Palazzo Nervi Scattolin
Un’architettura modernista che si accende di immagini in movimento e una mostra che prende forma solo di notte. A Venezia, dal 6 maggio 2026, la facciata di Palazzo Nervi Scattolin diventerà lo schermo di If All Time Is Eternally Present, progetto espositivo della Pier Luigi Nervi Foundation realizzato con il supporto di Bottega Veneta e presentato come Evento Collaterale della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il progetto riunisce opere video nuove ed esistenti di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, proiettate direttamente sulla superficie dell’edificio. La mostra non occupa quindi uno spazio espositivo tradizionale ma si inserisce nel tessuto urbano, mettendo in relazione immagine in movimento, architettura e spazio pubblico.
Curata da Chiara Carrera e Marta Barina, l’iniziativa inaugura Building Dialogue, un nuovo ciclo promosso dalla Fondazione, volto a indagare il rapporto tra pratiche artistiche contemporanee e ambiente costruito. L’obiettivo è proseguire la riflessione sull’eredità concettuale e progettuale di Pier Luigi Nervi, ingegnere e architetto tra i più influenti del Novecento, noto per aver integrato arte e scienza delle costruzioni attraverso strutture in cui ogni elemento architettonico risponde alle forze interne che lo modellano. «Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni», così lo stesso Nervi parlava dell’attitudine che orientava la sua opera.
Palazzo Nervi Scattolin rappresenta uno dei rari esempi di architettura modernista a Venezia. Commissionato nei primi anni Sessanta come sede della Cassa di Risparmio di Venezia e completato nel 1972, l’edificio nasce in un momento in cui la città sembrava interrogarsi sulle possibilità di una modernità architettonica capace di dialogare con la sua tradizione storica. Oggi il palazzo restituisce il clima culturale degli anni Settanta, quando Venezia si confrontava con i grandi centri internazionali dell’arte e della cultura, da New York alle principali capitali europee.
Il titolo della mostra, If All Time Is Eternally Present, è tratto dai Four Quartets di T. S. Eliot, raccolta poetica considerata tra i punti più elevati del Modernismo letterario, che riflette sul rapporto tra tempo, memoria e presente. L’esposizione sviluppa proprio questa idea di “presentness”, uno spazio di collisione tra passato e futuro, mettendo in dialogo la storia dell’architettura di Nervi con le ricerche visive degli artisti coinvolti. «Le nozioni di Zeitgeist (lo spirito del tempo) e Jetztzeit (il tempo di adesso) inquadrano il rapporto teorico tra le opere e l’edificio, entrambi interpreti del loro tempo e agenti che lo mettono attivamente in discussione», si legge nel testo curatoriale.
Le opere proiettate sulla facciata del palazzo si presentano come letture soggettive della condizione contemporanea. Kandis Williams presenta A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror (2025), un collage visivo che intreccia diario di viaggio, ricerca teorica e cultura pop per riflettere sulle genealogie del potere, sulle politiche della mobilità e sulla memoria della violenza storica. Attraverso un viaggio in Corea del Sud, il film mette in relazione genealogie musicali afroamericane e coreane – dal jazz e hip-hop al K-pop – interrogando le dinamiche di sorveglianza, militarizzazione e rappresentazione del dolore.
Il duo formato da Meriem Bennani e Orian Barki presenta invece 2 Lizards (2020), una serie animata nata nei primi mesi della pandemia. Il progetto racconta l’esperienza dell’isolamento attraverso due avatar antropomorfi di lucertole che osservano New York durante il lockdown. Con un linguaggio che mescola animazione, live action e cultura digitale, l’opera trasforma l’esperienza della pandemia in una narrazione condivisa fatta di ironia, inquietudine e momenti di fragile empatia.
Completa il progetto My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be (2023–2026), di Tai Shani, una nuova produzione derivata dall’omonimo film realizzato nel 2023. L’opera si sviluppa come un paesaggio visionario tra fantascienza, estetica videoludica e dimensione gotica, in cui figure simboliche come il “Ghost for Revolution” e il “Book of Love” si muovono tra scenari subacquei e desertici. Attraverso una narrazione polifonica, il lavoro riflette su temi come la corporeità collettiva, l’affettività radicale e le possibilità emancipative dell’amore e del piacere.
La dimensione “dislocata” e notturna del progetto, con proiezioni a partire dalle 20:30, modifica radicalmente le modalità di fruizione. Le proiezioni si offrono come apparizioni temporanee nel paesaggio urbano, incontrate dai passanti lungo una possibile dérive tra calli e canali. L’architettura esprime così tutto il suo potenziale di superficie narrativa e di integrazione, tra immagini, spazio e corpo.
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