Ă stata uno dei crocevia dellâarte italiana contemporanea, uno spazio in cui convivevano mito e simbolo, architettura e teatro, alchimia e filosofia, assecondando la natura voracemente enciclopedica del suo inquilino: la Casa Filosofica di Vettor Pisani a Serre di Rapolano, frazione arroccata sulle colline senesi, riaprirĂ al pubblico il 21 novembre. Per un solo giorno di apertura straordinaria, sarĂ possibile tornare ad attraversare il Virginia Art Theatrum â Museo della Catastrofe o quello che lâartista definiva il suo Gesamtkunstwerk: unâopera totale concepita come sintesi e vertice della sua intera poetica.
Pisani scelse, nel 1995, una ex cava di travertino come scena naturale per costruire una casa-museo-teatro che fosse insieme rifugio, laboratorio, dispositivo percettivo e macchina filosofica. Lo spazio, affacciato a strapiombo sul vuoto minerale della cava, è concepito per essere osservato anche dallâesterno, attraverso una finestrella triangolare che inquadra la figura della Vergine, una visione enigmatica che si inscrive nel paesaggio e instaura un dialogo tra corpo architettonico, simbologia e geologia. Ă un teatro senza palco, un eremo dellâimmagine ma anche un luogo dâiniziazione.
La riapertura della Casa Filosofica segna lâavvio di un percorso condiviso tra lâAssociazione Virginia Art Theatrum, lâArchivio Vettor Pisani, Fondazione Musei Senesi e le istituzioni territoriali. Ă il primo passo verso una progettualitĂ che vuole restituire vita a quello che fu, tra la metĂ degli anni Novanta e i primi Duemila, un centro di discussione e di scambio, animato da artisti, filosofi, musicisti, performer e pensatori. Grazie allâopera del Centro Civico La Grancia, dellâAssociazione Civitelli e di figure come Mario e Dora Pieroni, il Theatrum ospitò incontri con protagonisti della cultura internazionale, come Mario Merz, Sol LeWitt, Michelangelo Pistoletto, Karel Appel, Christian Boltanski, Ettore Spalletti, Marco Bagnoli.
La Casa, di proprietà di collezionisti che durante la vita di Pisani e di sua moglie Mimma ne avevano lasciato piena disponibilità agli artisti, è rimasta intatta, quasi sospesa nel tempo, rara testimonianza di architettura concettuale immersiva, un edificio pensato come opera-mondo, pensiero solido, macchina simbolica.
Pisani, artista tra i piĂš complessi e visionari della seconda metĂ del Novecento, progettò la Casa Filosofica come un luogo in cui tutte le forme dellâarte â pittura, scultura, architettura, teatro, poesia â potessero convergere, stratificate in un organismo unico. Il Theatrum è anche la sua Opera Magnum in senso alchemico, una costruzione mentale e materiale che mette in scena la tensione tra luce e tenebra, forma e abisso, materia e spirito. Nel travertino dellâantica cava ha riconosciuto il luogo in cui si compie il passaggio dalla terra al cielo, dal grezzo allâimmateriale, dal caos alla rivelazione.
La poetica di Pisani, profondamente radicata nella tragedia greca, nella simbologia gnostica e nella tradizione europea, trova qui la sua forma piĂš estrema. Ogni dettaglio risponde a un pensiero: la casa come eremo e anticamera dellâinterioritĂ , il percorso iniziatico, la finestra come soglia di rivelazione, la cava come catastrofe originaria e come teatro cosmico. La âpietra filosofaleâ, per Pisani, non è un simbolo da evocare ma un processo da sperimentare: un cammino di trasformazione che attraversa materia, mente e immaginazione.
La giornata del 21 novembre rappresenta dunque lâannuncio di un progetto che mira a riattivare la Casa Filosofica come luogo vivo di pensiero e di studio. Ă lâinizio di un nuovo capitolo per unâopera che, pur restando identica a se stessa, continua a generare domande e vertigini.
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