L’installazione di Saype a Venezia, per la Giornata Mondiale della Terra

di - 26 Aprile 2022

Il 22 aprile, in occasione della coincidenza di due appuntamenti particolarmente sentiti, la 59ma edizione della Biennale Arte di Venezia e la Giornata Mondiale della Terra, Lavazza Group ha presentato in Laguna #EmbracingVenice, l’ultima opera dell’artista Saype.

Sopra un prato seminato su un “pontone”, tipica piattaforma galleggiante veneziana, due enormi mani si stringono in un gesto di solidarietà: «Venezia riflette le sfide del cambiamento climatico», afferma Saype. «Essere in grado di portare le mani di Beyond Walls attraverso i suoi canali durante la Biennale è un’opportunità per condividere un messaggio di speranza e ricordarci che il rapporto uomo/natura deve essere al centro delle nostre preoccupazioni».
Un’opera “effimera”, ispirata ai mandala le cui sorti sono legate a doppio filo a fenomeni naturali come la pioggia e la crescita dei fili d’erba. Un connubio artistico incentrato sull’arte responsabile che mira a stimolare una riflessione sul ruolo che tutti dovremmo avere, nel rispettare il mondo in cui viviamo.
French-Swiss artist Saype works on his giant biodegradable landart painting from the Beyond Walls project on Thursday April 14, 2022 on a floating barge in Venice, Italy. Extending over an area of 8 by 30 meters this fresco was created using biodegradable pigments made out of charcoal, chalk, water and milk proteins. The piece will travel in and around Venice and will be part of the Biannale Arte 2022 59th International Art Exhibition. (Valentin Flauraud for Saype)
Partito dal Campo di Marte, ai piedi della Torre Eiffel di Parigi, dopo aver affrescato l’erba del parco archeologico di Torino e tanti altri luoghi simbolo, l’artista francosvizzero è arrivato a Venezia per il progetto Beyond Walls. Saype, aka Guillaume Legros, classe 1989, oggi è famoso in tutto il mondo per i suoi dipinti su erba, dedicati ai temi dell’emergenza ambientale e della cittadinanza globale. Opere monumentali ma volutamente effimere, perché realizzate con una tecnica pittorica che utilizza pigmenti biodegradabili a base di carbone e gesso, fissati al suolo con la caseina, una proteina del latte.

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