It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World #04. Intervista a Niccolò Moronato

di - 29 Dicembre 2020

Milano Art Guide ed exibart presentano It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World, un atlante della fotografia degli anni 2020, da scoprire ogni settimana su Instagram: il quarto ospite è Niccolò Moronato. Per dare un’occhiata al takeover nelle stories del nostro account instagram, vi basta cliccare qui.

#ItsaMadMadMadMadWorld: intervista a Niccolò Moronato

A cosa stai lavorando?

«Il golf è uno sport violento. È da quest’estate che è un pensiero fisso. Sto lavorando su questo – sul fatto che il golf stravolge un territorio e lo trasforma in un paesaggio simbolico da conquistare a colpi di mazza, una buca dopo l’altra, nel minor numero di tiri possibile.

Parlando con architetti di campi da golf, player e addetti ai servizi, ti rendi conto che questo gioco non è un gioco. Basta guardare le mappe dei giocatori o i “green books” che usano in campo: sembrano degli schemi di battaglia e infatti spesso sono prodotti da aziende che si occupano di rilevazioni a scopo bellico. La stessa tecnologia che guida un missile in Afghanistan ti indica dove mirare il colpo.

Il golf pone l’individuo in una condizione “zen” e così continua a esercitare il suo senso di spensierato dominio sulla natura.
È uno sport di conquista, signorile e sanguinario, che nasconde molti livelli di lettura – ora sono in quella fase fortunata in cui mi ci posso perdere dentro.»

Come trovi ispirazione per il tuo lavoro? E cosa ti ispira di più?

«Sono attratto da errori e “difetti” nello spazio pubblico – inteso non solo come luogo fisico ma piuttosto come l’infrastruttura culturale / sociale / linguistica / visiva che influenza le nostre scelte.

Faccio attenzione al tipo di inclusione o di esclusione che uno spazio può incoraggiare, cercando di rendere esplicite le norme sociali che adottiamo inconsapevolmente, aprendole ad una messa in discussione, sia personale che collettiva.

I punti di partenza dei miei interventi sono spesso delle note a piè di pagina di libri, etimologie, controsensi o paradossi che rivelano la fragilità dei pensieri dominanti.»

Cosa significa fotografare negli Anni Venti del Duemila?

«Mi piacerebbe fare questa domanda a un’intelligenza artificiale o a una telecamera di sorveglianza. Ho l’impressione che le foto più rivelatorie siano quelle non scattate da un intelletto umano adulto.

Per me non c’è una risposta universale a questa domanda e non penso che questo sia il secolo delle risposte universali. O almeno lo spero.

Per me le foto più interessanti sono quelle che scattano i telescopi orbitali: dei grandi pixel in scala di grigio, oggetti celesti lontanissimi di cui scorgiamo solo la luce riflessa, che è poi il senso originario del fotografare. Sembrano astratti ma in realtà sono figurativi al 100% – molto più reali e meno realistici, più veri e meno verosimili rispetto a quello che riusciamo davvero a vedere con i nostri occhi o i nostri obiettivi.»

Il 2020 in una foto?

Info: Instagram, Sito

Per le altre interviste di It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World potete cliccare qui.

Articoli recenti

  • Mostre

Oltre la fotografia: al Museion di Bolzano gli ambienti di Franco Vaccari raccontano la storia di un artista visionario

A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…

5 Aprile 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Chi sono i nuovi protagonisti della Biennale? Sette padiglioni debuttano a Venezia

Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…

5 Aprile 2026 12:54
  • Fotografia

Other Identity #199, altre forme di identità culturali e pubbliche: Ana Priscila Rodriguez

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

5 Aprile 2026 10:30
  • Cinema

Before Sunrise torna al cinema e ferma il tempo

Celine e Jesse si incontrano sul treno, e si innamorano prima dell’alba. A distanza di trent’anni, il film cult di…

5 Aprile 2026 8:15
  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00