In studio #7: intervista a Marco Colazzo

di - 25 Maggio 2021

Marco Colazzo ha fatto della pittura il suo media espressivo privilegiato. Principalmente a olio e su tela, con un linguaggio del tutto personale e autonomo, attraverso una decisa riduzione cromatica, pone in continuo dialogo astrazione e figurazione, onirico e realtà, finzione e memoria.

Dove e come era il tuo primo studio? E da quanto tempo sei in quello attuale?

«Andando per ordine, e considerando il primo studio come il luogo dove ho cominciato a portare gente ed a mostrare il mio lavoro, è quello di San Basilio, che inizialmente dividevo con un altro amico artista, Massimo Orsi, conosciuto negli anni di apprendistato a San Lorenzo. Erano gli inizi degli anni Novanta.

In seguito, ci sono stati altri studi, passando per piazza Dante, per via Giolitti a Minerva Medica e, infine, qui, a via Arimondi, dove però, nello stesso stabile, mi sono spostato tre volte. Dove sono ora è, ormai, il terzo anno compiuto.»

Cosa rappresenta per te lo studio?

«Per ciò che mi riguarda, devo dire che lo studio, o più semplicemente il luogo di lavoro, è principalmente un luogo mentale, prima di essere uno spazio fisico; è quando fuori non c’è nessuno (anche se non è vero), poi diventa materialmente necessità, prova, sorpresa, frustrazione. È spazio e strazio … sempre.»

Biografia

Marco Colazzo è nato a Roma nel 1963, dove tuttora vive e lavora. Con la partecipazione alla rassegna Giovani artisti al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1992), entra a pieno titolo nel mondo dell’arte, e si conferma con la presenza alle edizioni XII e XV della Quadriennale di Roma (1996 e 2008), nonché con le numerose mostre anche di respiro internazionale. Pienamente padrone della tecnica pittorica, si muove senza difficoltà dall’olio all’acquarello, dalla tela alla carta. Padronanza che si esprime anche attraverso un linguaggio pittorico autentico e innovativo, gestuale e apparentemente veloce, col quale sintetizza memoria, astrazione, inconscio, elementi iconici, a volte anche ludici, suggestioni naturalistiche, che evocano mondi vegetali e animali. Con uno sguardo sempre rivolto all’identità umana, all’interiorità, all’inconscio, e alla sua relazione con l’esterno. Espresso in una dimensione fluttuante, manifestata con fondi astratti. Tutto è affidato al colore, elemento costruttivo delle suggestioni, delle profondità, dello spazio.

Potete trovare tutte le tappe della rubrica #InStudio tramite l’hashtag #levisitedellatrincia.

Foto di Sebastiano Luciano

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30