Ph. Giulia Costa
“It is not an easy path”, questo il titolo della personale di Francesca Finotti, l’artista selezionata per la sesta edizione del Bridge Film Festival di Verona. Grazie alla call for artists di Urbs Picta, Francesca Finotti, nel periodo di residenza presso Spazio Bedeschi di Verona, ha realizzato Untitled, un’installazione site specific esposta all’Antica Dogana di Fiume ai Filippini, durante il festival, tra il 10 e il 13 luglio.
Dopo il festival, l’installazione è tornata a Spazio Bedeschi in una nuova forma, per quello che Finotti e la curatrice Jessica Bianchera preferiscono definire open studio. All’interno dello spazio, infatti, si respira l’aria intima e personale dello studio dell’artista Manuela Bedeschi, messo a disposizione per la residenza e per la personale. Un’atmosfera caratterizzata dall’odore diffuso dall’installazione, le cui lastre di vetro cosparse da olio di cocco fungono da filtro nella visione di tutto ciò che sta oltre, con il sottofondo dell’opera audio Burning, burning – death by water.
Il tutto concorre, insieme a una selezione di fotografie in cui ritorna il concetto del filtro opaco, ad accompagnare il visitatore in un’esperienza che coinvolge diversi sensi. Il percorso ci fa riflettere sull’alterazione della percezione, sulla visione filtrata sia delle opere che della loro relazione con lo spazio, per andare oltre la visione chiara delle immagini a cui siamo abituati, verso il significato.
L’artista paragona questo attraversamento esperienziale al concetto di Holzweg di Heidegger, un «sentiero che si interrompe nel bosco», un spazio in cui non si sa del tutto a cosa si va in contro: riprendendo il titolo e le parole dell’artista «non è un sentiero semplice, perché forse può portare alla fine».
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