Napoli, la Galleria dell’Accademia ricorda Marisa Albanese con una Combattente

di - 26 Gennaio 2024

Riparte da Marisa Albanese la collezione della GAN – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Tra le circa 300 opere che ripercorrono una storia scandita dai Maestri che hanno attraversato l’istituzione e vissuto la città, da Vincenzo Gemito a Domenico Morelli, da Giovanni Pisani a Domenico Spinosa, da oggi trova sede anche La Combattente, una delle sculture più iconiche dell’indimenticata artista, prematuramente scomparsa nell’agosto del 2021. Rappresentativa della ricerca di Albanese, sempre sospesa tra la rarefazione del linguaggio poetico e la consapevolezza della resistenza della materia, l’opera è stata acquista per la collezione della GAN grazie al PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2021.

Dopo la mostra già presentata nel dicembre 2022, sempre negli spazi di via Costantinopoli, rimarrà dunque una traccia indelebile dell’artista napoletana, in uno spazio dedicato al chiarissimo intento della formazione, come a sottolineare quel carattere di apertura, di disponibilità, che contraddistinguevano la personalità di Albanese. Per l’Accademia si tratta della prima acquisizione dopo circa 70 anni destinata a implementare le collezioni della GAN, che ha riaperto al pubblico nell’aprile del 2022, dopo quasi tre anni di risistemazione, con un nuovo ordinamento studiato e curato da Federica De Rosa e Marco Di Capua, un rinnovato allestimento condotto con l’architetto Lucio Turchetta e una nuova identità grafica a cura di Enrica D’Aguanno. L’opera è stata collocata nella sala del Secondo ‘900, che arriva agli anni 2000, della GAN – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

«Si riprende così una tradizione antica, che si era per troppo tempo persa e che si è volutamente scelto di riformare con Marisa Albanese, non solo con l’intento di risarcire la perdita di una grande artista del nostro territorio, ma per rendere omaggio a tutte le donne della resistenza, a tutte le figure femminili ribelli, libere, contemporanee e future, simbolicamente rappresentate nelle sue Combattenti», spiegano dall’Accademia.

Nata nel 1947 a Napoli, formatasi all’Accademia e protagonista dell’ambiente culturale della città, «L’artista aveva l’abitudine di viaggiare ma soprattutto di disegnare sempre e ovunque», scrivevamo nella recensione alla mostra alla GAN del 2022. «E se il viaggio e il disegno erano la sua grammatica esistenziale il bianco ne diviene il suono della sua parola più ripetuta, più sonora. Nella Galleria ci si trova infatti davanti a dei lavori quasi incorporei, che ricordano le sfumature delle nuvole e della luce in certe giornate agrodolci. E se Combattente 2 si impone con la propria fisicità tutta al femminile, coraggiosa e per nulla intimorita, anzi quasi in combutta con i tremendi ragazzini pescatori di Gemito, le tinte delle tele #0 Pittura e #1 Pittura tracciano delicate strisce di presenza e vibrazione, giocate su un tocco alternativo, discreto, quasi a voler scomparire e riapparire nelle e dalle pareti».

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