Il labirinto saturo: in India ha aperto una grande mostra di Toiletpaper

di - 31 Luglio 2023

Abbiamo imparato ad apprezzare la potenza delle immagini di Toiletpaper, la rivista fondata nel 2010 dall’artista Maurizio Cattelan e dal fotografo Maurizio Ferrari, che non conosce confini di alcun genere. Apertissima alle collaborazioni di qualunque tipo – vedi i coloratissimi lettini per l’estate 2023 realizzati insieme al brand Seletti – ha spesso sfondato i limiti delle pagine, come quando, nel giugno 2022, presentò una super festa di tre giorni diffusa lungo tutta via Giuseppe Balzaretti, Milano, indirizzo della sua sede. E adesso, Toiletpaper arriva anche a Mumbai, al Nita Mukesh Ambani Cultural Center, con una mostra immersiva e spaesante, dal titolo un po’ ambiguo, “RUN AS SLOW AS YOU CAN”, corri più lentamente che puoi. Una colta citazione al detto latino “Festìna lente”, affrettati lentamente, che Svetonio attribuiva nientemeno che all’imperatore Augusto? Oppure un richiamo orientale al Tai Chi Chuan, l’arte marziale cinese che professa la lentezza? Conoscendo l’ampiezza dei riferimenti dei duo Cattelan & Ferrari, nulla è da escludere.

Il Nita Mukesh Ambani Cultural Center

D’altra parte, sopra le righe è anche il luogo della mostra. Il Nita Mukesh Ambani Cultural Center è uno spazio multidisciplinare che ha aperto il 31 marzo 2023. Il centro è stato fondato da Nita Ambani, imprenditrice, filantropa e presidente della Reliance Foundation, per preservare e promuovere le arti indiane. Il Centro è situato all’interno del Jio World Center, nel cuore del complesso Bandra Kurla, uno dei quartieri più lussuosi di Mumbai, tra grattacieli, uffici e ristoranti trendy asiatici, sudamericani ed europei. L’Ambani Cultural Center ospita un Grand Theatre da 2mila posti e l’Art House, uno spazio dedicato alle arti visive di quattro piani costruito secondo standard museali, per presentare una serie di mostre e installazioni dei talenti artistici dell’India e del mondo. Basterà per accogliere l’universo stravagante, saturato e iper-reale di Toiletpaper? A giudicare dalla quantità di toni dorati, forse sì. E poi c’è anche un’installazione permanente di Yayoi Kusama, Clouds, composta da 90 specchi con struttura in acciaio inossidabile, esposta a terra.

Nita Mukesh Ambani Cultural Centre – NMACC

«In qualità di istituzione dedicata a mostrare il meglio dell’India al mondo e a presentare il meglio del mondo all’India, siamo entusiasti di portare questo spettacolo divertente e stravagante nel nostro Paese per la prima volta», ha dichiarato Isha Ambani, figlia di Nita e dell’imprenditore indiano Mukesh Ambani, detto anche il “Re del ferro”, tra gli uomini più potenti dell’India. «L’universo carico di immagini, surrealista e sensoriale di “RUN AS SLOW AS YOU CAN” è allo stesso tempo giovane e giocoso e spinge i confini dell’arte. Sebbene fresca e innovativa nel suo approccio concettuale, spesso ironico, al centro di questa mostra c’è la celebrazione di un’energia curiosa ed esplorativa che è tipicamente indiana. Sono certa che la più grande esposizione di Toiletpaper colpirà il pubblico indiano più giovane e darà loro una prospettiva completamente nuova dell’arte che alimenta l’immaginazione e l’energia creativa».

RUN AS SLOW AS YOU CAN: la mostra di Toiletpaper in India

Divisa in quattro capitoli, la mostra è allo stesso tempo disorientante, priva di senso ma anche critica verso la società contemporanea – come farne a meno – fin troppo concentrata nel perseguire obiettivi di crescita e velocità vertiginose. E dunque, quanto lentamente puoi correre?  Il primo capitolo, Take a Left, Right?, invita il pubblico ad attraversare un labirinto visivamente sovraccarico. Desiderio, repulsione, ironia e golosità, alcuni dei sentimenti più usati nel linguaggio pubblicitario – oltre che in quello artistico –, si scontrano in una sequenza di fotomontaggi che trasmettono un’atmosfera giocosa e perturbante. Is There Room in the Sky? è il titolo del secondo capitolo, che scava nelle profondità del subconscio attraverso illusioni ottiche: le cose non sono proprio quello che sembrano.

La realtà continua a dissolversi nel terzo capitolo, A House Is a Building That People Live In, introducendo il concetto di “casa perfetta”. Tuttavia, l’idea di uno spazio sicuro è messa in crisi da un senso di estraneità: non c’è il tetto, le utenze domestiche non sembrano funzionare. Infine, The Control Room restituisce il cuore pulsante di Toiletpaper. Uno spazio monocromatico, un po’ alla David Lynch, che crea un netto contrasto con i piani inferiori visivamente debordanti, è scandito da oggetti, immagini e opere provenienti dalla sede milanese dello studio. Questo spazio rappresenta l’inizio e la fine, l’anima e l’essenza del lavoro degli artisti.

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