H.H. Lim spazia tra pratiche e media differenti. Pittura, scultura, installazioni, performance, attraverso le quali rappresenta aspetti curiosi e divertenti della realtà e della contemporaneità, spesso con un deciso piglio provocatorio.
Dove e come era il tuo primo studio? e da quanto tempo sei in quello attuale?
«Avevo il primo studio nel rione Monti, in un quartiere molto vivace. Lo studio era molto piccolo ma molto accogliente: cosa bella della zona è che si era circondati dagli artigiani, peccato che oggi siano spariti tutti, poi un paio di anni nel pastificio Cerere a San Lorenzo ed altri trasferimenti intorno alla zona del Pigneto fino a quest’ultimo in cui ho vissuto per circa 10 anni.»
Cosa rappresenta per te lo studio?
«Lo studio per me è come una palestra, la’ dove ci si attiva per movimentare la mente e il corpo e mette in moto tutti e cinque i sensi, è il luogo per sperimentare il sesto senso, trovo che lo studio sia anche come un rifugio o addirittura una fortezza. Forse come una astronave per la partenza di un lungo viaggio extraterrestre.»
H.H. Lim è nato a Kedah, Malaysia, nel 1954 e, dal 1976, vive Roma. Diplomato all’Accademia di Belle Arti, dopo i primi anni dedicati all’assimilazione della cultura occidentale, ha fatto della “resistenza” (e delle sfide) la chiave della sua intera produzione artistica. Con la fondazione dello spazio espositivo no-profit Edicola Notte (1990-2015), è stato tra i principali promotori culturali della capitale, realizzando progetti di importanti artisti italiani e internazionali. Combinando la propria cultura Orientale con quella Occidentale, la sua ricerca è fondamentalmente incentrata sull’inganno delle apparenze e sul valore della parola che, associata a delle immagini, in un illusorio nonsense, innesca spiazzanti cortocircuiti, attraverso i quali analizza la complessità, nonché le contraddizioni, anche socio-economiche, del presente.
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Foto di Anton Giulio Onofri
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