Tutto è iniziato circa sei anni fa, quando Charlize Theron, allora compagna di Sean Penn, esortò l’attore a smettere di collezionare pistole. La diva hollywoodiana ha scelto infatti di schierarsi contro le armi, essendo stata in adolescenza vittima di una violenza da parte del padre che tentò di sparare a lei e a sua madre. L’attrice è riuscita a convincere il compagno che, durante l’Help Haiti Home Gala, a Beverly Hills, ha ammesso di aver cambiato idea sulle armi. Ma Sean Penn, invece di sbarazzarsene, ha deciso di lasciarle nelle mani di uno degli artisti contemporanei più celebri: Jeff Koons.
Come Koons ha scritto sul suo profilo Instagram: «Sean mi aveva informato che voleva smantellare la sua collezione di armi e mi aveva chiesto se fossi interessato a creare un’opera d’arte con le sue pistole, gli dissi “assolutamente!”».
E così è nata Uli, una scultura realizzata con il metallo delle 67 armi di Penn. L’opera è stata venduta a un’asta di beneficenza al giornalista della CNN Anderson Cooper che si è aggiudicato il pezzo per 1,4 milioni di dollari, una cifra discreta considerando che il valore sul mercato delle opere di Koons ha raggiunto anche i 91 milioni di dollari. Il ricavato della vendita servirà a raccogliere fondi per Haiti, inoltre Koons ha condiviso un post sui social in cui cita l’ente benefico promosso da Penn, CORE – Community Organized Relief Effort.
La scultura totemica a cui Koons si è ispirato è infatti considerata dalle tribù di Papua Nuova Guinea un simbolo di fertilità legato allo spirito materno e paterno. E anche se generalmente una scultura Uli è realizzata in legno, il materiale insolito usato dall’artista americano si presta a scongiurare l’attributo di violenza per avvicinarsi invece al buon auspicio. Ancora più significativo alla luce dei recenti avvenimenti. Le immagini delle lunghe file di uomini e donne americani in attesa davanti ai negozi di armi divetteranno un manifesto di questa crisi.
La scelta da parte di Jeff Koons di perseguire questo progetto dimostra la sua capacità di reinventarsi, sfruttando mezzi alternativi, a favore di una buona causa, come già dimostrato con la scultura The bouquet of Tulips, dedicata alle vittime degli attentati di Parigi e finalmente installata al Petit Palais, anche se dopo una lunga querelle.
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