È significativo che la Fondazione GiGroup, prima multinazionale italiana del lavoro sostenibile, proponga l’arte, in particolare quella astratta, come simbolo dell’esigenza di cambiamento che coinvolge la nostra epoca, anche rispetto all’approccio che si dovrebbe avere nei confronti del lavoro. Quando si attraversa un periodo in cui molte cose vengono rimesse in discussione in tempi rapidissimi – pensiamo solo alla pervasività dell’IA in tutti i settori della nostra vita – necessitano dei ripensamenti che possono arrivarci proprio dall’arte, un ambito che forse pensavamo lontano da questi orizzonti ma sempre attento a cogliere le novità che ci circondano.
Anche l’astrattismo italiano alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso, infatti, fu portatore di grandi cambiamenti, dovendo anche affrontare la reazione di chi rifiutava certe scelte che contrastavano con una tradizione, spesso appesantita dalle ideologie, e faticò a imporre la propria visione creativa improntata al recupero di una maggiore libertà d’azione. Con tutto ciò che questo comportava in termini di sperimentazione, innovazione tecnica, superamento di certi stereotipi legati a un certo modo di intendere l’immagine.
Il titolo di questa prima mostra nella sede di Milano non a caso, è proprio Arte & Libertà ed è un messaggio rivolto in particolare ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro e che debbono affrontarlo con uno spirito nuovo, attento alla soddisfazione, al benessere, alla propria realizzazione personale ma anche alla sostenibilità in senso generale.
La rassegna offre la possibilità di ammirare opere di Afro Basaldella, Emilio Vedova, Emilio Scanavino, Salvatore Scarpitta, Giuseppe Santomaso, Mimmo Rotella, Alberto Magnelli, Carla Accardi, Tancredi Parmeggiani, Piero Dorazio e Giulio Turcato. Per ogni artista vengono presentate diverse opere al fine di cogliere meglio la cifra stilistica di ognuno, le sue scelte di colore e di forma e anche per valutare come questi lavori, pur innovativi e in piena rottura con il passato, recuperino da esso echi e suggestioni che contribuiscono a delineare un percorso evolutivo coerente.
La Fondazione dispone di numerose opere e questa mostra rappresenta una prima selezione alla quale ne seguiranno altre. Lo scopo, come sostiene Chiara Violini, Presidente di Fondazione GiGroup è quello di condividere con il pubblico un patrimonio artistico per «Vivere nella quotidianità l’esperienza della bellezza».
La Fondazione GiGroup ha realizzato anche un ampio catalogo con le opere dei 12 artisti esposti in questa prima tranche, a cura di Giuseppe Frangi. La mostra, presso la sede della Fondazione in piazza IV novembre 5, sarà visitabile martedì (dalle ore 17 alle 19), mercoledì (13:30-15:30) e giovedì (17-19). Sono previste visite guidate di gruppo, gratuite, della durata di 30-40 minuti, su prenotazione.
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