Massimiliano Galliani, 2018, Attraverso, n.7, matita su carta, cm 70x100, courtesy l'artista
A Milano Salamon Fine Art è tornata ad accogliere i visitatori in galleria, su appuntamento, con la personale di Massimiliano Galliani “Attraverso” (fino al 10 giugno), a cura di Vera Agosti con la partecipazione di Prearo Editore.
«La Galleria, da sempre impegnata a sostenere artisti che usino la carta come principale supporto, presenta una ventina di opere a matita su carta, tra cui numerosi inediti, realizzati appositamente per la mostra milanese di Massimiliano Galliani. Disegni di medio e grande formato, uniti dal filo rosso dell’idea dell’Attraverso: “attraverso” uno squarcio dove ombre e realtà modulano l’idea del passaggio dal vero all’immaginario, costruito sulla vincente idea della rappresentazione della carta come sipario dell’intera messa in scena», si legge nel comunicato stampa.
«A seguito della temporanea chiusura dei nostri spazi, della sospensione delle mostre pubbliche e delle fiere d’arte abbiamo ripensato il calendario della Galleria per puntare i riflettori sugli artisti che seguiamo e sosteniamo da anni. Da questo momento, fino all’autunno inoltrato, proporremo quindi ogni due/tre settimane un approfondimento dedicato ad un pittore, uno scultore, un incisore, un acquerellista o un disegnatore, attraverso opere attentamente selezionate», ha spiegato la gallerista Lorenza Salamon.
«É nato dalla spina di una rosa. I miei primi soggetti si accorgevano di essere stati creati e giocavano con la matita che li aveva disegnati. Successivamente, come nell’evoluzione in natura, una rosa ha bucato la carta con la sua spina e da lì è iniziata la “liberazione” delle mie creature, dapprima animali, ed infine io stesso, nei miei ultimi autoritratti.
“Attraverso” è un progetto a me molto caro in cui tante persone hanno creduto: la curatrice Vera Agosti, che da tempo segue il mio lavoro, Prearo Editore, che nel 2019 ha pubblicato il volume “Massimiliano Galliani – Attraverso l’Arte”, con testi di Vera Agosti, Deianira Amico, Alberto Mattia Martini, Alberto Zanchetta, e naturalmente Lorenza Salamon della Salamon Fine Art di Milano, che dopo alcuni mesi di sospensione delle attività, ha deciso di inaugurare, proprio con questa mostra, una serie di approfondimenti dedicati agli artisti della galleria».
«Nella vita ci si cela e ci si scopre a seconda dei periodi e delle persone a cui stiamo accanto. Le mie opere prendono coscienza di sé e si liberano dalle costrizioni e dalle limitazioni, pian piano, alcune con un artiglio, altre con una chela, arrivando ad uscire ed evadere la loro iniziale dimensione bidimensionale. L’uomo è stato limitato nella sua ricerca della verità, ma non si è mai fermato. Si procede per gradi e tentativi, ma pochi riescono ad uscire veramente allo scoperto».
«Sono arrivato al disegno per gradi, passando per la regia e la video arte, tuttavia il disegno mi ha sempre accompagnato nella crescita; fin da piccolo ho respirato grafite e odorato olio e colore. É una necessità intrinseca, disegnare è come respirare, fa parte della mia routine quotidiana ed esorcizza paure, libera pensieri negativi e li trasforma in opere che prendono vita e che inseguono istintivamente la libertà».
«La natura ci insegna che vincerà sempre; in questi mesi di lockdown ne siamo stati testimoni. Il suo istinto di sopravvivenza mi affascina e la sua potenza, forza e capacità di ricominciare e di trasformarsi mi incute un misto di timor panico e speranza».
«L’arte insieme alla natura ci eleva al di sopra nel “normale”, del materiale, della paura. É una rinascita, dovuta, richiesta e anelata. Cosa, se non l’arte, può guidare l’uomo in questo cambiamento?».
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