Edoardo Romagnoli, Tulipano Semper Augustus_6896, 2018, stampa fine art
In occasione del primo giorno della manifestazione “Gallerie di Primavera” – lo scorso 6 maggio 2021 -, la galleria d’arte Riccardo Costantini Contemporary ha presentato il sesto numero del libro seriale Ghost Book, fondato dall’artista Giorgio Racca, dal titolo La Bellezza cambia il mondo?, a cura dello stesso gallerista. Inizialmente concepito unicamente come progetto editoriale, a causa delle sospensione delle operazioni di stampa conseguente la pandemia, Ghost Book 6 dapprima venne presentato online, approdando sui social e con un’esposizione virtuale sul sito ufficiale. Dopo un periodo di gestazione, la mostra online si è riappropriata degli spazi in presenza ed il libro ne è diventato il catalogo espositivo. Ghost Book 6 indaga sulle interazioni che la natura ha con l’uomo, ponendo l’attenzione sulla percezione della bellezza.
Nonostante la pandemia, il tema del progetto non solo è immutato, ma si è arricchito di riflessioni sulla soggettività e sul valore della bellezza, che diventa sinonimo del delicato rapporto tra l’uomo e la natura. La mostra è una raccolta di testimonianze eterogenee che va dagli scatti marini di Ilaria Abbiento, che percorre itinerari cartografici immaginare per un’indagine poetica del suo “oceano interiore”, alle immagini evocative e performative di Maura Banfo che, con le sue conchiglie, rappresentano l’unicità dell’essere all’interno di un ecosistema, fino alle foto di Patrizia Mussa di territori ad oggi lacerati dai conflitti – Afghanistan, Etiopia, Yemen – che l’artista ha fotografato ancora quando erano ancora riserve di cultura e di risorse, dove l’armonia tra natura ed architettura restituiva paesaggi sereni ed incantevoli.
Attraverso l’uso delle Polaroid, Gianpiero Fanuli descrive le estati sulle spiagge italiane ed il senso di leggerezza e spensieratezza che ne deriva, mentre Giorgio Racca sceglie una rappresentazione più intima della realtà, raccontando lo scorrere della vita nel susseguirsi di azioni che determinano la quotidianità, indagando sull’esistenziale. Bellezza semplice ed assoluta nei fiori scattati da Edoardo Romagnoli, ottenuti attraverso lunga esposizione, sovrapposizioni e movimenti progressivi della camera, una denuncia alla l’incapacità di rappresentare la natura se non con processi zelanti. Claudio Orlandi tenta di preservare i ghiacciai cristallizzandoli con la tecnica della copertura, nel vano tentativo di arrestare l’azione nefasta antropica. Infine, nelle immagini di Pierluigi Fresia, la realtà viene totalmente decontestualizzata ed irrisa mediante testi e segni grafici, portando il visitatore ad ovviare a tale senso di squilibrio cercando possibili legami tra gli elementi mediante il proprio bagaglio esperienziale e conoscitivo, rendendolo un osservatore attivo
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