Margherita Moscardini, If Inhabiting Means Remaining Foreigners – Ex Elettrofonica

di - 11 Marzo 2022

“If Inhabiting Means Remaining Foreigners” è il nuovo progetto di Margherita Moscardini esposto negli spazi di Ex Elettrofonica, a cura di Benedetta Acciari e Beatrice Bertini. A partire da una riflessione sulla cultura ebraica antica, l’artista declina un lessico di terre esplorate e da ri-significare, percorrendo la traccia di un linguaggio antico che sopravvive nonostante le scalfitture del tempo. In mostra, una serie di lavori per pensare sul concetto di “straniero residente”. Opere sulla terra, qui profondamente esplorata tra materialità e semantica, sulla guida della lingua ebraica per arrivare a un pensiero da estendere a livello universale.

Exhibition view, If Inhabiting Means Remaining Foreigners di Margherita Moscardini da Ex Elettrofonica. Foto Andrea Veneri.

Lo straniero residente all’Ex Elettrofonica

La mostra “If Inhabiting Means Remaining Foreigners” all’Ex Elettrofonica ruota attorno a un concetto preciso: quello dello straniero residente, in ebraico antico gherìm. È un concetto della cultura ebraica antica che avvicina due termini oggi molto presenti nel dibattito sull’abitare e sull’appartenenza a una terra, dibattito capillarmente presente in tutto il mondo. Margherita Moscardini ci chiama riflettere sul significato della parola: quella di gherìm e quella di gher “straniero”, affianco a queste ghur “abitare”. Lo straniero residente, lo straniero e l’abitare hanno la stessa radice verbale nella lingua ebraica per cui abitare vuol dire restare in qualche modo uno straniero.

Margherita Moscardini, GHER, 2022, Fusione in bronzo, cm 63×24; GHERIM, 2022, Fusione in bronzo, cm 110×29. Courtesy Ex Elettrofonica. Foto Andrea Veneri

La riflessione dell’artista ci porta indietro nel tempo, alla Gerusalemme della Bibbia in cui il gher era lo straniero che, all’interno della città, abitava insieme al cittadino. Era in questa realtà che veniva a formarsi un modello di cittadinanza fondata sulla co-abitazione, in una terra crocevia di culture e religioni diverse e allo stesso tempo fortemente presenti. Il lavoro di Margherita Moscardini ci trasporta nella “terra promessa”, luogo in cui la condizione di estraneità permea gli ambiti della religione, della filosofia e della politica.

Margherita Moscardini: dal dentro della terra

Con il suo lavoro, Margherita Moscardini mette in atto una relazione specifica con il territorio di riferimento, come nel progetto “The Fountains of Za’atari” sulla Siria. Con “If Inhabiting Means Remaining Foreigners” l’artista guarda al territorio d’Israele, dove l’appartenenza e l’abitare sono da tempo al centro di un acceso dibattito. È qui che Margherita Moscardini individua il punto di partenza per una speculazione che interessa trasversalmente diversi ambiti. Nella mostra, la terra è presentata in varie forme, dai disegni e dai rilievi in 3d, fotografata, fino alla sua forma strettamente materica.

Particolare: TERRA 01, 2022, Terra prelevata a Gerusalemme su carta 250gr, cm 120×187; SASSO, 2022,
Fusione in bronzo, cm 27x17x11. Courtesy Ex Elettrofonica. Foto Andrea Veneri.

Quattro grandi riquadri incorniciano su carta la terra proveniente da Gerusalemme, tre di questi affiancati verticalmente, come sillabe per un nuovo modo di intendere la terra. Un’altra terra su carta è invece affiancata a una piccola fusione in bronzo, Sasso (2022): metonimia della terra com’è intesa in questa mostra, volta alla “creazione di una cittadinanza universale basata sull’abitare senza appartenere.”

Margherita Moscardini, TERRA 02, 2022, Terra prelevata a Gerusalemme su carta 250gr. Cm 120×187; TERRA 03, 2022, Terra prelevata a Gerusalemme su carta 250gr. Cm 120×187; TERRA 04, 2022, Terra prelevata a Gerusalemme su carta 250gr. Cm 90×187. Courtesy Ex Elettrofonica. Foto Andrea Veneri

La terra di Gerusalemme torna nelle foto di Margherita Moscardini che si incontrano durante il percorso espositivo presso l’Ex Elettrofonica. Insieme a queste, le parole ebraiche fuse in bronzo, cristallizzazione di un linguaggio antico che trova qui la sua manifestazione concreta. Gher, ghur e gherìm: lo straniero e l’abitare che coesistono, insieme allo straniero residente. Così, l’artista sonda le possibilità di una cittadinanza universale, conduce un’erranza in cammino sul luogo abitato da ogni uomo, da ogni tempo: la terra di tutti.

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

BOOMing Contemporary Art Show torna a Bologna nel segno della riconciliazione

Dal 5 all’8 febbraio Palazzo Isolani apre le sue porte all’arte radicale e urgente della riconciliazione, protagonista indiscussa della nuova…

20 Gennaio 2026 0:02
  • Arte moderna

Dentro Il Quarto Stato: Pellizza da Volpedo e la costruzione di un’immagine collettiva

Un’esposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…

19 Gennaio 2026 19:20
  • Progetti e iniziative

L’arte esce dai Musei con COM, il progetto guidato dall’Accademia di Carrara

Accademie, Conservatori e Università insieme, per creare un unico museo a cielo aperto: il progetto guidato dall’Accademia di Belle Arti…

19 Gennaio 2026 18:22
  • Personaggi

Addio a Valentino Garavani: morto a 93 anni il re della couture

È morto oggi a Roma Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura cardine della moda italiana del secondo Novecento: aveva…

19 Gennaio 2026 18:07
  • Mercato

Singapore è il luogo ideale per una fiera internazionale

Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…

19 Gennaio 2026 13:48
  • Teatro

Shirin Neshat debutta nella regia lirica, con Orfeo ed Euridice al Teatro Regio di Parma

La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…

19 Gennaio 2026 13:30