Hybrida Tales by Untitled Association #5: Viafarini e L’ascensore

di - 12 Maggio 2021

Hybrĭda Tales è la rubrica di approfondimento nata da Hybrĭda, il nuovo progetto con cui Untitled Association ha individuato circa 150 tra spazi indipendenti, artist-run spaces, associazioni culturali e luoghi informali che stanno contribuendo significativamente ad ampliare gli sguardi sul Contemporaneo in Italia oggi.

Con un sistema di interviste a schema fisso, Hybrĭda Tales restituirà una panoramica delle realtà indicizzate, siano esse emergenti o ormai consolidate, e coinvolgerà artisti, operatori culturali, curatori, giornalisti, collezionisti, galleristi per dare vita a un archivio condiviso e collettaneo di riflessioni aperte sulle prospettive, attuali e future, del Contemporaneo (qui tutte le puntate precedenti).

Viafarini

Viafarini nasce nel 1991, costituendosi come associazione culturale su modello delle organizzazioni non profit americane e delle Kunstverein europee, quando tale concetto era decisamente innovativo per l’Italia. Fra le idee messe in pratica dall’associazione nel corso del tempo, vi é uno spazio espositivo che si sviluppa attraverso una project room, la partnership con realtà estere e una gestione dell’attività basata sulla collaborazione tra enti pubblici e privati.

L’associazione porta avanti annualmente l’organizzazione di mostre, progetti di formazione e attività didattiche in situ e online. L’Archivio Viafarini presso la Fabbrica del Vapore – il cui interesse storico è stato riconosciuto dal Ministero MIBACT – che conserva i portfolio di 5.000 artisti e il centro di documentazione, e il programma di residenza VIR Viafarini-in-residence costituiscono due importanti snodi legati alle attività dell’associazione. Facendo da tramite tra i giovani artisti italiani e il sistema dell’arte contemporanea nazionale e internazionale, stringendo rapporti di collaborazione tra artisti, curatori, critici e realtà museali, Viafarini promuove la mobilità degli artisti, sostenendo la ricerca di finanziamenti quale condizione necessaria alla loro crescita professionale.

Cosa unisce la vostra attività, e quella del vostro spazio, alla ricerca attuale sul contemporaneo?

«Viafarini prosegue nella sua azione di promozione delle ricerche artistiche emergenti italiane e internazionali attraverso il programma di residenza VIR Viafarini-in-residence, parallelamente valorizza il patrimonio di documentazione e organizza progetti esterni collaborando con spazi progetto indipendenti».

Quali legami sentite con la città/luogo in cui operate?

«Il legame con Milano è imprescindibile e il nome stesso dell’Associazione racchiude il senso di una scommessa in un quartiere che nel 1991 era molto diverso da oggi. Viafarini ha contribuito negli anni Novanta alla definizione della via italiana al non profit per l’arte contemporanea traducendo le buone pratiche internazionali. Questo è stato possibile anche grazie a un dialogo costante con tante istituzioni diverse. Dal Comune di Milano, con il quale negli anni ’90 furono studiate convenzioni allora uniche in Italia, fino alla Provincia di Milano, alla Regione Lombardia e al Ministero per lo sviluppo del programma di residenza dal 2008».

Cosa significa per voi sperimentazione?

«Viafarini ha sempre promosso la ricerca artistica più sperimentale fuori da una logica commerciale e in dialogo con l’industria culturale e creativa. Oggi ribadisce questa funzione anche attraverso gli 840 mq del Lotto 15 in concessione da Comune di Milano alla Fabbrica del Vapore. Oltre agli artisti del programma di residenza la Fabbrica ospita professionisti di diverse discipline (architettura, design, fotografia, cinema…) con una ricaduta in ambito produttivo e di innovazione sociale».

ARCHIVIO VIAFARINI

L’Ascensore

L’Ascensore è stato fondato nel 2015 dal collezionista Alberto Laganà, con lo scopo di offrire sostegno e visibilità ai giovani artisti, un luogo espositivo sperimentale in continuo dialogo con gli artisti, il territorio e il circuito artistico internazionale. Allo stesso tempo, L’Ascensore si prefigge l’intento di ampliare il panorama artistico della città di Palermo, dando vita a innovative mostre, progetti e micro residenze, realizzate in un ambiente che si adatta e trasforma secondo le esigenze degli artisti invitati. Lo spazio prende il nome dalla conformazione della prima sede, una stanza asimmetrica di 8mq, una vetrina illuminata h24 e fruibile solo dall’esterno, rimasta attiva fino al 2018, anno in cui L’Ascensore ha spostato la propria sede in una project room situata al centro di Palermo, mantenendo la caratteristica di vetrina su strada. Dal 2017 la direzione artistica è stata affidata al duo siciliano Genuardi/Ruta; Danilo Signorino e Vito Bongiorno inoltre contribuiscono alla produzione dei lavori e alla gestione dello spazio.

Real Madrid, piove piscio da 10 giorni, 2020, Exhibition view, L’Ascensore, Palermo. PH Filippo M. Nicoletti
Sylvain Croci Torti, My city of ruins, installation view, Courtesy l’artista e L’Ascensore, Palermo. PH Filippo M. Nicoletti
Miriam Laura Leonardi, THE GIFT, 2019, plexiglass, fake fruit, rubber, cable ties, plastic, elastics. Exhibition view. L’Ascensore, Palermo. PH Filippo M. Nicoletti

Cosa unisce la vostra attività, e quella del vostro spazio, alla ricerca attuale sul contemporaneo?

«Ci unisce la curiosità, più ti confronti con l’altro più accresce il tuo modo di pensare e operare. L’Ascensore è anche il luogo che ci permette di ottenere questo scambio. L’invito ai vari artisti nasce nei modi più disparati, attraverso un magazine, i social o di presenza se ci troviamo insieme in una collettiva o in fiera. Appena scatta la classica scintilla proponiamo subito di rivederci a Palermo per condividere la loro ricerca con la comunità artistica del luogo in cui operiamo. Ci sembra fondamentale».

Quali legami sentite con la città/luogo in cui operate?

«Palermo è un luogo che sta ai margini del sistema, ma produce energia che, se si vuole, serve ad alimentare il centro. Anche i margini producono le novità e Palermo è un margine di novità. Palermo e la Sicilia sono un brand, un’energia che devi saper cogliere, saper guardare perché non è a portata di mano. È più facile essere nella moda che essere fuori moda».

Cosa significa per voi sperimentazione?

«Sperimentare è estendere il proprio pensiero senza porsi limiti commerciali che spesso vuoi o non vuoi ti portano a ridefinire dimensioni e materiali. L’Ascensore ci permette di invitare gli artisti a pensare a un progetto liberamente e lavorando a stretto contatto con gli artigiani del luogo, certi che in questo modo si possono approfondire alcuni aspetti del lavoro che solo attraverso lo studio delle tecniche e materiali è possibile ampliare».

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