Laura Anderson Barbata, Our History Is Not Found In a Book, 2001, hand-woven hammocks from Mexico
La IKSV – Istanbul Foundation for Culture and Arts ha annunciato la lista dei contributor che interverranno alla 17ma edizione della Biennale di Istanbul, in apertura il 17 settembre 2022 e originariamente prevista per il 2021 ma poi spostata causa Covid. Curata da Ute Meta Bauer, Amar Kanwar e David Teh, questa edizione è stata preparata nel corso di un lungo processo di collaborazioni e conversazioni «Da una parte all’altra del mondo», spiegano gli organizzatori, e l’elenco dei partecipanti, tra artisti, curatori, teorici e altre professionalità afferenti al sistema dell’arte, è ancora in aggiornamento, con una nutritra presenza di collettivi e associazioni.
La lista mette sullo stesso livello figure diverse, dal fisico John Bell, scomparso nel 1990, all’artista e compositore Tarek Atoui, dal Bread and Puppet Theater di New York, dal regista Carlos Casas, al collettivo di arte relazionale Cooking Sections, dal Disobedience Archive di Marco Scotini e Can Altay, fino ai filippini Adlaw Sang Mananagat Fisherfolks’ Day. Ritroviamo, tra i molti altri, anche l’italiano Renato Leotta, l’artista brasiliana Alice Miceli, la fotografa cinese Sim Chi Yin, la cineasta libanese Lamia Joreige. Insomma, un parterre ampio non solo per numeri ma anche per competenze, provenienze ed esperienze, che troveranno a Istanbul, crocevia geografico e culturale, un terreno di incontro e dialogo.
«La 17a Biennale di Istanbul non solo afferma il potere dell’arte di riunire comunità diverse, ma celebra la città stessa come terreno fertile per la co-creazione e la collaborazione», ha dichiarato Bige Örer, direttore della Biennale di Istanbul e di İKSV Contemporary Art Projects. «Ribadiamo ancora una volta la necessità di riunirci in spazi ospitali e con iniziative che difendano e rivitalizzino le nostre culture pubbliche, impegnandoci a lungo termine con le nostre comunità in tutta la città e oltre».
Per l’elenco completo, ancora in aggiornamento, potete cliccare qui.
Diffusa tra vari luoghi di Istanbul come nelle ultime edizioni, la Biennale 2022 introdurrà anche nuovi luoghi tra le sedi espositive, assecondando quel processo di sviluppo architettonico e urbanistico che sta investendo la metropoli turca già da diversi anni. Oltre al Suna and İnan Kıraç Foundation Pera Museum, che già in passato ha ospitato progetti della manifestazione, si aggiunge anche il PCSAA – Performistanbul Live Art Research Space, un ex istituto femminile greco del XIX secolo, la residenza artistica SAHA Studio, il Müze Gazhane, una centrale energetica riconvertita in museo.
E poi arthereistanbul, uno spazio fondato da artisti siriani, l’atelier del calligrafo e rilegatore Barın Han. Non mancheranno edifice storici, come il Küçük Mustafa Paşa Hammam e The Çinili Hamam, tra i complessi termali più antichi della città, e scorci inusuali, come un giardino di piante officinali nel distretto di Zeytinburnu, e un tunnel della metropolitana sotto Taksim Square, e circa 80 tra negozi di libri di seconda mano e caffè.
La 17ma Biennale di Istanbul attiverà anche una serie di podcast, per raggiungere un pubblico globale e raccontare il processo di ricerca del contributor. Radyo Bienal si rivolgerà anche al pubblico turco, con un programma di 25 episodi condotto dalla radio indipendente Açık Radyo, con il contributo di Antoni Muntadas, nome leggendario dell’arte multimediale.
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