Joseph Beuys, dal disegno alla scultura sociale

di - 12 Febbraio 2022

“Joseph Beuys. Riga per riga, foglio per foglio”, è un’eccezionale mostra sui disegni di Joseph Heinrich Beuys (1921-1986) presentata al Museo d’Arte Moderna di Parigi in occasione del centenario della nascita dell’artista a Krefeld nel Basso Reno. Artista del Novecento tra i più emblematici, Beuys ne ha realizzati oltre diecimila, questi rappresentano oggi un’importante fonte di comprensione del suo lavoro. La mostra parigina presenta un centinaio di disegni provenienti dalla collezione della famiglia Beuys e ripercorre oltre cinquant’anni di carriera dell’artista attraverso un ricco ed eterogeneo corpus di creazioni. Un percorso suddiviso in sei sezioni che si apre con Zirkulationszeit (1982), una preziosa raccolta di ventuno disegni, a cui seguono Incontri con animali, dove si va dalla tartaruga di Notte tropicale (1980), a un coniglietto restituito da pittura a olio e matita (1953), alla sagoma di un orso tratteggiato con inchiostro nero su foglia di nocciolo (1950), a un geco in azione creato a matita su carta intestata di un albergo di Taormina (1981). Troviamo poi Linee del corpo con La petite Folle (1956), un acquerello giallo e blu che vede una figura femminile danzare in punta di piedi, ma anche Materiali vegetali o Linee della terra dove si va dalla dimensione paesaggistica a quella intimistica, ossia verso “le montagne interiori dell’essere” come le definiva l’artista.

Joseph Beuys. Riga per riga, foglio per foglio, MNAM Parigi

Nella sezione “Scultoreo” troviamo colti a matita gli elementi essenziali di Dernier espace avec introspecteur, 1964-1982, l’installazione presentata a Parigi nel 1982 presso la galleria Durand-Dessert. Proposta la bellissima opera Fur Fin che vede un articolo firmato da Joseph Beuys pubblicato il 23 dicembre 1978 con il titolo Aufruf Zur Alternative (Chiedere un’alternativa). Il giornale, in parte coperto dal noto colore a olio Braunkreuz, riporta frasi quali “questo appello è rivolto a tutti i popoli dell’umanità” o “la libera istruzione e la libera informazione ricercano e diffondono in modo completo le leggi degli esseri viventi”. A volte difficili da identificare, l’artista utilizzava strumenti come pennelli, matite, acquerelli, inchiostro e colori a olio su supporti disparati come carta da lucido, album da disegno, quaderni o cartoni spessi.

Joseph Beuys. Riga per riga, foglio per foglio, MNAM Parigi

Arricchiti da materiali organici, quali petali di fiori, questi collage toccano i sensi, dal tatto all’olfatto, per una mirabile resa grafica. Non sempre intitolati, questi appunti od opere suggellate dalla sua firma, secondo lui sono “un’estensione di un’idea”, quindi strettamente collegati ai suoi lavori, come delle anticipazioni. Asseriva inoltre che “sono più vicini alla realtà rispetto ad altri generi della cosiddetta realtà”. Espressione diretta della sua trasformazione interiore, il disegno attesta come arte e vita in lui siano stati tutt’uno. Interessato sin da giovane alla scienza, alla natura e ai suoi rapporti con l’arte, Beuys la ritrae per rivelare gli inscindibili legami tra lei e l’uomo, cioè quelle connessioni spirituali che annunciano l’artista-sciamano. I disegni sono opere a sé, oltre la semplice nota, questi prendono parte a quella scultura sociale – in cui l’essere umano è il perno – e che ritroviamo nel 1982 con l’installazione di 7mila querce a documenta 7 di Kassel.

Joseph Beuys. Riga per riga, foglio per foglio, MNAM Parigi

Sono esposte inoltre opere che si riferiscono a Difesa della natura, il bellissimo progetto sviluppato tra gli anni ’70 e ’80 in Abruzzo, a Bolognano, dove l’artista ha piantato alberi e arbusti in via di estinzione. Disegnatore, scultore, performer, attivista politico, ecologista e insegnante, Beuys nelle sue creazioni, come nei suoi interventi universitari, tocca questioni relative alla filosofia sociale, all’antropologia e alla scienza. La sua opera è quanto mai attuale – perché ci parla della salvaguardia dell’ambiente naturale e di una società più equa – questa risuona come un grido rivoluzionario, persino eroico, che si scontra, tra l’altro, contro attuali certificazioni ‘eco’ più accomodanti che attendibili. Che ne avrebbe pensato di tutto ciò questo ecologista convinto? Il percorso si chiude con I Like America and America Likes Me (video, 1974, acquistato dal Pompidou nel 1994), la nota performance realizzata nel 1974 presso la galleria René Block di New York, dove Beuys ha vissuto per tre giorni con un coyote. La mostra, aperta fino al 27 marzo, è curata da Fanny Schulmann, assistita da Nadia Chalbi e dalla curatrice associata, Mailena Mallach, addetta alla conservazione presso lo Staatliche Kunstsammlungen Dresden, dove è stata già presentata con successo.

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