Jean Boghossian, Antinomia ardente – Il Ponte

di - 29 Giugno 2022

Ancora pochi giorni, fino al 1 di Luglio 2022, per visitare la mostra “Antinomia ardente”, personale dell’artista Jean Boghossian (1949, Aleppo, Siria) a cura di Bruno Corà presso la Galleria Il Ponte di Firenze. L’esposizione, corredata di una splendida pubblicazione edita Gli Ori, Pistoia, raccoglie tredici opere di medie e grandi dimensioni, compendio della poetica di Boghossian degli anni dal 2011 fino ai giorni nostri.

Fuoco e fumo: questi gli strumenti nelle mani dell’artista, un alchimista consapevole del proprio intervento sulla materia e di come essi siano stati utilizzati nel corso della Storia dell’Arte da molti altri, in numerose declinazioni. Boghossian, pittore e sculture al tempo stesso, è nutrito dalla volontà di creazione di un linguaggio personale, in continuo rinnovamento, che si basi principalmente sulla ricerca dell’equilibrio nel controllo dell’imprevisto, che ha in Alberto Burri il riferimento per eccellenza.
La combustione per l’artista di origini armene, è sinonimo di libertà, in quanto danno consapevole, intenzionale, ma gestito nella sperimentazione e nella sua fine da lui in prima persona, come domatore della sua forza e azione. Egli diviene in tal modo fautore di una trasformazione, dapprima distruttiva e poi produttiva, generatrice di nuova vita e quasi di un salvataggio in alcuni casi.

Jean Boghossian, Entrée dans la toile, 2019, Smoke on burnt and cut canvas, 250 x 280 x 350 cm, Installation with 10 canvases, (212x245cm) with Wooden planks, ph. Torquato Perissi, courtesy Galleria Il Ponte

Facendo l’ingresso alla mostra, un’opera, dalla proporzioni quasi gigantesche per lo spazio della vetrina a cui è preposta, “risucchia” il visitatore nella pratica artistica del protagonista. Non a caso intitolata Entrèe dans la toile (2018 – 2022), il lavoro si caratterizza per la collocazione di dieci tele in sequenza e l’impiego del fuoco e del fumo, a formare una sorta di tunnel mediante un grande foro che le attraversa. La versione presente a Firenze richiama strutture analoghe realizzate dall’artista, ma in questo caso specifico sottolinea il particolare allestimento adottato nel percorso espositivo. Quasi a rispecchiare la prassi di Boghossian nel definire le proprie opere, che risultano infatti sempre osservabili da una certa distanza, nella loro aura magica dettata dal cinereo segno lasciato dalle fiamme, rivelandosi a poco a poco nei loro infiniti dettagli di vuoti e pieni, di colori e ombre, così si dirama l’assetto del progetto nelle sale della galleria.

Le tele presenti al piano superiore, di grandi dimensioni e spiccatamente immersive, fungono da viatico per un’esplorazione che va dal grande al piccolo, dal generale al particolare, che conduce perfettamente all’osservazione delle opere al piano inferiore. Aumenta infatti la commistione di tecniche, tipica in Boghossian, qui limitata maggiormente alla varietà nei supporti, rispetto alla consueta applicazione di differenti materie pittoriche unite alla combustione. Da notare nello spostamento alla seconda sala, un focus via via più stringente sui dettagli, affascinanti minuzie da contemplare tramite un occhio attento ai passaggi di stato e ai cambiamenti cromatici causati dalle fiamme.

Jean Boghossian, Untitled, 2020, Mixed media on burnt book, 38 x 61 x 13 cm, ph. Torquato Perissi, courtesy Galleria Il Ponte

Degni di nota i libri inclusi nell’esposizione, singolari esemplari di una tecnica che può applicarsi su più livelli e uscire dal canone artistico tradizionale e punti di richiamo nel paesaggio della mostra. Essi risultano dei nuclei attrattivi in grado di “oscurare” il resto intorno a loro, grazie a un’estetica e una portata concettuale piuttosto notevole. L’artista è visibile in tutto il suo potere in questi oggetti, bruciati ma al tempo stesso salvati, resti di un rito mistico, composti da piegature, ricorrenti in tutta la poetica di Boghossian ma qui al loro massimo. A colpire poi specialmente il colore indaco del libro al piano di sotto, tanto da farlo diventare opera simbolo di “Antinomia ardente”.
Jean Boghossian, con la selezione di opere in mostra, e il curatore Bruno Corà, nella loro brillante distribuzione negli ambienti della galleria, generano un percorso espositivo in cui armonia e spazialità accompagnano costantemente la fruizione, nonostante l’ansioso divenire intrinseco alla produzione dell’artista.

Articoli recenti

  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00
  • Film e serie tv

Netflix racconta Frida Kahlo: in preparazione una serie sulla vita dell’artista

Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…

13 Marzo 2026 17:10
  • Musica

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…

13 Marzo 2026 15:30
  • Street Art

JR arriva a L’Aquila: il progetto Inside Out coinvolgerà oltre duemila cittadini

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…

13 Marzo 2026 14:26