo scenario agreste da cui parte il racconto di quel 6 agosto 2018, e artificiali intanto perché “tecnologici”, ma anche perché mediati dal ricordo. Ogni dettaglio, simbolo ed evocazione, ornamento e texture, contribuisce infatti a ricostruire la memoria di tutta la narrazione; a partire dal momento in cui, mentre sul raccordo autostradale di Bologna esplodeva un’autocisterna uccidendone l’autista, lui e C., all’ombra di un acero non molto lontano da lì, facevano schioccare il loro primo bacio assistendo inconsapevoli e al contempo generando una deflagrazione. Dalla chioma dell’albero alla chioma dell’esplosione, su una coperta per due.

Del racconto era stata prodotta una pubblicazione fotografica a tiratura limitata, dal titolo “Diario di C. e V.”, ma buona parte degli esemplari, come diversi altri lavori, sono stati colpiti dall’acqua in quel secondo incidente sopravvenuto in mostra nel 2020, oggi resi un’opera/reperto: «Se il fuoco dell’esplosione di due anni prima aveva acceso la miccia di una lunga genesi – riferisce D’Argenio – l’acqua che ha sommerso i lavori l’ha spenta in meno di 2 giorni. I diari rimasti a lungo in acqua hanno cambiato forma diventando sostanzialmente unici. Nonostante fossero un prodotto editoriale sono diventati delle piccole opere. Ho pensato che l’unico modo per continuare a raccontare questa storia a chi avesse voluto ancora ascoltarla sarebbe potuto essere un corrispettivo digitale dei nostri tempi di un “diario segreto”, un file .pdf criptato da una password».

Si entra in mostra appunto come nel suo diario segreto, tra contributi appesi, appoggiati e videoproiettati, immersi nel sonoro di un intervento audio e tra fotografie, sculture e innesti…e la storia continua.

L’artista ne riferirà diffusamente al pubblico in un incontro aperto, venerdì 6 agosto 2021 non a caso tre anni dopo il primo accadimento, sempre presso il Museo Spazio Pubblico.

Storica dell’arte, e-writer e fotografa, collabora con il Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna dove si è specializzata in Psicologia dell’arte con una ricerca in Neuroestetica. Dal 2011 lavora nell’editoria e nella Comunicazione & Marketing aziendale. È socia della IAAP - International Association for Art and Psychology, impegnata in azioni di promozione culturale.

Articoli recenti

  • Fotografia

Yorgos Lanthimos cerca la libertà nelle fotografie: la mostra ad Atene

L’acclamato regista greco Yorgos Lanthimos presenterà, negli spazi di Onassis Stegi, ad Atene, una mostra dedicata alla sua ricerca fotografica,…

21 Gennaio 2026 13:56
  • Arte contemporanea

Padiglione Sudafrica, il ritiro dalla Biennale di Venezia finisce sotto indagine

Dopo il ritiro del Padiglione sudafricano, è stata aperta un’indagine interna ufficiale sull'operato del ministro della cultura, che mette in…

21 Gennaio 2026 12:38
  • Archeologia

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio, una scoperta storica per l’archeologia

Durante gli scavi in piazza Andrea Costa, a Fano, è stata identificata la Basilica descritta da Vitruvio nel trattato De…

21 Gennaio 2026 11:18
  • Progetti e iniziative

Capitale italiana della Cultura 2028: annunciate le dieci città finaliste

Il Ministero della Cultura ha reso note le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028:…

21 Gennaio 2026 10:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Alessandro Pavone

Il mio mestiere è un incessante sbagliare e ricominciare, un disorientamento nutrito dal coraggio, dalla responsabilità e dall'autodisciplina di avventurarsi…

21 Gennaio 2026 9:12
  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02