La rivolta illustrata di Nanni Balestrini

di - 5 Aprile 2026

A distanza di sette anni dalla scomparsa di Nanni Balestrini (1935–2019), Frittelli Arte Contemporanea offre l’occasione per rileggere il lavoro dell’artista da una prospettiva che va oltre la semplice ricostruzione cronologica della sua produzione. Nato a Milano nel 1935, Balestrini è da considerarsi una delle figure più radicali e influenti della cultura italiana del secondo Novecento; protagonista della Neoavanguardia e membro del Gruppo 63, la sua ricerca si è sviluppata in un territorio ibrido in cui poesia, arti visive e impegno politico si intrecciano in modo indissolubile.

Installation view “Nanni Balestrini. La rivolta illustrata”, 17 gennaio – 17 aprile 2026, Frittelli arte contemporanea, Firenze. Photo credits: Fabrizio Farroni – Alto //Piano Studio. Courtesy Frittelli arte contemporanea, Firenze

Curata da Marco Scotini, la mostra si configura come un’ampia rassegna retrospettiva che attraversa oltre cinquant’anni di produzione e riunisce più di cento opere tra lavori su carta, composizioni pittoriche e collage: dai primissimi degli anni Sessanta della serie Qualcosapertutti (1961-65) alle più tarde composizioni realizzate qualche anno prima della sua scomparsa, come La machine à fantasmes (2015) e Cento fiori (2018). Il percorso espositivo, visitabile fino al 17 aprile, si articola attraverso alcuni dei cicli più significativi dell’artista, offrendo una visione complessiva della sua ricerca e mettendo in luce la continuità tra sperimentazione linguistica e tensione politica. Un metodo operativo che attraversa diversi decenni senza mai perdere coerenza: montaggio e serialità costituiscono il nucleo di una pratica che si rinnova costantemente; evidenziando come la sua produzione visiva sia inseparabile dalla sua attività letteraria ed editoriale di scrittore e poeta. Tratti di giornali, slogan e testi politici vengono scomposti e ricombinati, dando vita a una scrittura visiva che rompe ogni linearità di discorso, dove parola e immagine convivono senza gerarchie.

Installation view “Nanni Balestrini. La rivolta illustrata”, 17 gennaio – 17 aprile 2026, Frittelli arte contemporanea, Firenze. Photo credits: Fabrizio Farroni – Alto //Piano Studio. Courtesy Frittelli arte contemporanea, Firenze

In mostra, lo sguardo è costantemente sollecitato a oscillare tra lettura e visione, come con la sensazione di trovarsi di fronte a un linguaggio in movimento, mai definitivamente fissato, ma che al contrario esige tempo e concentrazione. Tuttavia, avvicinandosi alle opere si denota una costruzione estremamente rigorosa in cui i testi catturano l’attenzione in modo intermittente: alcune parole affiorano con forza, altre si dissolvono nella composizione; generando una lettura discontinua che costringe il visitatore a partecipare attivamente al processo di significazione.

Installation view “Nanni Balestrini. La rivolta illustrata”, 17 gennaio – 17 aprile 2026, Frittelli arte contemporanea, Firenze. Photo credits: Fabrizio Farroni – Alto //Piano Studio. Courtesy Frittelli arte contemporanea, Firenze

L’allestimento favorisce l’idea di una Rivolta che non si esaurisce nei contenuti, ma si manifesta anche nell’esperienza stessa della visione; estendendosi negli spazi della galleria come un archivio che fa di questa dimensione il suo cuore pulsante. Questa tensione emerge con particolare forza nei lavori degli anni Sessanta e Settanta, in cui il rapporto con la dimensione politica è più esplicito: la serie Potere Operaio (1975) si colloca in un punto cruciale della sua ricerca; realizzata a pochi anni dalla fine dell’omonimo movimento extraparlamentare — Potere Operaio (attivo tra il 1967 e il 1973) — queste opere assorbono direttamente il clima degli anni in cui si definiscono, segnati da conflitti sociali radicali e da una ridefinizione del rapporto tra soggetto e lavoro. Il collage, in questo senso, non è solo una tecnica, ma una pratica ideologica che non punta affatto alla rappresentazione della realtà, bensì ad un’incorporazione della stessa: frammentare significa opporsi alla narrazione univoca del potere, aprendo nuovi spazi di ambiguità e resistenza. Potere Operaio utilizza un metodo che riflette le stesse strategie di rottura messe in atto dai movimenti operai; configurandosi come un dispositivo che traduce l’esperienza storica delle lotte di classe in un’estensione estetica delle stesse.

Installation view “Nanni Balestrini. La rivolta illustrata”, 17 gennaio – 17 aprile 2026, Frittelli arte contemporanea, Firenze. Photo credits: Fabrizio Farroni – Alto //Piano Studio. Courtesy Frittelli arte contemporanea, Firenze

Anche la Rivolta — intesa non solo in senso storico e sociale, ma anche come gesto formale — si rivela quindi una condizione permanente della pratica di Balestrini. Come in tutta la sua ricerca, il testo non scorre più, invece esplode: costringe a muoverci nello spazio attraversando una pluralità di possibili percorsi interpretativi. Un processo che trova un’importante chiave di lettura anche nell’omonimia tra il titolo della mostra e il libro — sempre di Balestrini — La violenza illustrata (Einaudi, 1976).

Con materiali plastici, superfici accartocciate e campiture cromatiche sovrapposte, nelle opere più tarde, dagli anni Ottanta agli anni Dieci, la ricerca assume una dimensione sempre più sottile ma non meno incisiva: l’attenzione si sposta piuttosto sul piano della percezione e della costruzione del senso. Le parole diventano elementi sempre più autonomi e astratti, mentre la composizione geometrica assume un ruolo sempre più centrale nella generazione di significato, come nel caso della serie Ondulé (1981).

Installation view “Nanni Balestrini. La rivolta illustrata”, 17 gennaio – 17 aprile 2026, Frittelli arte contemporanea, Firenze. Photo credits: Fabrizio Farroni – Alto //Piano Studio. Courtesy Frittelli arte contemporanea, Firenze

La rivolta illustrata attiva una riflessione estremamente necessaria sul nostro modo di leggere il tempo in cui viviamo. Restituendo la complessità di un artista capace di trasformare ogni superficie in spazio di indagine e sovversione, la mostra non è solo una retrospettiva, ma un’occasione per cogliere la sorprendente lucidità con cui Nanni Balestrini continua a mettere in discussione le forme della comunicazione contemporanea e a utilizzare l’arte come strumento di interrogazione del presente.

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