âAloha Shirtâ by Stefano Canto, still dal video di Jacopo Tofani © lâartista e Contemporary Attitude
HybrÄda Tales Ăš la rubrica di approfondimento nata da HybrÄda, il nuovo progetto con cui Untitled Association ha individuato circa 150 tra spazi indipendenti, artist-run spaces, associazioni culturali e luoghi informali che stanno contribuendo significativamente ad ampliare gli sguardi sul Contemporaneo in Italia oggi.
Con un sistema di interviste a schema fisso, HybrÄda Tales restituirĂ una panoramica delle realtĂ indicizzate, siano esse emergenti o ormai consolidate, e coinvolgerĂ artisti, operatori culturali, curatori, giornalisti, collezionisti, galleristi per dare vita a un archivio condiviso e collettaneo di riflessioni aperte sulle prospettive, attuali e future, del Contemporaneo.
Qui trovate tutte le puntate giĂ pubblicate.
Pase Ăš unâorganizzazione culturale per la ricerca e per la divulgazione dellâarte e della musica attraverso i nuovi linguaggi. Pase inizia il suo percorso a Venezia nel 2011 spinta da una forte esigenza di autoformazione organizzando attivitĂ di ricerca e sperimentazione, masterclass, workshop e performance legate alla musica e allâarte contemporanea. Nel corso degli anni Pase ha avuto la possibilitĂ di lavorare ed esprimersi affiancando artisti e produzioni, occupandosi della curatela e della comunicazione integrando tutte le fasi di produzione e di organizzazione.
Cosa unisce la vostra attivitĂ , e quella del vostro spazio, alla ricerca attuale sul contemporaneo?
«Il nostro studio Ăš immaginato come un cantiere interattivo e dinamico, tra installazione immersiva, workshop ed esposizione, che consente ai nostri ospiti di contribuire ad una piattaforma offerta alle incursioni artistiche, dalle sperimentazioni architettoniche a quelle grafiche e sonore. Lo sviluppo di ogni idea risulta infatti dalla collaborazione in studio tra artisti, designer, tecnici e ricercatori capaci di accompagnare lâesplorazione dei nuovi linguaggi e delle nuove tecnologie per rispondere alle piĂč alte aspettative della produzione contemporanea».
Quali legami sentite con la cittĂ /luogo in cui operate?
«Venezia Ăš una storia fatta di conoscenza e di competenze frutto dellâelaborazione e dellâinterazione tra umani e ambiente ânaturaleâ. Unâopera dâingegno unica che ha saputo distinguersi nella ricerca verso lâinnovazione.
La conoscenza intima di questa città ci ha permesso di strutturare e di far convergere le eccezionali risorse che esistono sul campo, far emergere i desideri e dare corpo alle aspettative attraverso importanti collaborazioni per contribuire allo sviluppo della ricerca e della sperimentazione».
Cosa significa per voi sperimentazione?
«I recenti sviluppi tecnologici legati allâascolto immersivo e alla spazializzazione del suono confermano ormai la necessitĂ di investimento per incentivare la creazione di nuove opere che tengono conto di questi progressi. Per i creatori e per il pubblico. Pase risponde a queste necessitĂ sostenendo la creazione di nuove opere attraverso la programmazione di residenze in sinergia con artisti, ricercatori, designers, musicisti e tecnici che desiderano esplorare lo spazio e lâascolto attraverso nuove forme e con lâutilizzo di nuovi strumenti.
Attraverso Pase immaginiamo e sviluppiamo il processo creativo grazie ad una metodologia progettuale dove lâideazione, la sperimentazione e la prototipazione di strumenti e soluzioni diventano il percorso per il raggiungimento degli obbiettivi. Una delle ricadute si materializza infatti attraverso la collaborazione con professionisti e partner esterni per lo sviluppo sperimentale di nuovi format e tecniche, software, oggetti e materiali volti a rispondere alle specifiche necessitĂ di ogni attivitĂ che realizziamo, indagando soluzioni e processi che andranno applicati in via sperimentale sulle produzioni che seguiamo».
Contemporary Attitude Ăš una piattaforma di arte contemporanea, che concentra la sua ricerca sul rapporto tra arte e moda.
Nata dallâincontro tra Eleonora Angiolini e lâartista Alessio de Girolamo, viene fondata nel gennaio 2019 insieme alla curatrice indipendente Giuliana Benassi. Vede coinvolti numerosi artisti nellâideazione e produzione di abiti e accessori, opere dâarte, sculture indossabili.
Lâiniziale idea di un e-commerce che contribuisse ad ampliare il mercato dellâarte e supportare lâoperato degli artisti si Ăš evoluta da febbraio 2020 in una piattaforma che, con la direzione di Eleonora Angiolini, ha visto la curatela di mostre e performances e contenuti per il web, affiancati alla creazione di un archivio online in continua crescita, dedicato a oggetti scultorei e opere indossabili che categorizzano la ricerca artistica ed i suoi rapporti con la moda in una pratica da sempre intessuta nel linguaggio dellâarte.
Cosa unisce la vostra attivitĂ , e quella del vostro spazio, alla ricerca attuale sul contemporaneo?
«Contemporary Attitude oggi non si serve di uno spazio fisico prefigurato, ma utilizza quello del web, rivelatosi da subito uno strumento piĂč adatto al raggiungere lâobiettivo di espansione del mercato dellâarte che ci eravamo preposti. Questo si coniuga ad una progettualitĂ degli artisti tale da offrire una reale apertura al pubblico verso il loro mondo, rimanendo al contempo figure indipendenti e creative al di lĂ del sistema. Ă da questa modalitĂ di pensiero che nasce il ribaltamento dellâusuale rapporto arte-moda, sperone della nostra ricerca e in stretto rapporto con quello che consideriamo âcontemporaneoâ».
Quali legami sentite con la cittĂ /luogo in cui operate?
«Milano Ăš stata una romantica culla esperienzale, ci ha consentito di attivare i primi processi di network e sperimentare con eventi live, seppur sia accaduto tutto in meno di 6 mesi (nda: Contemporary Attitude diventa piattaforma di ricerca a febbraio 2020). Non abbiamo un legame privilegiato con questa cittĂ rispetto ad altre al momento, ci leghiamo ai tessuti naturali, urbani e architettonici piĂč consoni ad ospitare il lavoro degli artisti con cui collaboriamo».
Cosa significa per voi sperimentazione?
«LibertĂ ed indipendenza, caratteri non sempre vicendevolmente consequenziali, ma che nel nostro caso lo sono. La commistione di linguaggi poi Ăš certamente quello che ci consente di parlare ad un pubblico ampio e variegato, seppur con lâutilizzo del medesimo alfabeto atto alla promozione dellâarte e al consolidamento delle sue continue ricerche».
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